Vita da rockstar


Ho fatto mattina col Niño qualche tempo fa. Il Niño è un mio amico spagnolo che di professione fa la rockstar, nel senso di vita dissoluta e tutte le cose deplorevoli che potete associare al termine stesso, e fare mattina con lui non è poi così difficile, basta avere birra fresca a sufficienza ( dopo una certa anche se non è tanto fresca fa lo stesso). Il Niño fa una vita che un po’ ti fa incazzare, nel senso che vorresti anche tu non avere né regole né orari e fare solo quello che vuoi, ma quando lo vedi lavarsi le mutande nel lavandino e stenderle sulle scale ad asciugare, pensi che anche no. Ma in fondo sa farsi voler bene e poi racconta delle storie che se non fosse lui neanche ci crederesti. L’altra notte mi ha raccontato della sua ultima fidanzata, di cui, continuava a spergiurare, era perdutamente innamorato. Solo che lei non c’entrava una mazza con la sua vita, faceva la stilista di moda e considerava la musica rock un deplorevole passatempo per adolescenti ritardati con problemi di testosterone e non una ragione di vita. Fatto stà che per convincerla del contrario, durante il suo ultimo tour ha avuto la malsana idea di portarsela dietro con conseguenti attese sbuffanti nei backstage dei concerti e osservazioni e reprimende che neanche un generale prussiano. Allora la porta a Roma, in una camera d’Hotel con vista sul centro e sono tutti e due nudi, lei in doccia e lui che aspetta il suo turno gironzolando qua e là quando ad un certo punto sente un’impellenza fisiologica, e convinto di non essere né visto né sentito, alza leggermente la gamba destra per un’ innocua puzzetta. Solo che si rende subito conto di essere andato ben oltre e di aver praticamente spruzzato delle piccole palline scure manco avesse una lupara al posto del fondoschiena proprio sopra il vestito bianco di Armani appena appoggiato sopra una sedia. Il panico si impadronisce di lui, e non fa altro che aumentare quando cercando di pulire il vestito con uno straccio trasforma il vestito in un cencio inguardabile. Poi lei esce e lo guarda impietrita e lui non sa far altro che cadere ai suoi piedi e piangendo dirle che l’ama. Adesso il Niño sta con una tatuatrice russa e mi ha giurato di non girare più senza mutande. A me piace il Niño ed io gli credo, anche perchè certe storie, se me le raccontasse qualcun altro mica ve le riferirei.