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Cittadella sul Mar Ligure

Come il nuovo porto Marina di Loano ha cambiato la concezione di questo comune della Riviera di Ponente

Non ricordo la prima volta che andai in vacanza a Loano. Ero piccolo e non prestavo troppa attenzione ai luoghi in cui i miei genitori mi portavano per un paio di settimane durante l’estate. Per me, in fondo, il paesaggio era sempre il medesimo: sole, mare, spiagge e lunghe distese di ombrelloni, ognuno con i colori del proprio stabilimento balneare. Per anni ho trascorso le vacanze in questo comune di quasi 12mila abitanti in provincia di Savona, nella Riviera di Ponente. Dopo qualche parentesi durante l’adolescenza nei villaggi turistici delle Marche e della Puglia, ho ripreso a tornare abitudinariamente qui, ogni estate. Lo faccio da ormai otto anni, considerando che adesso ne ho ventitré. Loano è cambiata rispetto a quando ero bambino. E lo ha fatto partendo soprattutto da quello che rappresenta il simbolo per ogni città di mare che si rispetti: il porto. Non ho idea di come fosse prima, dato che probabilmente nessuno me ne aveva mai parlato. Persino la gente del posto era restia ad indicare il porto come una delle principali mete da consigliare ai turisti. Non che a Loano ci fosse molto altro ai tempi, anche perché la vicinanza con la più cool e trendy Alassio invogliava gli indecisi a scegliere quest’ultima come destinazione della loro villeggiatura.

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Ora, invece, passeggiando sul lungomare in direzione Pietra Ligure, ci si imbatte in una meravigliosa struttura inaugurata nel maggio del 2011. Si chiama Marina di Loano, nome che trasmette un senso di importanza nei confronti di un’attrazione che costituisce uno dei maggiori scali portuali turistici della Liguria. La sua grandezza è direttamente proporzionale agli investimenti utilizzati per la sua costruzione. Ben 100 milioni di euro spesi dal comune per i lavori di ampliamento e di realizzazione delle opere complementari, che hanno consentito al porto di ospitare fino a 1400 imbarcazioni dagli otto ai sessanta metri. Marina di Loano è innanzitutto un affare della famiglia Ligresti, che ha creduto in un progetto ambizioso e ha saputo dare a Loano un’opera innovativa, capace di riportare una ventata di freschezza e progresso ad una città rimasta a lungo ancorata a un’idea di svago e divertimenti ormai oltrepassata.


Ogni volta che percorro la lunga passeggiata sul lungomare che chiude in una sorta di abbraccio protettivo le lussuose imbarcazioni all’interno di Marina di Loano, mi sembra di camminare in una cittadella sul mare. Dotata di un moderno mercato ittico giornaliero, uffici della Capitaneria di Porto e della Guardia Costiera e di una serie di forti attrazioni turistiche come lounge bar e ristoranti, può essere considerata un’oasi a sé stante collocata all’interno della città. Comprende persino delle strade, una segnaletica orizzontale e verticale e tutti quei confort che le fanno oltrepassare lo status di porto turistico.

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Marina di Loano è infatti un esclusivo resort sul mare in cui i clienti possono trascorrere una vacanza di alto livello, avendo a disposizione ovunque una rete Wi-Fi, un’assistenza alle imbarcazioni garantita da uno staff disponibile 24 ore su 24, negozi e attività commerciali; il fiore all’occhiello è rappresentato dallo Yacht Club Marina di Loano, centro delle attività sportive e ricreative della Marina, che ospita una spaziosa area benessere con palestra, solarium, piscina a idromassaggio e una foresteria equipaggiata con suite eleganti e accoglienti con vista panoramica sul mare. Dulcis in fundo, ecco il rinomato Zeffirino, un’eccellenza della ristorazione ligure e internazionale, e un ristorante giapponese. Dicono si mangi bene, a giudicare anche dalla grande quantità di gente che ogni sera afferra con le bacchette un piatto di sushi sorseggiando un sake.


A curare il tutto c’è la Marine Partners, società specializzata nella gestione dei porti turistici. E per unire l’utile al dilettevole, ecco la spiaggia Bfly Beach Club: duecento metri di sabbia finissima con eleganti e comodi lettini più simili a un letto matrimoniale a baldacchino chiudibile su tutti e quattro i lati. Relax e riservatezza, con un prezzo giornaliero non alla portata di tutte le tasche. Fino al 2013 esisteva anche una discoteca davvero carina. Era diventata il catalizzatore della movida ligure, una location ambita da molti giovani, me compreso. È stata purtroppo chiusa, con la conseguenza che oggi bisogna spostarsi ad Albenga, Alassio e Laigueglia per passare una serata in discoteca.


Mi capita durante le calde e ventilate giornate agostane di camminare sul pontile e ammirare le barche custodite. Ammetto che ho più volte fantasticato su quanto sarebbe bello averne una. Ce ne sono per tutti i gusti: dalle più modeste a quelle da “sboroni”, dove andresti sul sicuro qualora decidessi di invitare una ragazza a bordo e offrirle un buon calice di vino bianco osservando le stelle. Una, in particolare, cattura la mia attenzione: è un trimarano targato Maserati che il velista Giovanni Soldini userà per l’ennesima delle sue traversate in solitaria dell’oceano. Il natante è stato progettato con una tecnologia tale da sembrare che voli sull’acqua. Non è un caso che sia ormeggiato all’interno di questo porto, tanto bello e all’avanguardia quanto il trimarano di Soldini.

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Marina di Loano è un po’ la nuova anima della città, un luogo elegante e raffinato in cui capita spesso di prendere parte a serate di gala allo Yacht Club dove giacca e camicia per gli uomini e il vestito lungo per le donne sono il dress code d’ordinanza. Non so se anche d’inverno lo Yacht Club mantenga la stessa energia che lo contraddistingue durante la stagione estiva. Mi piace pensare di sì, perché in fondo tutta Loano sembra emanare una nuova aria di vitalità. Non viene più vista come un ripiego ad altre mete più da cartolina, ma sono sempre più i giovani che affollano la via lunga e stretta del centro città; i visitatori si ostinano a chiamarla budello, ma i locali preferiscono il più caratteristico termine caruggio.


Come ogni estate, ho appena trascorso le mie vacanze in questo angolo della Liguria. Sento di averle vissute in maniera più intensa e meno distaccata, come se mi sentissi ormai un abitante acquisito di Loano e non un semplice villeggiante di passaggio. Ho imparato a vivere il porto con gli occhi critici di chi conosce quanto questa struttura abbia fatto bene alla città. L’ha cambiata e innovata. Semplicemente, l’ha resa più bella.

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