Fenomenologia del Programmatore

Il mestiere più antico del mondo

di Luigi Morelli

L’informatica rappresenta oramai una parola magica, perseguita da molti, adorata da tutti coloro che in qualche modo si ritengono à la page. Tuttavia nessuno come “lo sporco informatico” viene malvisto, additato, biasimato, solleticato, chiacchierato e condannato: i Matematici lo ignorano, i Fisici lo boicottano, gli Ingegneri lo considerano un gradino sotto di loro, i Sociologi lo sottovalutano, gli Economisti lo sfruttano, gli Avvocati lo temono e lo odiano. Persino i Biologi ne guardano con sospetto i successi nell’Intelligenza Artificiale e negli automi cellulari.


Paria delle macchine

Altro che 1984 di Orwell, altro che Grande Fratello!

L’Informatico, lungi dall’essere considerato importante, o finanche intelligente e degno di vita propria, è da sempre associato al proprio lavoro, al proprio pezzo di hardware e software. Vogliamo un esempio?

Basta viaggiare per qualche tempo su Internet ed incrociare il giusto flusso di informazioni.

Di seguito riporto una breve lista descrittiva tratta dalla Rete. Vediamo in quanti di voi capiranno a cosa mi riferisco…

  • Lavori a degli orari bizzarri
  • Sei pagato per rendere felice il tuo cliente
  • Il tuo cliente paga tanto, ma è il tuo padrone che intasca
  • Sei pagato all’ora, ma i tuoi orari arrivano fino a quando il lavoro è finito
  • Anche se sei bravo, non sei mai fiero di quello che fai
  • Sei ricompensato se soddisfi le fantasie del cliente
  • Ti è difficile avere e mantenere una famiglia
  • Quando ti domandano in che cosa consiste il tuo lavoro, tu non puoi spiegarlo
  • I tuoi amici si allontanano da te e resti solo con gente del tuo tipo
  • È il cliente che paga l’hotel e le ore di lavoro
  • Il tuo padrone ha una gran bella macchina
  • Quando vai in “missione” da un cliente, arrivi con un gran sorriso
  • Ma quando è finito, sei di cattivo umore
  • Per valutare le tue capacità ti sottopongono a dei terribili test
  • Il cliente vuole pagare sempre meno e tu devi fare delle meraviglie
  • Quando ti alzi dal letto dici “Non posso fare questo per tutta la vita”

Una vita all’insegna della vendita di se stessi?

Va bene, lo ammetto… ho esagerato un poco. Ma solo per mettere in risalto il livello di sfruttamento (questo sì) del genere. Non so se ci sia differenza tra lo sfruttare il proprio corpo o il proprio cervello come mezzo di scambio e sussistenza, né voglio in questo luogo discuterne i risvolti etici o morali; quel che noto sempre più spesso è la quasi totale mancanza di riconoscenza per chi decide di dedicare le proprie capacità più o meno evidenti ad una causa giusta: quella della propria sopravvivenza attraverso la soddisfazione delle necessità altrui.

E chiedere, magari sommessamente ma con decisione, che venga universalmente riconosciuto lo status di Homo Informaticus, con la conseguente accettazione dei diritti-doveri della categoria e l’utilizzo di corsi di formazione, seminari di approfondimento ed altro cibo spirituale per coloro che, decidendo di accettarne lo statuto, accetteranno di accedere alla professione più antica del mondo: l’imprenditore di se stesso.

Poscritto

Sono passati 10 anni dalla prima stesura del capitolo, e la situazione è ulteriormente precipitata.

I risvolti etici e morali dell’Informatico Quadratico Medio sono ulteriormente stati messi in discussione, ed un lungo, disperato periodo di crisi economica, politica e produttiva ha reso il contesto agghiacciante: molti individui che avevano scommesso sul proprio percorso di crescita professionale hanno scoperto di aver gettato gli studi alle ortiche, coloro che avevano faticosamente raggiunto una posizione di rilievo hanno dovuto scendere a compromessi, il livellamento dei salari verso il basso ha reso il salario orario di un informatico circa la meta’ di quello di una badante(ma con inferiore potere contrattuale), e un incredibile numero di aziende specializzate nella IT ha chiuso i battenti.

I grandi enti offrono contratti al ribasso, ed I fornitori, pur di lavorare, accettano, tagliando la remunerazione dei propri dipendenti, scegliendo spesso ragazzi volenterosi alla prima esperienza lavorativa ed eliminando dall’organigramma il personale più anziano e costoso, costringendolo a rimodulare le proprie richieste o a lasciare l’azienda.

L’Homo Informaticus per antonomasia si è trasformato in Homo Inabilis. Con buona pace del progresso.

da «Fenomenologia del Programmatore» di Luigi Morelli