Mission to United Arab Emirates

Al primo posto fra i Paesi Arabi, negli ultimi tre anni di fila, per facilità di fare impresa, nel report di Doing Business (in generale, al 31mo posto; l’Italia è al 45mo), quinto Paese al mondo per ricchezza pro capite e in attesa di Expo Dubai 2020 e delle nuove opportunità di affari che l’evento porterà con sé.
Queste sono state le premesse che abbiamo portato in valigia durante il nostro viaggio negli Emirati Arabi Uniti all’interno del Progetto UE EAGLE ONE che si è svolto dal 3 all’8 settembre con tappe ad Abu Dhabi, Dubai e Sharjia.
InformAmuse ha inviato in missione le nostre Antonella Santangelo (COO) ed Eleonora Trumello (Project Manager).
Questo il loro breve report.
“Una certezza che abbiamo di ritorno dalla missione negli Emirati Arabi Uniti è che per capire bisogna conoscere. Non si può e non si deve fare alcuna semplificazione tra islamismo e donne sottomesse, tra Paesi Arabi e terrorismo perché si tratterebbe di un ingeneroso luogo comune. La nostra è la testimonianza di chi ha viaggiato in questi luoghi e ha visto religioni e culture vivere in armonia.
È evidente, siamo diversi, e ci ha incuriosito vedere a migliaia di chilometri di distanza, l’interesse che ha suscitato una foto in cui tutte le donne occidentali della missione portavano l’hijab, il velo che abbiamo indossato per entrare nella Moschea di Abu Dhabi, esattamente come in qualsiasi religione per entrare in un luogo di culto è necessario avere un abbigliamento rispettoso.

Infatti, se in una moschea islamica per le donne è necessario mettere l’ hijab, in una sinagoga per gli uomini è necessario mettere la kippah. Una simmetria che spesso non viene colta e che, se compresa, aiuterebbe ad abbandonare alcuni luoghi comuni che ci portiamo dietro come un peso.

Un peso che evidentemente non impedisce a Raja Al Gurg di essere tra le 100 donne più potenti del mondo nella lista stilata da Forbes.
Perché anche di questo abbiamo parlato nella missione appena trascorsa: di lavoro e donne, di come sia possibile fare impresa di valore al femminile.
Inoltre, ad Abu Dhabi e Dubai abbiamo trovato delle realtà molto vicine a Londra o a New York.
Oriente e Occidente si incontrano e parlano di sviluppo.
Con uno sguardo femminile.”