Eppur bisogna andare!

Jesus, Gethsemane

Questa è la vera frase che Gesù ha usato per introdurre i propri apostoli alla decisione di ritornare in Giudea per risuscitare l’amico Lazzaro. In Giovanni 11–7 sta scritto semplicemente: ”Andiamo di nuovo in Giudea” ma la vera frase con cui Gesù iniziò questo discorso fu: “Eppur bisogna andare”. Sono rilevazioni che la grazia di Dio ci rende note quando la sua sapienza lo ritiene opportuno. E sono cose che perfezionano la nostra comprensione di questo nostro Dio. Una situazione similare a questa si ritrova, per esempio, in Matteo 20–22 perchè Gesù non disse: ”Potete voi bere il mio calice?”, bensì disse: ”Potete voi bere al mio calice?” Semplice sfumatura di traduzione che, però, modifica il senso della frase.

Perchè Gesù uso la frase ”Eppure bisogna andare”? E perchè la correttezza di questa frase è così importante da aver desiderato che noi ne venissimo a conoscenza?

Ritornare a Betania, da Lazzaro, significava sancire definitivamente la propria condanna a morte. La risurrezione di Lazzaro è, infatti, l’evento spartiacque del vangelo perchè, culmine della manifestazione della potenza di Gesù e della sua natura divina, è anche l’atto che accelera la sua morte. Sappiamo che Lazzaro, l’amico fedele, dovette morire per consentire a Dio di dare un segno inequivocabile sulla natura del Cristo: risuscitare un corpo disfatto! La gemma dei miracoli compiuti in vita dal Cristo. La vetta di un monte tutto spirituale. Risuscitare un corpo in avanzato stato di decomposizione, un cadavere sepolto da 4 giorni. Fu l’evento spartiacque perchè le ire e le paure del sinedrio — corrotto ed intento al mantenimento del proprio potere — montarono al punto da sancire la messa a morte di Gesù attraverso il complotto finale che conosciamo bene.

“Eppure bisogna andare” è una frase meravigliosa. La parola “eppure” significa “nonostante questo atto decreti inesorabilmente la mia morte io devo andare a salvare l’amico e compiere il prodigio che avevo promesso!”.

L’uomo che ragiona secondo il mondo non dice mai “eppure bisogna andare” perchè fa solo ciò che gli torna utile, anche fosse il soddisfacimento di una semplice ed innocua curiosità. Non gli serve mai aggiungere “eppure” dinanzi alle sue dichiarazioni di intenti. L’uomo che ragiona secondo il mondo fa “solo” cose utili a se stesso e l’utilità prende il nome di soldi, potere ed onori.

Quanto costò dire questa frase al nostro Gesù! Sappiamo che Egli pianse nel vedere il sepolcro di Lazzaro prima di operare il miracolo e richiamarlo alla vita. Molti usano questo episodio per fare meditare quanto il Cristo fosse sensibile agli affetti umani. Il Dio che pianse per l’amico. E’ vero, Gesù è vero uomo e fu sensibilissimo a tutti i santi affetti della vita. Ma in questo frangente solo una piccola percentuale di quel pianto era rivolto alla constatazione dell’amara sorte che l’amico dovette e seppe subire per la causa di Dio. Gesù accompagnò Lazzaro durante l’evolversi della malattia e, sebbene fosse sensibilissimo allo strazio dell’amico, non pianse mai per lui. Diceva anzi: “Questi non sono mali da morirne!”. E davanti al sepolcro Gesù sa bene di essere in procinto di operare il miracolo e dare nuovamente vita al proprio amico che avrebbe presto riabbracciato e baciato. Allora cosa altro c’è in quel pianto? C’è proprio questa parolina “eppure” con tutte le sue implicazioni. Gesù vide la sua morte e sua madre davanti alla sua pietra tombale. E Lui non sarebbe morto in un letto assistito dall’amore familiare. Lui sarebbe morto di morte obbrobriosa conoscendo il tradimento, il Getsemani, l’ematidrosi, la flagellazione, la crocifissione e gli insulti osceni dal popolo che aveva beneficato, compiendo il sacrificio sotto la sferza di tre colpi micidiali: 1) l’abbandono del Padre 2) la consapevolezza che il suo sacrificio sarebbe stato vano per molti 3) l’essere motivo di un dolore mortale per la Madre corredentrice. Vedendo quella pietra, Gesù pensa che a breve il Lazzaro bendato sarebbe stato Lui e che nessuno avrebbe potuto consolare la sua mamma davanti al suo sepolcro.

Ecco cosa pianse Gesù… pianse, da uomo qual era, la frase “eppure bisogna fare la volontà di Dio!”

Grazie Signore


Originally published on January 12, 2016.

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