Materia del respiro

di Giuseppe Semeraro

Dare un bacio al sogno al mattino prima di togliersi la notte dalla pelle e tutto quello sbuffo d’anima che svola incerto se restare negli occhi o andarsene col sangue a bagnare altri sogni e creare ancora intrecci d’ombre e cose che non si sanno dire come una spina sulle labbra o come un dente che rimane nel suo dolore segreto. Dare un bacio soffiando anima e bevendo anima che nel millimetro vicino sembra sogno fatto vero dall’amore.

Il sole una palude che saccheggia carne e ne fa splendore biancore innocenza per un fiore rovente, incallito demone, bocca preziosa, pomeriggio d’un immenso frutto, nascosto sotto pietre che sono mani d’acqua e paziente castigo per questo sciame del cuore che desidera la pelle bruciata, la Venere della litoranea, il culo denso di preistoria. Resta la birra lasciata sola a scaldarsi, le nuvole ammaccate dai tagli del sole, affogato il respiro che dice una parola sola per l’addio, per tutto, per il sangue sul tronco, per questo tramonto messo sulla bocca di un fauno che guarda il sole e sorride e beve sui denti un sole di febbre. (…) continua a leggere http://irrequieto.eu/index.php/numero-25-4/

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