Respiri

di Donatello Cirone

Lontano dalla stazione, in una stanza di un appartamento vecchio, cinque respiri si alternavano, fiati e ottoni che musicavano la noia e l’inutilità di nascere e di crescere, di piangere e a volte di ridere, di respirare e di trovarsi proprio come in quel momento a sudare appiccicati l’uno all’altro in una stanza lontana dal centro. Isolati e costretti a vivere in una stanzetta piccola e arredata male, tutti stesi su di un letto scomodo a raccontarsi pene d’amore e sogni da vivere. Era l’adolescenza che li aveva abbracciati da un paio d’anni, cinque respiri nati da tre fratelli, tutti e cinque quasi coetanei.
Nella stanza accanto, immobile, nonno Graziano leggeva il calendario Barbanera e contava i giorni che gli restavano, Nonna Tania si vestiva. Il loro ritratto da giovani si era ingiallito.

In fondo alla strada Linuccia intrecciava peperoni, una meravigliosa collana rossa che avrebbe adornato a festa le strade, i visi dei passanti, madonne perse di notte lungo quelle vie di periferia, dove si alternavano, proprio come respiri, gioventù e vecchiaia, giorno e notte. Linuccia e Olga, una di giorno a intrecciare peperoni, l’altra di notte a sorridere, salire e scendere da macchine pulite, a svuotare portacenere, a riempirsi l’anima di lacrime. Linuccia di giorno rideva e aspettava qualcuno alla sua porta, Olga di giorno dormiva…Continue reading→