17. Ricomincio da qui

Malika Ayane


Appunto. Ho sempre ammirato e per una certo verso guardato con invidia, chi sa cambiare vita. Non mi riferisco a quelli che partono per mete sconosciute alla ricerca di se stessi. Mi riferisco a chi, prende il coraggio a due mani e cambia lavoro, cambia moglie o marito, cambia il contesto in cui vive e che per qualche ragione non lo soddisfa. Posso solo immaginare il travaglio , il dolore, il difficile passaggio attraverso cui passa chi cambia vita. Ma non posso dimenticare o chiedermi come si senta chi subisce il cambio di vita. Il marito o la moglie lasciati, chi viveva nel tuo contesto o ora deve fare a meno di te. Siamo tutti bravi giudici e bravi consiglieri ma quando siamo protagonisti in prima persona capiamo che un conto è guardare una parita dagli spalti, un’altra giocarla per davvero. Ma forse mi fanno piu’ pena quelli che la partita non la giocano. quelli che stanno in tribuna perchè convenzione sociale vuole cosi, perché è piu’ comodo, perchè così non si fà. Perchè i figli ne risentirebbero, perchè non si lascia un lavoro come quello per qualcosa di piu incerto e via cosi’.

Mi ricordo allora dell’esempio di Pete Best il primo batterista dei Beatles, il quale lasciò il gruppo nel 1962 per un posto di lavoro certo, sicuro, da operaio a circa 800 steline al mese. Chi si è divetito a fargli i conti in tasca gli ha calcolato una perdita economica di circa 1 miliardo di sterline per questa sua decisione. Ma quanti di noi, per via di scelte di comodo, per le non scelte o per non avere avuto il coraggio di cambiare vita si giocano ben piu’ di 1 miliardo di sterline, ma si giocano la felicità?