30. You can do magic
America
Appunto. Ho sempre amato molto Harry Potter, tutta la vicenda. Il suo essere un bambino quasi isolato e abbandonato ma con qualcosa di speciale. Poi il suo andare a Hogwart e lo schiudersi di quella vita fatta di cose magiche. Ma soprattutto questo suo sentirsi a casa lì, non desiderare di essere altrove, coccolato, ma anche ostacolato, irriso ma anche amatissimo. Con la considerazione di Albus Silente ma con Voldemort pronto a farlo fuori. Con Ron, Hermione, la famiglia di Ron che quasi lo adotta. E poi con Dobby, l’elfo che da la vita per lui e si riscatta dopo che all’inizio risulta quasi antipatico. Ecco cosa mi piace di Harry Potter, non la storia della magia, non il Qiddish, nè la sua avversione per i i Malfoy; ma la vera aria di magia che circonda il tutto, non parlo della magia della bacchetta o dell ”especto patrono”, ma di quella di Hogwart come casa di vita, la famiglia allargata dove Harry realizza il magico che ha dentro di se, e rende magicche anche le cose piu semplici. Ecco cio’ che mi piace. Ognuno deve trovare la propria Hogwart, i propri Hermione e Ron, la propria Jinny. Tutto sembra semplice ma la ricetta per la magia della vita sta tutto in queste poche e semplici cose . In fondo sfido chiunque a dirmi se non si è sentito magico in compagnia degli amici del cuore, in un’aula di liceo o di università, o anche solo in un bosco di montagna o su una spiaggia, quando intorno a se sente, percepisce l’alone di magia che le giuste compagnie ci sanno dare. Perchè non esistono luoghi magici ma persone che rendono la nostra vita magica.