31 Liberi o no

Raphael Gualazi e Bloody Beetroots


Appunto. Solo chi sperimenta, chi si muove su terreni nuovi, inesplorati rischia la brutta figura, ma se ha la giusta determinazione rischia di lasciare un positivo segno indelebile. Ho cercato e cerco sempre qualcosa di non usuale che possa darmi nuove emozioni, nuove sensazioni. Senza emozioni, senza passione non riesco a vivere. Mi entusiasmo per le cose anche piu banali come una nuova sitcom divertente, un nuovo cantante o una nuova persona che conosco e con cui parlo. E non posso farne a meno. Cantonate ne ho prese come ai tempi di second life o alle tante, troppe persone a cui ho dato fiducia salvo rivelarsi di una pochezza disarmante. Ma mi ricordo la tesi sul GSM, Banana Yoshimoto, i Police al palalido nel 1979, Murakami Haruki, The big bang theory, Friends, Satcom, l uso di IRC nel 1986, Jennifer Lawrence, i decibel, gli Style Council, Joe Jackson, i Maroon 5……non è volgia di andare contro corrente ma la voglia di cercare qualcosa di nuovo , di piu emozionante che aggiunmga sempre qualcosa di bello di positivo alla mia vita. Ci si espone, si esce dalla comfort zone e credo che sia un buon modo per cercare di crescere e scoprire nuove cose al riguardo di se stessi.

Oppure guardare le cose, i luoghi, le persone che normalmente vediamo e frequentiamo da un altro punto di vista. Tutte le volte che sono risucito a farlo ho scoperto piu cose rispetto al fatto di scoprire nuove cose o persone o luoghi. Ci si scontra tuttavia con la naturale (e inevitabile?) diffidenza delle persone: molte persone vedono con sospetto chi si apre e da fiducia, pensano subito che sia un malentinzionato o un pazzo dato che oggi giorno, basta guardare la carrozza di una metropolitana, la gente è curva su se stessa a mandare sms o whatsappare con facilità, ma si guarda bene dallo scambiare due parole. Non dico certo che uno debba parlare con il primo che incontra per strada o in metropolitana. Ma io vedo sempre in positivo una persona che ho conosciuto da poco, che ho incontrato in un contesto conosciuto o perchè si hanno amici comuni, che dialoga con me, che accetta di parlare un po e non si limta ad un “ciao come stai”. Forse sono fuori tempo o fuori luogo o forse ho talmente tanto bisogno di “relazioni” che chi non mi conosce bene penso che possa pensare male di me e delle mie “aperture”. Ecco perchè a volte chiedo a me stesso se sono veramente libero oppure se sono costretto in una sorta di gabbia dorata e se cerco di uscire da essa faccio la figura del leone scappato dal circo dove trovo solo gente che grida “aiuto aiuto”