Non è una nuova strategia.

Nell’aprile 2012 avevo scritto un documento interno dal titolo “Cos’è Medium?”. Ecco alcuni passaggi:

Dovrebbe essere chiaro a questo punto che Medium sarà una piattaforma di pubblicazione che è anche un network. Sarà al servizio sia dei produttori che dei consumatori di contenuti, collegando tra loro le cose in modi utili e rendendo il tutto più grande della somma delle sue parti.

Parlavo anche di persone che collaborano, che era uno degli obiettivi iniziali:

Il che non significa necessariamente collaborare sullo stesso documento (anche se può voler dire anche quello). Significa sviluppare meccanismi che consentono e incoraggiano le persone a prendere spunto dalle reciproche creazioni, in modo che il tutto sia più grande della somma delle sue parti.

All’epoca avevo anche descritto la strategia di concentrarsi per prima cosa sul “valore dello strumento”:

E allora, come costruiamo questa enorme piattaforma di contenuti collegati in un network, dove [vincono] le migliore idee?
Il modo per costruire una piattaforma di contenuti di successo è concentrarsi innanzitutto sul servizio da offrire ai creatori di contenuti.

A proposito, non era mai stata concepito intenzionalmente per il long-form. Sullo spettro “dallo spontaneo al serio”, avevo detto:

Anche se sarà meno spontaneo di Facebook, perché non stai parlando solo con i tuoi amici, e meno spontaneo di Twitter, perché devi approfondire il tuo pensiero, sarà più accessibile di un blog perché non dovrai impegnarti a pubblicare regolarmente (un post una tantum va benissimo su Medium).

In un altro documento del 2012, dal titolo “Networked Publishing”, avevo scritto:

Un elemento centrale dell’idea di Medium è che non è solo una piattaforma di pubblicazione, è una piattaforma di pubblicazione basata su un network.

Un confronto con il mondo del blogging:

Quello che i primi strumenti di blogging non sono riusciti a fare era creare una piattaforma basata su un network che rendesse il totale più grande della somma delle parti. Ogni blog esisteva per conto proprio nel vasto oceano del web. Erano collegati tra loro con link inseriti manualmente e, se erano fortunati, attiravano visitatori o con il passaparola o perché quei visitatori ci erano capitati prima e gli era piaciuto quello che avevano visto.

E per finire: come si colloca rispetto ad altri network?

Facebook è ottimo per comunicare con persone che conosci. Twitter è il canale informativo in tempo reale. YouTube è lo spazio per i video. Tumblr è lo spazio per le chicche virali e leggere di cultura pop…
Medium sarà il primo e miglior network per leggere e scrivere parole di valore.

Abbiamo modificato qua e là le definizioni e i meccanismi nel corso del tempo. Ma l’idea centrale è rimasta la stessa. È bello vederla realizzarsi.