L’Europa saluta il geoblocking. Cosa cambia nello shopping senza barriere?

Negli ultimi giorni, sembra che in Italia si pensi solo alla fatturazione elettronica.

Qualche mese fa era stato il turno del GDPR, poi dell’interruzione al geoblocking ingiustificato, infine la tanto temuta fattura elettronica…

Tutti argomenti importantissimi, i cui adeguamenti comportano tempo, formazione e risorse, ma spesso affrontati come se fossero delle urgenze.

Oggi, dalla fatturazione elettronica spostiamo il focus verso un fenomeno che arriverà come un boomerang sugli eCommerce.

Ricordi quando navigando dall’estero venivi bloccato e non potevi comprare sui siti eCommerce europei? Venivi bloccato a causa della tua nazionalità e dall’individuazione geografica tramite indirizzo IP.

Oggi è cambiato tutto!

Dal 3/12/2018, con l’entrata in vigore della normativa sul geoblocking ingiustificato, puoi fare shopping senza essere reindirizzato al rispettivo sito nazionale.

In un mercato europeo in cui l’eCommerce vale 600 miliardi di euro, il geoblocco ci impediva di utilizzare Internet in uno Stato membro dell’UE e di acquistare da un sito Web basato su un altro. Creando problemi ai 510 milioni di consumatori europei: ad esempio, nel 2015, circa il 63% dei siti Web è stato schermato e agli acquirenti in un modo o nell’altro non è stato permesso di acquistare su un sito di un altro paese.

Il 19% dei consumatori effettua acquisti online da un altro paese dell’UE.

Il commissario europeo per il Mercato unico digitale Andrus Ansip, spiega il blocco geografico in una battuta:

È come se ci fossero clienti che vivono in paesi «sbagliati»

La comunità Europea sta progressivamente attuando decisioni per creare un mercato unico digitale e per abbattere le barriere online che impediscono alle persone di godere del pieno accesso a tutti i beni e servizi offerti dalle imprese nell’UE.

Come plasmare mercato unico digitale?

La strategia per arrivare ad un mercato unico digitale conta 3 capisaldi:

1. Potenziare l’accesso ai beni e servizi digitali in tutta Europa

2. Sviluppare servizi e reti digitali

3. Ottimizzare la crescita dell’economia digitale

Tra pilastri del progetto di mercato unico, troviamo quindi l’eCommerce. La strategia dell’UE è eliminare le barriere transfrontaliere ingiustificate, agevolare la diffusione dei pacchi transfrontalieri con spedizioni meno costose, proteggere i diritti dei clienti online e promuovere l’accesso transfrontaliero ai contenuti online.

Un primo passo verso l’apertura fatto dall’Unione Europea, è arrivato il 15 giugno 2017 con l’addio al roaming telefonico in tutti i 28 paesi della comunità.

Finalmente, a marzo 2018 il Parlamento e il Consiglio Europeo sanciscono l’abolizione delle discriminazioni e del blocco ingiustificato col provvedimento Eu/2018/302.

Che cambiamenti porta il Regolamento Eu 2018/302?

A tutti i siti, applicazioni e altre interfacce è stato vietato di bloccare l’accesso agli utenti sulla base della nazionalità.

Infatti, non assisteremo più al reindirizzamento del sito alla sua versione locale con sgradite variazioni di prezzo.

Tale provvedimento aiuta a bloccare le disparità commerciali, infatti gli ecommerce non potranno più attuare politiche di prezzo diverse in base alla nazione.

Per i commercianti significa garantire lo stesso trattamento (stessi prezzi e condizioni di vendita) ai clienti, a prescindere dalla nazionalità e loro provenienza all’interno dell’Unione Europea.

Se prima di dicembre 2018 un sito ecommerce era libero di scegliere i mercati europei a cui aprirsi, scegliendo di vendere in una nazione piuttosto che in un’altra, con la sospensione del geoblocking ingiustificato non è più possibile. I merchant devono garantire a qualunque cittadino europeo, a prescindere dalla sua nazionalità, la possibilità di acquistare sull’eCommerce.

Ci sono però dei distinguo per vari settori, ad esempio una farmacia online vende in tutta Europa dovrà fare i conti con le legislazioni di ciascun paese. Altro esempio possono essere i prodotti alcolati che superano i 18°. In questo caso vi sono paesi, come la Francia, con leggi restrittive molto severe che il provvedimento non può cambiare.

La Commissione Europea dichiara:

Nuove norme sono entrate in vigore il 3 dicembre 2018, in tutta l’Unione europea, che porranno fine alla discriminazione online in base alla nazionalità o al luogo di residenza.
Le regole assicurano che non ci siano più barriere ingiustificate come il reindirizzamento verso un sito Web specifico del paese o il pagamento con carta di debito o di credito solo da un determinato paese.
I venditori online devono trattare allo stesso modo tutti i consumatori dell’UE indipendentemente da dove scelgano di acquistare.

- Cosa cambia per i merchant?

- Come il regolamento Eu/2018/302 incide sui merchant?

Sulla carta i cambiamenti sono tanti e ci chiediamo come, i merchant europei li metteranno in pratica.

Chi si occupa di eCommerce lo sa bene e prova ad adeguarsi a tutte le modifiche . A cominciare dalla gestione dell’IVA e delle spedizioni. In attesa dei cambiamenti che saranno apportati nel 2020 e 2021 i merchant si scontreranno con il regolamento.

In materia di IVA, la Direttiva 2017/2455/EU prevede una serie di semplificazioni con effetto dal 1° gennaio 2021. Saranno introdotte molte novità:

· eliminazione delle soglie annue previste ai fini dell’imponibilità nel Paese membro di destinazione dei beni

· previsione di una soglia annua di 10.000,00 euro, riferita al volume delle vendite a distanza in ambito intracomunitario, al di sotto della quale il cedente è soggetto a IVA nel Paese membro in cui è stabilito

· estensione del MOSS (Mini One Stop Shop), già applicato per le prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici, alle vendite a distanza in ambito intracomunitario, laddove risulti superata la soglia annua di 10 mila euro

· ai fini dell’applicazione della disciplina delle vendite a distanza, la condizione del trasporto o spedizione a cura o a nome del cedente opera anche nei casi in cui quest’ultimo cura il trasporto o la spedizione dei beni, sia pure indirettamente

· eliminazione dell’obbligo di emettere fattura per le vendite a distanza in ambito intracomunitario

Col taglio al geoblocking l’Europa dovrà moderare i prezzi per le consegne transnazionali tra i produttori e venditori degli stati membri.

Ad oggi, i prezzi di consegna dei pacchi transfrontalieri sono in media da 3 a 5 volte superiori rispetto ai prezzi di consegna nazionali per tutti i prodotti.

Da maggio 2018, le nuove regole sui servizi di consegna dei pacchi transfrontalieri online, sono volte a garantire la trasparenza dei prezzi tra la concorrenza. Inoltre, da quest’anno, i consumatori potranno consultare i prezzi di consegna del pacco su una pagina web dedicata sul sito web della Commissione europea.

Alle autorità nazionali di regolamentazione spetterà il compito di valutare dove le tariffe sono troppo alte.

Quali vantaggi ci sono per i consumatori con il provvedimento Eu 2018/302?

I consumatori usufruiscono di tariffe trasparenti e più economiche per le consegne transfrontaliere, hanno informazioni chiare sulle opzioni di reso e grazie all’attività di sorveglianza hanno garanzia della trasparenza degli spedizionieri.

Un’interessante novità?

Con la fine del geoblocking, cadono i freni sui servizi online a pagamento.

Cioè, se un italiano vuole comprare un servizio cloud, hosting, un dominio o anche una casella PEC, può farlo anche optando per le offerte di un servizio operante in Germania (o in qualsiasi paese dell’Unione).

Roberto Liscia, presidente del Netcomm — consorzio del commercio digitale italiano — è entusiasta del provvedimento.

Si tratta di un importante provvedimento che contribuisce alla realizzazione del mercato unico digitale e che permetterà di supportare lo sviluppo del commercio elettronico transfrontaliero abbattendo blocchi geografici ingiustificati

Ci sono delle eccezioni nell’applicazione del geoblocking ingiustificato o riguarda tutti?

Dall’entrata in vigore del regolamento Eu/2018/302 gli eCommerce non possono reindirizzare gli utenti su portali nazionali o bloccare l’accesso degli utenti di alcuni Stati europei al proprio e-shop.

Il provvedimento vale su tutte le vendite dirette ed indirette. Sono escluse dal campo di applicazione del Regolamento:

- opere protette dal diritto d’autore e servizi audiovisivi come film in streaming, musica, e-book ( oggetto di revisione dalla Commissione UE dal 2020)

- servizi finanziari come assicurazione , servizi di credito e bancari come da Direttiva servizi 2006/123/EC.

- trasporti

- servizi sanitari e sociali.

Conclusioni

L’Unione Europea sta facendo grandi passi avanti dimostrando apertura verso un sistema sempre più digitalizzato e libero.

…Era ora!

Il mercato eCommerce europeo, nel 2018, è arrivato a valere 600 miliardi di euro. In italia i dati dell’Osservatorio ecommerce B2C stimano che — grazie all’aumento della spesa online da parte degli italiani ( pari a 3 miliardi di euro) — si sia generato un incremento del 16% rispetto al 2017, superando la soglia dei 27 miliardi.

Valentina Pontiggia, direttore dell’osservatorio, lo scorso ottobre in una nota spiegava “il tasso di penetrazione degli acquisti online sul totale retail, grazie alla crescita più sostenuta rispetto al canale fisico, guadagna anche quest’anno un punto percentuale, raggiungendo il 6,5%: l’ecommerce, pur avendo un peso assoluto ancora ridotto, si sta appropriando quasi integralmente dell’aumento dei consumi”.

I presupposti sono molto belli, ma ci chiediamo chi effettuerà e quando ci saranno i primi controlli. Abbiamo voluto sondare il terreno navigando su alcuni siti di operatori online. Diciamo che la spedizione all’estero spesso non è contemplata…

Fatta la legge, applichiamo i cambiamenti o ci sveglieremo tutti quando arriveranno le prime sanzioni, come successo per il GDPR ?

In generale, non possiamo che applaudire all’Unione Europea che stimolerà il mercato verso una maggiore concorrenza a beneficio del consumatore.

Le imprese, dovranno cambiare il loro paradigma nei confronti degli utenti, muovendosi in ottica della customer centricity (De Nobili).

Per saperne di più, non esitare a scriverci.

Fonti: Osservatorio ecommerce b2c;Ec euroconference; Netcomm; Commissione Europea; Factsheet IlcommercioelettroniconellUE