Sono solo un po’ stanco

Visto mamma, contenta, ora che siamo dal dottor Fumagalli che ci spillerà 200 € per dirmi che sono solo un po’ stanco, sarai felice! Sussurrò Ismaele all'orecchio della madre, per evitare di farsi sentire dagli altri pazienti nella sala d’aspetto e per rimarcare nuovamente il suo disappunto, su quella visita medica fatta solo per mettere a tacere la madre iperprotettiva.

Non essere sciocco tesoro mio! Rispose la donna con fare di leggero rimprovero. Non vorrai mica far saltare le nozze per un influenza o qualche altro malanno trascurato?!

Mamma ti prego non esagerare come al solito, te lo ripeto, sono solo un po’ sciupato per l’addio al celibato che mi hanno organizzato quei ragazzi e 
-Ismaele
Non fece in tempo a finire la frase che fu interrotto, una bianca figura uscita dalla porta al loro fianco , con voce atona pronunciò il suo nome –Eco, Ismaele Eco, Eco Ismaele per il dottor Fumagalli.

Alla stazione mettono più passione a chiamare i treni, penso il ragazzo.

Il dottore, una volta fatto accomodare il ragazzo sul suo lettino, inizio a circondarlo di domande e congegni, cosa ha mangiato? cosa ha fatto? dove èra stato? con chi? perché!?

Mentre Ismaele subiva questo terzo grado, i suoi dubbi sul dottore non potevano che aumentare , ultra settantenne, gobbo, malfermo e con quei occhi grigi che ti fissano o almeno ci provano, attraverso due fondi di bottiglia a mezza luna.

Intanto l’esame continua, temperatura, elettrocardiogramma, elettroencefalogramma pressione, vista, udito, tempo di coagulazione e un’altra mezza dozzina di esami che si susseguirono.

Alla fine di ognuno di essi, il dottor Fumagalli, appariva sempre più perplesso. Raccolse i dati e dopo 10 minuti buoni di silenzio, si alzo dalla sua poltrona si avvicino al ragazzo e disse qualcosa che non si sarebbe mai aspettato di dire, che nessuno si aspetterebbe mai di dire.

Signor Eco mi dispiace, ma è la prima volta che risconto questo risultato su un paziente che è venuto a farsi visitare, ma i risultati degli esami sono chiari e la diagnosi è certa.

Dottore, mi dica cos’ho, la smetta di tergiversare. Sbotto ad un certo punto Ismaele innervosito e preoccupato.

Signor Eco. Riprese il dottore. Lei è morto!

Dottore, che sta dicendo è rimbambito!? Fu la prima frase che Ismaele riuscì a formulare dopo attimi di disorientamento; la madre invece, che aveva assistito a tutta la visita seduta ad un angolo dell’ambulatorio, appena fu pronunciata la parola morto scatto in piedi e urlo

Cielo, oh Santa Maria me lo sentivo!!

Mamma non dire stupidaggini e lei dottore, anch’io penso di averle diagnosticato qualcosa , lei è totalmente rimbambito!!

Ismaele ma cosa dici, ascolta il dottore, guarda che lui queste cose le sa, le ha studiate! Esclamo le madre tra un singhiozzo e un pianto.

Il vecchio dottore, per nulla scomposto dalla situazione, sistemandosi gli occhiali sul naso riattacco — Nessun errore mio caro ragazzo, le analisi parlano chiaro, guardi qua battito assente, temperatura 14° e pressione zero su zero, lei è morto mio caro giovinotto!!

E così dicendo batte la spalla di Ismale, poi si avvicino alla signora ancora piangente, fece le sue condoglianze stringendole le mani tra le sue, dopo di ché, affacciandosi al corridoi chiamo l’infermiera, alla quale ordino di accompagnare fuori la coppia e chiamare il prossimo paziente, lasciandosi sfuggire anche un –su che siamo già in ritardo-

In auto i due si trovano nel silenzio, la madre ammutolita dalla sconvolgente notizia e il figlio per la rabbia scatenata dal comportamento del dottore.

Ismaele, decise allora di rivolgersi ad un altro medico, ripetere gli stessi esami, ma nulla da fare l’esito era lo stesso, una, due, tre volte.

Alla quarta volta che Ismaele si senti dichiarato morto da un medico, si arrese, getto la spugna, penso fosse vittima di una congiura e torno a casa, anche perché la madre sempre presente, ogni volta che sentiva la parola morto, scoppiava in un pianto greco e partiva con un rosario.

Una volta a casa, la madre si fece forza e ruppe il silenzio — Tesoro mio non preoccuparti per me ho già affrontato la perdita di tuo padre, sarò forte, lascia organizzare tutto a me per il funerale, il becchino, il prete, i parenti, la cassa. Ora tu va a riposare in camera, ti porto qualcosa di caldo, nelle tue condizioni sarai stanco.
- Ma quale stanco mamma.- Intervenne brusco Ismaele. — Non crederai mica che sia morto come dicono quei ciarlatani!? 
-Tesoro mio non devi prendertela così, la morte è dura da accettare io lo so, poi per te che sei il morto, deve essere particolarmente dura. 
- Mamma stai delirando di nuovo, mi hai stufato io vado da Martina che dobbiamo fare gli ultimi preparativi per le nozze.

Alla parole nozze, la Signora Eco, sobbalzo sulla poltrona- Santa Teresa Martina Fedora, va avvertita, povera la mia nuora, vedova ancora prima che sposa, le si spezzerà il cuore!!

Ma Ismaele non volle neanche ascoltare mezza parola, aveva già imboccato la porta di casa, che chiuse sbattendo.

In macchina, Ismaele, ebbe però qualche dubbio, tutti quei dottori gli avevano messo in testa strane idee.

All’ora provò, mentre guidava provo a sentirsi il battito, prima sul polso, poi sulla gola e infine direttamente sul petto, ma non senti niente e si disse che probabilmente era roba da dottori, e lui non era capace, mica che non batteva. Allora provo a trattenere il respiro, appena entrato in autostrada si tappo bocca e naso col la mano ed aspetto, aspetto e aspetto ancora un po’, appena si trovò all’uscita per arrivare dalla sua ragazza, capi che aveva tenuto il fiato per quasi 40km, un po’ perplesso si disse, bhe’ forse ho respirato e non me ne sono accorto, dandosi una risposta che non convinceva quasi neanche lui, ma questi pensieri scomparvero appena parcheggio davanti casa della sua amata, pregustava già i baci della sua futura sposa.

Appena scese dall’auto, capi che qualcosa non andava, Martina era li in piedi, sull’uscio di casa, con gli occhi rossi dal pianto e pugni di fazzoletti usati nelle mani — Isma, mio amato, tua madre mi ha detto tutto; mi hai lascato così la settimana prima delle nozze perché perché!? Morire così senza dirmi niente e quando ormai abbiamo pagato quasi tutto ..perchè, perché?!

-Ma amore mio, cosa sta dicendo non avrai dato mica retta a quella pazza di mia madre, se vuoi la facciamo internare subito, mica c’è bisogno di aspettare il ritorno dal viaggio come avevamo detto!

-No Isma, non capisci, tu sei morto non ci possiamo più sposare che disgrazia, che disgrazia.

-Hei calma, qua non è morto ancora nessuno, io sono ancora bello vispo, dai non pensare hai deliri di mia madre, andiamo in casa a farci due coccole.

- Oh cielo Isma, come puoi pensare a queste cose nelle tue condizioni e poi non sono mica una di quelle li, una necrofila, non ti devi sforzare per aiutarmi, sarò forte te lo prometto e poi sono ancora giovane, vedrai mi rifarò una vita.

- Necrofila? Rifarsi una vita? Ma sei impazzita come mia mamma.

-Ma Isma, perché mi rispondi in questo modo, perché parli così di tua madre, lei si sta dando tanto da fare, quando mi ha chiamato stava andando a preparare il tuo certificato di morte ed aveva già preso appuntamento dal becchino per le misure, vuoi che andiamo insieme?

Il giovane defunto, incredulo alle parole pronunciate dalla sua ormai, a quanto pare, ex sposa non ebbe forza di risponderle, rimonto in macchina e senza nemmeno salutarla riparti.

Di nuovo in autostrada Ismaele provò a fare un po’ di mente locale, ma in che razza di macabro scherzo l’avevano rinchiuso e poi riuscire a convincere sia sua madre che la Federica? E i dottori, tutti quei dottori questo è proprio uno scherzo da prete, già Giorgio Don Giorgio, che stupido penso tra se se lui saprà, è stata una sua idea sicuro.

Mentre Ismaele guidava verso la parrocchia del suo vecchio amico, ora parroco del suo paese, Isma si volle mettere ancora alla prova, prese l’accendi sigari della sua macchina e…e un attimo, quella non era la sua macchina, ma quella di sua madre e la sua? Già e vero penso, che stupido la notte dell’addio al celibato per un colpo di sonno era uscito di strada e finito dentro al canalone che fiancheggia la strada del mare e ne era uscito appena in tempo, prima che rimanesse intrappolato sott’acqua, oppure no? E come mai non lo disse a nessuno, possibile che mi sia dimenticato? È possibile? questo si ripeteva nella sua testa, ma neanche mandare un meccanico, niente?

Questo pensiero, aveva dato forza a tutte le assurdità del giorno che incominciarono a preoccuparlo sul serio.

Finalmente giunse alla parrocchia di Don Giorgio, lo aspettava preoccupato dalla telefonata con cui l’amico lo avvertiva del suo arrivo.

Nella canonica, con calma, Ismaele racconto tutta la sua giornata e anche dell’incidente che non ricordava più tanto bene.

Il Don, ascolto tutto con grande attenzione e quando Ismaele ebbe finito il suo racconto prese parola.

-Bene bene. Isma amico mio il problema mi sembra chiaro, tra dottori e parenti tutti tu sei l’unico a non aver ancora accettato la tua morte è per questo che sei ancora qui, si e vero sei qui e parli con me e nulla ti rende diverso da un vivo, a prima vista, ma poi il fatto che non respiri e sei freddo come il marmo della mia chiesa salta un po’ all’occhio.

E l’ incidente in macchina. certo che non ricordi nulla come potresti ricordare il momento della tua morte e quello che è venuto dopo; bhè quello l’hai deciso tu e solo tu puoi terminarlo ma più ti trascinerai questa situazione più ne soffriranno i tuoi cari.

Ismaele accolse il lungo discorso del prete tutto d’un fiato, visto che se lo poteva permettere, ad ogni parola si rendeva sempre più conto di ascoltare la verità, verità che non aveva accettato fin ora e che fingeva di non aver capito. Ismaele, uscito dalla chiacchierata rivelatrice col parroco, segui il suo consiglio e andò dritto a case dove un bel sonno ristoratore gli avrebbe di sicuro chiarito le idee.

Il mattino seguente, si senti in forma come non mai e sentiva che, era proprio morto! È già proprio bello che morto.

Sentiva, che i problemi terreni, non lo infastidivano più e lui avrebbe dovuto occuparsi di organizzare un bel funerale, uno come si deve, e così fece, prese su sua madre e Martina e insieme girarono tutto il giorno, trovò un bel vestito blu gessato da John Ashfield con una cravatta grigia.

Si organizzo con il catering per un bel buffet, come si vede nei funerali americani, e la bara, già quella era importante, ne ordino una che aveva trovato su internet al 90% in materiale riciclato e sopra poteva farci stampare quello che voleva, scelse le opere di Jean-Michel Basquiat il suo artista preferito, a fine giornata fu proprio contento del funerale che si era preparato.

Non vedeva l’ora che arrivasse il giorno.

E il giorno arrivò, dopo una breve cerimonia in chiesa, eseguita dal suo amico Don Giorgio, per la quale si era preparato un bel discorso d’addio commovente si, ma non troppo e con quella punti di umor che non fa mai male. Seguì il buffet nel cortile della chiesa, dove ebbe così modo di fare due chiacchiere con tutti.

Infine giunse il momento dei saluti, inevitabili saluti, la fossa era pronta e la sua bara personalizzata era invidiata da tutti, abbraccio e bacio sua madre e Martina che scoppiarono a piangere. Ismaele si sentiva pronto, ora era proprio pronto a morire. Mentre si sistemava dentro a quello che sarebbe stato il suo primo ed ultimo letto riciclato, saluto con la mano l’ultima volta e si fece augurare buon viaggio.

Così, mentre veniva fissato il coperchio e calato nella terra, sentiva ancora i saluti dei parenti ed amici — ho fatto proprio un bel lavoro pensò, proprio un bel funerale — mentre si ripeteva queste parole, si preparò ha una bella dormita, di quelle che solo i morti sanno fare e chiuse gli occhi, questa volta per sempre.

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