Perché ci interessa tanto il Coronavirus?

Cari lettori,

perché non parlare del Coronavirus proprio quando è un argomento caldo? In realtà ci sarebbero tanti motivi, primo fra tutto per evitare la psicosi, che in questi giorni è essa stessa il vero virus. Dai, parliamone.

Parliamone però nel modo che piace a me, cioè da un altro punto di vista. Se state cercando l’ennesimo articolo su come lavarsi le mani, potete chiudere la pagina.

Image for post
Image for post

Prima osservazione. In che modo Intenet ha cambiato il modo di approcciarsi ad una emergenza sanitaria?

Penso che senza la diffusione così veloce di notizie come abbiamo oggi ci sarebbero molti meno casi di panico. Anche a me è venuta la voglia di sapere il numero esatto di contaminazioni secondo per secondo, ma riflettendoci, è così fondamentale saperlo? Se nel mio Comune ci dovesse essere un caso lo verrei comunque a sapere prima della testata nazionale, forse.

Mi sembra intuitivo pensare come l’ansia che buona parte degli italiani sta vivendo in questo momento non sia altro che “montata” dallo scorretto uso dei mass media: la valanga di post e tweet che ogni giorno ci avvisano in maniera più o meno professionale che sta arrivando un’epidemia di certo non tranquillizzano. Senza contare che poi molte delle notizie che leggiamo non sono altro che fake news. Se in qualche supermercato d’Italia c’è una temporanea mancanza di prodotti, non è logico che anche in tutte le altre regioni del Paese la gente corra a svuotare gli scaffali.

Sono il primo che afferma come Internet sia utilissimo, sapendo come usarlo. Il Rettore della mia Università, per esempio, ha potuto avvisarci che le lezioni erano sospese, immediatamente abbiamo letto tutti la sua mail: le comunicazioni importati arrivano a tutti subito, più velocemente che in qualunque altro modo.

Non starò ad elencare altri vantaggi che Internet ha, perché ormai sono palesi, lo usiamo centinaia di volte al giorno e questo penso basti per capire quanto sia ormai indispensabile; dobbiamo semplicemente evitare tutti quei meccanismi “autolesionisti” che per questi eventi portano solo psicosi.

Se nei secoli passati le epidemie globali rimanevano comunque un problema “locale”, oggi la psicosi porta fra le altre cose anche conseguenze per l’economia mondiale, con un innalzamento dello spread e un abbassamento delle quotazioni in borsa. Un ulteriore prova di come stiamo soffrendo molto più la psicosi piuttosto che il virus vero e proprio.

Seconda osservazione. Che vantaggio possiamo trarre da questa tragedia?

La chiamo tragedia non per scatenare panico ma semplicemente per portare rispetto a coloro che a causa del virus hanno perso la vita; tuttavia ci sono dei vantaggi che sono inevitabili.

La Cina ha dovuto chiudere le scuole già diverse settimane fa, ma ha già provveduto a riprendere le lezioni online. Oltre a ciò il governo mandarino si appoggia anche ad un’intelligenza artificiale, chiamata SquirrelAI, che permette di personalizzare gli insegnamenti in base alla situazione di ciascuno studente.

Anche il Ministero della Salute Italiano spinge sullo streaming e i vantaggi potrebbero essere diversi.

Se scuole di fasce basse hanno bisogno di una aula fisica — per favorire l’integrazione e lo sviluppo di capacità interpersonali -, le Università potrebbero adottare metodi più tecnologici per modernizzarsi. Evitare lo spostamento di centinaia di migliaia di studenti ogni giorno risparmierebbe tempo, risorse ed energie (letteralmente: carburante, elettricità…).

D’altra parte, la presenza fisica ha i suoi vantaggi, è risaputo infatti che un ambiente stimolante possa aprire la mente. A parte ciò, un sistema online più elaborato, che permetta relazioni a distanza, risolverebbe alcuni inconvenienti e potrebbe essere il futuro.

E non parlo solo del settore dell’istruzione, ma anche dell’ambito professionale: sono ormai anni che l’azienda miliardaria Automattic (sviluppa WordPress, il software che muove un quarto dei siti web) ha venduto tutti i suoi locali per trasferirsi sul cloud. Vi è un guadagno economico evidente, proveniente dalla mancanza delle spese vive di gestione dei locali, ma anche un guadagno ambientale, dal momento che i lavoratori non devono spostarsi ogni giorno.

Dobbiamo infatti considerare come questo temporaneo stand-by che i paesi affetti dal virus stanno vivendo porti a miglioramenti per il clima. Il blocco di diverse città cinesi ha fatto diminuire le emissioni di CO2 di 100 milioni di tonnellate, ovvero il 6% delle emissioni globali del 2019. Tenendo presente che l’Antartide sta bruciando con temperature di oltre 20°C, possiamo vedere questo blocco come l’arcobaleno durante il temporale.

Per oggi è tutto. Giacomo

FONTI
[1]https://www.repubblica.it/economia/2020/02/28/news/nuova_impennata_per_lo_spread_italiano_vola_a_177_punti_base-249780681/?ref=RHPPTP-BH-I249675643-C12-P2-S1.8-T1
[2]http://squirrelai.com/
[3]https://qz.com/1002655/the-company-behind-wordpress-is-closing-its-gorgeous-san-francisco-office-because-its-employees-never-show-up/
[4]https://www.carbonbrief.org/analysis-coronavirus-has-temporarily-reduced-chinas-co2-emissions-by-a-quarter?fbclid=IwAR1428Mld6l-DfdTx-H7hKNnAzSJl80tQk6v4uiMMwEYssKLG8mGFjMsg8A

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store