“Una Chiesa povera e per i poveri”

Tono ecclesiastico
Nov 6 · 3 min read

Cosa fa il Vaticano con i suoi averi? Esistono tanti edifici di proprietà della città dello Stato Vaticano, che la maggioranza sono vuoti o occupati dai pochi personali, grandissime basiliche, ospedali e scuole. Fuori da questi immobiliari, esistono anche arti prestigiosi, sculture dai famosi scultore, tesori che sono immaginabili i prezzi. Tutti questi ci fa pensare come ricco il Vaticano.

Infatti, quasi un mese fa il Vaticano ha subito uno scandalo finanziario, con una cifra abbastanza alta. Questo scandalo ha fatto scattare di nuovo alcuni voci che non sono completamente d’accordo con la Chiesa. Purtroppo, tanti di queste persone contrarie al Vaticano ha usato questo scandalo per sottolineare la ricchezza del Vaticano e i suoi confronti ai poveri, che Papa Francesco, all’inizio del suo pontificato, ha desiderato per tutta la Chiesa, una Chiesa povera e per i poveri.

In realtà, secondo me, la grande domanda qui, non è quanti soldi il Vaticano ha, ma come vengono usati questi soldi o tesori o immobiliari per compiere la sua missione. Non vorrei negare che esistono i tesori nel Vaticano, ma proverò a spiegare come sono importanti questi tesori per il Vaticano e cosa sono veramente i loro valori, non solamente per la Chiesa, ma per tutto il genere umano.

Quando uno visita la Basilica di San Pietro e entra nei Musei Vaticani, subito pensa che veramente la Chiesa è molto ricca. Ma allo stesso tempo fuori della Basilica, ci sono i barboni che chiedono soldi per mangiare. Allora, sembra che la Chiesa non fa ciò che predica, cioè non essere mondani, o non legare alle cose materiali. Alcuni chiedono perché la Chiesa non vende i suoi tesori per alleviare alla povertà queste persone.

Ci sono anche altri che dicono che uno Stato così piccolo ha una banca dove stanno miliardi di soldi, che è collegato a quasi tutto il mondo. E purtroppo ci sono anche persone che dicono che la Chiesa è il causa della povertà, perché dove sta la Chiesa, lì ci sono anche i poveri.

Anche qui in Italia, ci sono persone che chiedono dove vanno i soldi raccolti nel 8xmille o quelli raccolti per obolo di San Pietro. Si sentono voci anche dicono se la Chiesa vende i suoi averi poteva non chiedere più ai fedeli le elemosine per i poveri.

In realtà, esistono i tesori nel Vaticano, ma non sono del Vaticano, il Vaticano lavora come una custodia per questi prestigiosi tesori. Come non sono del Vaticano, ma viene affidata solo, il Vaticano non può decidere a vendere tutti questi. Infatti, gli arti che si trovano nel Vaticano non hanno un valore monetario, perché i loro valori sono culturali. Come tutti gli altri arti che sono di patrimonio culturali, non si vendono, perché è una ricchezza dell’umanità.

Certamente, il Vaticano ha anche una banca, che la maggioranza delle persone conoscono come Banca Vaticana, ma il suo vero nome è Istituto per le Opere di Religione (IOR). Lo IOR non lavora come tutti gli altri banche, cioè lo scopo non è di guadagnare soldi, ma custodisce e amministra i beni mobili ed immobili ad esso trasferiti o affidati che sono destinati ad opere di religione e di carità. In realtà, l’IOR funziona come una ponte per far arrivare l’aiuto della Chiesa nei paesi di missione.

La Chiesa chiede elemosina ai suoi fedeli per far crescere la solidarietà verso le altre persone più bisognose. E i soldi raccolti non vanno nella tasca del Vaticano ma vanno agli istituti, case di riposo, centri per i ragazzi bisognosi.

Il Vaticano sempre si è occupato dei poveri, infatti, la Caritas Internationalis è il secondo più grande agenzia umanitaria che è presente in tutto il mondo. Esistono anche diverse iniziative sociali organizzati dal Vaticano nei paesi poveri per aiutare loro non solo immediatamente ma nella lunga andata. La Chiesa non dà solo soldi alle persone povere, ma la capacità di alleviare sé stesso nella povertà. Sta nella missione della Chiesa di aiutare i poveri, e questo sempre è stato dall’inizio del Cristianesimo.

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    Sono Jairuz un'amante di musica e della Chiesa. Studente della Comunicazione Sociale Istituzionale nella Pontificia Università della Santa Croce. Seminarista.

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