La politica nel luogo “dei molti”

È una notte d’insonnia. L’ultima prima delle ferie. Ed è da qualche tempo che cerco di mettere al loro posto alcune idee che di giorno mi soffocano il lavoro e la notte mi tagliano il sonno.
Sto cercando da qualche tempo una definizione personale, provocatoriamente nuova ma spendibile pubblicamente, per “Comunicazione Politica”.

Non c’è un vero e proprio “movente” per questa ricerca, sto solo provando a mettere ordine, come dicevo poche righe sopra, ad alcuni scompensi geo-politici interiori.
Beh, il mio metodo asistematico (per non dire caotico), mi porta in questi casi a mettere a fuoco la costellazione di idee e pensieri concatenati fra loro, individuare quale luccichino di più, scartarle ed andare oltre, verso il buio.

In genere, arrivo sempre ad un punto: serve la “radice”. Non c’è nulla che non abbia radici. Ogni pensiero, ogni credenza, ogni comportamento può avere una sua massa inesplosa primordiale. C’è una radice quindi, e se anche alcuni di voi che leggono, non se ne fossero convinti, di sicuro non possiamo negare, che almeno delle parole che sto scrivendo non vi sia una radice.
Ora, cosa c’entra questa contorta e lunga premessa con il “luogo dei molti”? Ossia con la “politica”? Ecco veniamo, al dunque, ad una radice, etimologica in questo caso, che vi ripropongo poiché io ne ho giovato riscoprendola.

La città è il luogo dei «molti» (οἵ πολλοί), è anche il luogo che fa di tali molti un insieme, una «comunità» (κοινωνία). Non stupisce allora che la parola πολιτικός («politico») e la parola πόλις («città») condividano la medesima radice πολ- della parola che dice «i molti» (οἵ πολλοί). Fonte Treccani

C’è un luogo quindi dove la politica vive, nella città, nella comunità. O meglio ancora la Politica si occupa della città e della comunità, perché la comunità è un insieme di πολίτης (leggasi politis), cittadini.

In questi secoli, dai greci a noi la politica ha avuto sempre un luogo “fisico”, dalla città-stato passando per gli imperi, le rivoluzioni, le nazioni per giungere persino alle maledette guerre. Ma, oggi, nella nostra attuale modernità liquida la politica dove è? In quale luogo fisico o rappresentazione della realtà risiede? La finanza, la globalizzazione, nella guerra civiltà contro terrore, nei teatri camerali dei rappresentanti del popolo?
No, perché per trovare una strada per la mia ricerca, prima dovrò trovare, magari non da solo, un sentiero per ritrovare la Politica, il luogo dove i molti si pensano come cittadini ma agiscono come comunità.

Poi con calma, in altre notte insonni, (meglio anche se no), batteremo la via della ricerca di una nuova definizione di Comunicazione Politica. Ma con calma, molta calma.