Il futuro, prima o poi, torna
Matteo Renzi
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Grande Matteo!!! Bentornato :)

Però adesso, per dirlo con una battuta, meno buonismo e più rottamazione.

  1. Liberiamoci della bad-company che sta cercando di demolire, da dentro, il nostro partito. E’ imperativo. “Loro” non sono democratici, sono un’altra cosa, sono di fatto un altro partito. Non ha senso, non è accettabile, è frustrante, demotivante. Il Pd è un partito plurale e non lo è mai stato tanto quanto sotto la tua guida. Non è una questione di sensibilità politiche diverse. “Loro” sono solo un manipolo di loschi figuri, guidati da livori e interessi personali, che ha come unico obiettivo colpire la tua leadership e tutti quelli che hanno fiducia in te. Non possiamo continuare a far finta di niente: questa è una vera e propria guerra intestina, che va risolta al più presto e in modo definitivo.
  2. I temi li abbiamo già: la mole di idee e di progetti che abbiamo visto sfilare nelle varie Leopolde è grandiosa e non ancora tutta realizzata. Via i privilegi, quindi, giù le tasse, cominciamo a premiare seriamente il merito contro le rendite di posizione, riduciamo la mano invasiva dello Stato e diamo più aria all’imprenditoria, l’unico modo per creare nuovo lavoro. E soprattutto, aggrediamo senza pietà la burocrazia. E ancora, innovazione, diritti, Europa. Ma Europa federale, perché continuare a lamentarsi di questo intreccio tecno-burocratico ormai non ha più senso e comincia a stancare. Vogliamo fare finalmente un’iniziativa seria per dare senso al manifesto di Ventotene e puntare senza ulteriori indugi agli Stati Uniti d’Europa? Io sono un cittadino europeo e il prossimo Presidente vorrei eleggerlo direttamente. E con lui vorrei anche scegliere la politica estera, economica, sociale della mia Europa.
  3. Infine ma non per ultimo: non pensi che forse abbiamo bisogno di un‘idea di comunicazione un po’ diversa e di un partito rinnovato? Serve qualcosa di innovativo, diverso, dirompente. Continuiamo a stare nei talk, ma veniamo inghiottiti in quell’inutile pollaio che sono ormai diventati; proviamo a darci da fare nei social, ma veniamo surclassati da troll, haters, e una disarmante (e preoccupante) ondata di analfabetismo funzionale. Hai con te i migliori collaboratori, ma forse continuare ad inseguire gli altri costa tantissima fatica e dà pochi risultati. Sul partito poi servirebbe una vera rivoluzione. Ti preoccupi giustamente dei notabilati e sei costretto a difenderti dalla quotidiana e feroce opposizione della bad-company interna. Messa così, il da farsi sembra semplice: via la bad-company e via il sistema che dà potere alle correnti e ai loro capibastone. Che significa, banalmente, ridurre il peso delle tessere e aprire alla partecipazione dei milioni di elettori democratici. Gli strumenti ci sono. E ad usarli bene magari poi scopriremo che forse i circoli sono ormai un’idea superata, che si può fare politica utilizzando sistemi informatici innovativi e per nulla complicati, e che se non ci fossero le correnti e i pacchetti di tessere ci sarebbero là fuori tante persone preparate e con tanta voglia di fare pronte a dare una mano, a collaborare, ad affrontare specifiche tematiche. Visto mai che così possano emergere merito e competenze, oltreché, ovviamente, idee politiche innovative, e dare la spallata finale alle clientele, ai pacchetti di tessere, ai notabilati, agli amici degli amici…

C’è ancora tanto, tantissimo da fare. Ma innanzitutto grazie di cuore per aver accolto l’appello di tanti cittadini e militanti ed esserti rimesso a disposizione di quello che in fondo è il tuo progetto, la tua idea di Italia e di futuro. E allora forza, al lavoro. Daje!

Ps: “Ulivo” e “centrosinistra” sono due parole del passato, non vorrei sentirle più, mi confondono e per certi aspetti mi sconfortano. Oggi la sinistra è il Partito Democratico. Punto. Questo è il futuro. Smettiamola quindi di voltare continuamente la testa: guardiamo avanti. ;)

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