Crescere senza copiare qualcun altro

Come ottenere in 4 passi il meglio da te e dal tuo lavoro

All’arrivo delle prime vere belle giornate di primavera ho la sana e salutare abitudine di passare molto meno tempo con un telefono in mano, credo fermamente infatti che lo smartphone sia solo un mero moltiplicatore delle nostre capacità primarie e, per crescere come persone e anche come professionisti, abbiamo sono due strade: attendere che questo moltiplicatore cresca (ma succede ciclicamente solo ogni 12 mesi ed è richiesto un esborso in denaro) oppure la strada ben più arricchente che si estende nella crescita del valore base che quel moltiplicatore può espandere e potenziare, noi stessi.

Passo 1 Scegli di investire su di te e non sul tuo smartphone perché tu sei a prova di rottura e contro l’obsolescenza programmata.

Ma io ho già passato anni sui libri che altro devo fare …

Lo studio di ogni livello, di ogni scuola, di ogni maestro è importantissimo e non sostituibile in nessuna maniera ma, prima o poi, per spiccare il volo va “abbandonato”.

In molti vedono in questa transizione dallo studio al lavoro il totale travaso del tempo dedicato al primo a favore dell’ultimo arrivato.

Io ritengo invece necessario e tantomeno obbligatorio la coltivazione della curiosità e di conseguenza lo studio di ciò che centra (ma anche ciò che non centra nulla) con la nostra professione.

Personalmente ho sfruttato infatti questi 4 giorni di ponte concessi dalla festività per concentrarmi in tre principali attività:

● il giardinaggio

● il gioco con mio figlio

● l’avventura fuori porta

Se vuoi scrivere un diario non farlo su LinkedIn

Questo non è un diario ma un racconto su come in 4 giorni di totale distacco dal lavoro e dalla routine abbia avuto il tempo di riflettere e delineare 3 passi di enorme importanza per me che erano fino ad ora come avvolti da una nebbia di concentrazione stanca e poco produttiva.

Il giardinaggio

Aaaaaah quante immagini si trovano nel giardinaggio legate al business, la mano che sorregge la piantina appena nata, il seme che sboccia dalla terra, l’uomo che con un annaffiatoio pulitissimo lascia cadere qualche goccia d’acqua su di una pianta in crescita.

Che bello!

Ora invece immaginate il sottoscritto, geek dalla nascita e sempre vissuto in appartamento che, da qualche anno, è alle prese con la madre terra.

Una lotta continua con la forza della natura che non ama essere trascurata e che non mi perdona nulla, altro che annaffiatoio pitturato di fresco la scena che ho vissuto è molto più simili ad una guerra nel fango in cui non esiste vincitore.

Eppure durante tutto questo strappare, raccogliere, tagliare, sistemare, piantare ecc il mio cervello ha potuto fare una cosa che non faceva da tanto, ascoltarsi e rispondersi.

Durante un’intera giornata di giardinaggio ho ascoltato i miei pensieri, le domande che avevo sul mio progetto, sui dubbi che nutrivo nella nascita e soprattutto sulla crescita di questa nuova idea e ascoltandomi mi sono dato le risposte che cercavo.

No, nessun confronto con una ninfa dei cespugli o con un puffo del giardino ma io contro io, il mio io negativo e sempre critico con il mio io positivo e sempre con la risposta facile.

Passo 2 Prenditi un giorno di giardinaggio in cui coltivare i tuoi dubbi e risponderti con onestà, il tuo cammino inizia come quello di tutti, con un passo sicuro e ben disteso

Il gioco con mio figlio

Chissà in quante occasioni avete pensato che non avete più l’eta per certe cose e che infondo giocare di fantasia è cosa da bambini.

E poi anche aveste ancora il fisico sicuramente di fantasia voi non ne avete più…

A parte rari casi (vero Peter?) la fantasia non ci fa più volare come una volta e non basta un pensiero felice per far attivare la polverina fatata nel nostro cervello.

Questo grave problema di visione è accentuato dai ritmi e dagli incastri della vita odierna, il calendario notifica, la sveglia suona, il social trilla e noi come marionette sempre pronti ad obbedire non diamo spazio al gioco ed alla fantasia.

Cercate di pensarmi seduto come un indiano su di un tappeto a giocare per ore e ore con i Lego, ma non nella situazione in cui si monta un nuovo Lego ma quella in cui lo si anima per dar vita ad una storia!

Eccomi li, surclassato da un bimbo di 7 anni che riesce con una semplicità disarmante ad animare 4 pupettii diversi con estrema coerenza facendoli interagire fra loro costruendo così un complicato intreccio di storie che anche gli sceneggiatori di Beautiful avrebbero pagato oro.

Ed io invece ancora immobile a complicare la personalità del mio personaggio (spider-man in questa occasione), frastornato da un’altro personaggio or ora creato buono ma che ora è cattivo che però si sta ritrasformando in buono.

Passo 3 Ed è allora che mi è stato tutto più chiaro! Gioca e basta senza complicare le cose, si cresce con il tempo e progressivamente

L’avventura fuori porta

Quanti film di avventura ho visto nella mia vita e di quanti ne ho ripetuto le gesta rigorosamente sul divano.

Indiana Jones non è stato solo un personaggio televisivo ma un raggio di sole intrigante, misterioso e pieno di avventura.

Non potendo in una sola giornata metterci alla ricerca del Sacro Graal abbiamo deciso di passare una giornata al parco Oltremare di Riccione (io lo adoro e questa è una marchetta non pagata).

Alle 10e45 siamo entrati dai tornelli, senza una borsa, senza un panino, senza un cappello (poi comprato … aaaah le mamme), senza una cartina, senza una bottiglietta d’acqua e senza un’ombrello.

Si lo so che state pensando … e che diavolo di avventura sarà mai stata questa.

GUARDAMI NEGLI OCCHI!

Con un bambino di 7 anni non avere solo uno di questi oggetti può portarti molto velocemente verso un difficile destino, altro che maledizione del faraone.

Bene, è stata all’unanimità una delle giornate più belle che abbiamo mai passato insieme.

Ma come, senza organizzare nulla?

Esatto, il non aver organizzato nulla e il non avere pretese impossibili per la giornata ci ha fatto “osare” senza il pericolo del “fallimento”.

Abbiamo così mangiato sull’erba un panino preso da un chioschetto, lasciato girare libero Ricky per il percorso naturalistico insieme alla guida, fatto vivere il primo contatto serio con una sella ed un cavallo, passato un bel quarto d’ora dentro la gabbia con i pappagalli a “sfioramento” continuo e tante altre piccole cose che, organizzate prima, non avremmo mai fatto o addirittura non avremmo neanche mai scoperto.

Passo 4 Sviluppa il potere dell’osare senza paura di fallire, tutti dovremmo sperimentare senza programmare qualcosa solo per vedere cosa l’imponderabilità ci porta a scoprire

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