Reminiscenze dalla mia tesi di laurea specialistica sugli attentatori suicidi: dopo aver esaminato le modalità di vari attentati ricordo che spesso, sul luogo scelto per farsi esplodere, quelli che noi per comodità chiamiamo kamikaze, non sono soli ma vengono accompagnati da "motivatori" che, oltre a evitare ripensamenti dell’ultimo minuto, devono anche assicurarsi che l’azione vada a buon fine. Se venisse accertata la presenza di almeno due terroristi diciamo "non coinvolti" sia in aeroporto che in metro a Bruxelles e ora quindi in fuga, questa ipotesi potrebbe spiegare il loro ruolo di "osservatori esterni". E spiegherebbe anche il ruolo di Salah.
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