La Vocazione: che cos’è e come trovarla nel tuo presente
Talvolta la chiamata arriva soltanto se sei disposto a parlare per primo.

Marta ha 38 anni, occhi luminosi e una mentalità assertiva. È un operatore sanitario, uno di quegli individui con la divisa a tinta unita che, silenziosamente, mantengono puliti i locali dell’ospedale e si prendono cura delle stanze dei pazienti.
Marta tiene molto a quello che fa e tiene soprattutto alle persone che incontra ogni giorno; è consapevole dell’impatto che può avere su di esse, quindi ha scelto di comportarsi di conseguenza.
Una volta, per esempio, ha deciso di appendere un paio di quadretti alla parete spoglia della stanza di Roberto, un pensionato ricoverato in riabilitazione. Sapeva — lo aveva recepito dai suoi racconti — che l’uomo era fiaccato dal grigio perimetro in cui era quotidianamente confinato.
Il piccolo gesto della donna è bastato a trasformare l’espressione di Roberto, una maschera di fatica e tristezza, in un sorriso lieto e radioso.
Marta ama il suo lavoro perché vede chiaramente le possibilità che questo le offre, che vanno ben oltre i canoni che descrivono la sua professione. Se le chiedi di parlarti del suo ruolo, lei non ti dirà di essere una pulitice, una spazzina, bensì un’assistente dei degenti.
👉🏻 Non sono le cose in sé a contare, ma come le vedi, come le percepisci.
Molto probabilmente Marta ha una vocazione: prendersi cura degli altri e magari, nello specifico, regalare loro un’emozione positiva.
La donna ha scelto volontariamente di esprimere questa sua attitudine nel suo presente, e ha creato le condizioni che le permettano di realizzare tale proposito. Ha scelto di farlo attraverso le possibilità che in questo momento le offre la vita, sfuggendo all’inganno dell’attesa.
La soddisfazione più grande che un essere umano possa provare arriva dall’espressione di ciò che ha dentro. E la buona notizia sai qual è?
Non esiste una sola strada.
Non esiste un solo lavoro.
Non esiste un solo evento, una sola situazione.
La vocazione è qualcosa di molto più profondo, che non si lega necessariamente a uno specifico modo di vivere o a una singola professione. Certo, alcuni percorsi sono privilegiati, tuttavia non bisogna confondere un più alto margine di possibilità con l’esclusività.
Inseguire senza sosta il “lavoro della vita”, pensando che sia l’unica chance per realizzarti, è una vera fregatura. è una scusa. È il goffo tentativo di sondare la superficie alla ricerca di qualcosa che già possiedi.
Questo non vuol dire che devi privarti dei tuoi sogni. Tantomeno che non puoi avere obiettivi. Vuol dire, molto più semplicemente, che hai la capacità e la concereta possibilità di trovare un significato nel tuo presente, che non occorre guardare costantemente lontano. Vuol dire che le cose importanti sono già qui, a portata di mano.
Puoi continuare a inseguire un’idea distante o scegliere di notare e abbracciare le grandi occasioni che quotidianamente attraversi, rendendole lo strumento privilegiato per esprimere ciò che hai dentro.
Puoi scegliere di vivere fin da ora la tua vocazione, senza indugi e inutili attese. Proprio come ha fatto Marta.
P.S. Se non sai ancora cosa vuoi costruire, in che direzione guardare, chiudi gli occhi e pensa a quelle piccole cose quotidiane che ti fanno sentire bene. Quelle che riescono a sollevare e arricchire le tue giornate, e che alla fine, tolto tutto il “rumore”, restano lì ad accoglierti e rincuorarti.
Osservale, ascoltale, percepiscile. Afferrale: saranno le fondamenta della tua personalissima cattedrale.
👉🏻 Talvolta la chiamata arriva soltanto se sei disposto a parlare per primo.
