Il flauto nuovo di Alice

Il mio era in salotto, sopra il carretto dorato, messo lì in attesa della prima lezione. Ogni tanto entravo di nascosto, aprivo la custodia manco fosse il baule del tesoro, lo guardavo, era lucido, brillava, aveva un palpito. Ero innamorata, ed avevo solo sette anni.

Alice invece ne ha 11, sono passati 4 anni dalla sua, dalla nostra, prima lezione. Quella volta è entrata in classe, piccina, accompagnata dallo stupore della madre, che non si spiegava tanta determinazione in una bimba di sette anni per voler suonare un flauto. Traverso, per giunta. Nemmeno arrivava alla chiave del re diesis col mignolo. Era convinta se ne sarebbe stufata subito.

Eccola, Alice, col suo nuovo flauto. Il secondo. Quello più professionale, forse quello della vita. E’ lì, è più lungo, ha una nota in più, ha i buchi e bisogna togliere un tappo alla volta ‘che non è ancora abituata. 
Lo monta con attenzione, con la stessa emozione di Cenerentola che indossa la scarpetta di cristallo. Lo rilucida con il panno, per togliere le impronte delle dita, lo controlla. Mi fa mille domande, ma tu come tieni questo, e questo a cosa serve, e questo dove lo metto…. Le rispondo che suona benissimo e sa già tutto quel che c’è da sapere. Perché è così, è brava, ha la musica dentro, l’istinto, le viene tutto facile. Non farà la musicista di professione, certo, e non sarò certo io a convincerla a farlo… ma non importa. E’ un tassello della sua vita, di cui sono felice artefice, che le farà del bene all’anima. 
Suona il suo pezzo, le ripeto che ci vorrà qualche mese per abituarsi, la boccola è diversa, le dita si aggiusteranno sui tasti, il suono diventerà ancor più bello. 
Mi guarda. Le brillano gli occhi, è innamorata.
E lo sappiamo solo io e lei, perché la mamma non lo può capire, anche se è stata meravigliosa a capire che le serviva un flauto nuovo, perché i flauti costano, parecchio. E questo è una Ferrari.

Mentre torno a casa, stringo il mio in spalla, come a dirgli “Ecco vedi, è come quando è successo a noi”. Non è certo lo stesso di quando avevo sette anni, certo. Ma è sempre lui. E quando siamo insieme mi sento invincibile. Ed innamorata.

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