D’estate.
•“L’ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva da sotto.”
Wislawa Szymborska•
Le cicale si raccontano alquanto strane storielle. Una sacramentale bianchezza — foschia umida e densa — soffoca la luce pomeridiana; voce di tuono, in lontananza, come un roco sbadiglio espanso. Si allaga il cielo di stanche promesse già sentite: quest’infinito cielo, glorioso e triste, che anche fuori dalle finestre risiede intorno. Che si esprime incessante; domina l’anima di chiunque si sporga sull’ignoto, misurando sillaba, carezza e pulsazione. Sta sempre dentro, a intridere tutti i nervi. La gloria, infinitamente abbondante, finalmente incarnata.
In silenzio chiudere gli occhi. Danzare la vita.