Il lago e il pozzo.
“Un tempo siamo stati tanto vicini nella vita che nulla poteva più costituire un ostacolo per il nostro sodalizio di amicizia e fratellanza: ci separava soltanto un piccolo ponticello. Proprio mentre stavi per imboccarlo io ti ho chiesto: ‘Vuoi venire a me attraverso il ponticello?’ Te ne è immediatamente passata la voglia; e quando sono tornato a pregarti hai taciuto. Da allora tra noi sono stati gettati monti, fiumi torrenziali e tutto ciò che divide e rende estranei; anche se volessimo unirci, non potremmo. Ma ora, se pensi a quel piccolo ponticello, ti mancano le parole, singhiozzi e ti chiedi perché.”
Friedrich Nietzsche, La Gaia scienza (1882)
L’I Ching dice: 58 che si muta in 48. Il lago diventa pozzo. “Laghi che riposano l’uno sull’altro. (…) Un lago evapora verso l’alto e così a poco a poco si esaurisce. Ma quando due laghi sono collegati l’uno all’altro non si esauriscono così facilmente, perché l’uno arricchisce l’altro.”
Perciò: “Si cambi pure di città, ma non si può cambiare il pozzo. Non cala e non cresce. Essi vanno e vengono e attingono al pozzo. Se si è quasi raggiunta l’acqua del pozzo ma non si è ancora sul fondo con la corda, oppure se si rompe la brocca, ciò reca sciagura.”
