Venenum.

“Quand’è che il veleno ha ricominciato ad agire insidiosamente; quand’è che il lucido guscio esteriore si è spezzato? (…) È la notte che cerco, la notte, per sentire, per vivere, per conoscere soltanto con gli strumenti della notte, i sensi, le visioni del fuoco. (…) questa sera io sono seduta qui e guardo i tuoi occhi scuri come la notte, una notte senza luna. Adesso io vivo nella notte come la luna che sono, come il nome della luna che porto, sono qui seduta con te perché mi hai circondanta di sogni. Ti temo quanto tu temi me. (…) una passione trafitta di luci e di stelle, una passione che sanguina poesia, una passione in un’estasi di riconoscimento; i baci salgono, la testa si abbassa… (…) vuoi dunque rimanere un sogno, fermo sul bordo della notte? (…) profonde le viscere della notte e alto il sogno sopra il mondo, dense le nuvole e impalpabile l’aria, greve il fiume che scorre trascinando stelle cadenti, miti e leggende, minerali e cactus. «Con crudeltà,» mi disse.”

Anaïs Nin, Diario, giugno e luglio 1936.

#nonvoglionientedimenonientedipiù #comesempre #nientaltrochequesto

[“Frantuma la luna tra le tue mani
Falla a pezzi
E cospargiti della sua polvere
Fine e scura.
Proteggiamoci dai simboli
E dai sogni”] #GiocondaBelli