Il mito del vivere all’estero. 

Il mio personale punto di vista su una serie di argomenti o “miti” se vogliamo chiamarli cosi, che puntualmente spuntano fuori ad ogni discussione sugli italiani e sul vivere all’estero. 


Quest’anno si fa tanto parlare della cosidetta fuga di cervelli, di italiani che scappano all’estero. Ci sono decine di articoli dedicati all’argomento anche e soprattutto da parte dei grandi quotidiani.

Sono “dentro” il mondo expat da oltre 8 anni, cioe’ da quando ho deciso di partire, allora non c’era facebook o meglio non era cosi vitale come lo e’ ora, quindi si viveva di blog e di forum. Anche li c’erano ogni tanto le solite polemiche e i soliti personaggi :

  • L’esperto che smonta ogni speranza
  • Il novello trasferito che crede di vivere in un paradiso
  • Il novello che si vuole trasferire usando un computer invece che la testa.

E cosi via dicendo ..

Oggi i social hanno amplificato queste discussioni rendendole visibili a centinaia di persone, se prima per coinvolgere 10 persone in una discussione bisognava lavorare su “content is the king”, commentare su altri blog e forum o invitare via email, oggi basta andare in un gruppo facebook di “ italiani in … “ e scrivere “ciao, voglio vivere all’estero” e bam! prendi i pop-corn e goditi lo spettacolo ☺
Certo, esistono anche altri modi per spingere le discussioni, ma alla fine il regno incontrastato per questo tipo di discussioni sono sempre i social e naturalmente facebook la fa da padrone. Ecco gli argomenti “hot” di cui leggo spesso e il mio personale punto di vista.

Qualsiasi posto e’ meglio dell’Italia.

“ho x anni, in Italia non ho futuro .. qualsiasi posto mi va bene basta che sia lontano dall’Italia.”

Io non metto in dubbio che la situazione italiana sia disastrosa e non sto dicendo di non partire, ma perché credere che qualsiasi posto vada comunque bene?
Molti pensano che la crisi sia solo in Italia, o Spagna e Grecia al massimo. Qua in Olanda la disoccupazione e’ cresciuta all’8% e il sistema economico basato su una serie di mutui “agevolati” (non sono esperto in materia) e’ diventato fragilissimo, non si vendono case e il mercato immobiliare e’ quasi completamente fermo.

Eppure in tanti continuano a partire per l’Olanda spinti dai miti dei giornali italiani. A meno che non sei un informatico con almeno un 3-4 anni di esperienza e un ottimo inglese e’ durissima trovare un lavoro, e devi imparare la lingua.

Lo stesso vale per quelli che pensano di trasferirsi in Danimarca dopo aver letto i post di Grillo, mentre basterebbe una piccola ricerca su google per scoprire che i paesi scandinavi, e in particolare la Svezia, non se la stiano passando tanto bene.

Per non parlare di quelli che partono in Australia innamorati del nuovo “Australian dream”. …

Ora mi rivolgo a te che stai pensando di partire :

Cosa ti fa credere che un posto vale l’altro? Perche’ invece non provi a fare una scelta ragionata e scegliere una nazione che ti possa offrire qualcosa in base a quello che sai fare? Usa internet diamine!! Chiudi facebook e apri google, cerca offerte di lavoro nel tuo settore, leggi blog e siti istituzionali internet e’ una risorsa straordinaria se solo tu riuscissi a staccarti dai quei gruppi facebook e quelle discussioni(o flame) che sono basate su esperienze personali ognuna diversa dall’altra ed e’ per questo quasi sempre si finisce in flame ☺

Loro sono meglio di noi, .. sono piu’ civili.

Innanzitutto bisognerebbe definire correttamente cosa si intende con la parola civile. A volte sorrido quando leggo di persone che definiscono l’Olanda “civile” (spesso per via della legalizzazione delle droghe) e poi penso a quello che vedo ogni giorno alle casse dei supermarket o la mattina presto quando passano a prendere l’immondizia, per non parlare di questo.
Non voglio dire che non siano civili, anzi e ho diversi amici Olandesi, ma quella percezione di civile e onesto non e’ perche’ sono meglio di noi e’ perché hanno qualcosa che a noi italiani oggi manca, e questo non vale solo per gli olandesi, la Cultura.
Mentre in Italia si discute su un crocifisso nelle scuole o sulle trombate di Balotelli, qua i bambini imparano inglese e tedesco poi crescono vanno a studiare all’estero e infine fanno le startup vincenti.
Hanno cultura e noi no, per questo sembrano meglio di noi. Sanno che votare Wilders e’ sbagliato ma non vuol dire che non condividano il suo antieuropeismo, accettano le coppie gay perche chiunque che abbia un minimo di cognizione nel rendersi conto che viviamo nel 2014 e non nel 1930 sarebbe favorevole. Questo vale per l’Olanda, come per la Germania, o Norvegia o Finlandia.
Ora ti do un suggerimento per aumentare la tua autostima : se hai scelto di partire e sai gia in quale nazione vuoi andare, fai questo esercizio ogni mattina —

Guardati allo specchio e ripeti a voce alta

“No cazzo! Loro non sono meglio di me!!”.

Fallo ogni giorno, poi come al solito spendi due ore su google e wikipedia per capire chi sono, come sono e cosa fanno i tuoi futuri “paesani”.

Ho la laurea ma voglio fare il lavapiatti.

La mia risposta sincera sarebbe questa :

“Sei un fallito, non servi a niente resta dove sei e’ meglio”.

Ti stai arrabbiando? Perché vuoi fare il lavapiatti quando hai una laurea? Con tutto il rispetto per il lavapiatti ma il punto non e’ il lavoro ma tu.
Ora ti faccio incazzare ancora di più :
Io non ho una laurea e non parlavo nessuna lingua. Ora lavoro nel web (per dirla in generale) ho un buon lavoro e uno stipendio discreto, non sono ricco ma posso pagare l’affitto, le altre tasse e andare al ristorante una volta ogni tanto.
Ancora piu incazzato? Bene ora prova a cambiare punto di vista su di me.
Tu hai una laurea e io no. Pensa “se ci e’ riuscito questo idiota arrogante perché non dovrei riuscirci io?”.
Ed e’ quello che mi chiedo anche io, perché? Perche hai cosi tanta poco stima di te stesso da non considerare di lavorare per quello che hai studiato? Quali sono questi fantomatici motivi che ti spingono a traferirti all’estero per fare il lavapiatti? Vediamoli.

  • Non hai soldi.

Ok, fair enough. Ma allora vuol dire che non partirai mai? Sai benissimo che il lavoro di lavapiatti non lo trovi su linkedin, hai comunque messo in preventivo che ti servirà un migliaio di euro come minimo ovunque vai. Sono sicuro che da bravo italiano troverai il modo per far uscire questi pochi soldi quando verra’ il momento e proprio perché sono pochi e un motivo in più per essere cauti e investirli saggiamente. ;)

  • Non parli la lingua.

Devi partire domani mattina? Perché questa ossessione con “la lingua la imparo sul posto?” no! La lingua la si migliora sul posto la si impara prima di partire. Sei disoccupato a casa senza far niente, bene restaci 3 mesi in piu e fai queste cose :

  • Usa google.
  • Vai su livemocha.
  • Vai su duolingo.
  • Guarda i film in lingua originale con sottotitoli in lingua originale.
  • Trova qualcuno con cui puoi fare conversazione.
  • Usa google translator.

Resta in Italia 3- 4 mesi in più se necessario, se fai una vita di merda continua a farla per un altro poco, pensa a quanto sara bello quando ci sarai riuscito ☺Non credere alle fesserie che ti dicono riguardo la lingua, prova a immaginare un Danese che viene a vivere in italia, credi sarebbe facile per lui senza la lingua? Non vedo perche per te debba essere diverso. E giusto per essere precisi, l’inglese a “livello scolastico” tipicamente italiano corrisponde all’inglese di un bimbo norvegese di 3 anni che lo ha imparato guardando i Simpson, tienilo a mente quando dici “ho un livello scolastico”.

Sono disposto a tutto, mi basta un lavoro per essere felice.

“Sono disposto a tutto, mi adatto a qualsiasi lavoro.”

E’ una grande fesseria che dici a te stesso, eccoti il perché :
La scena
Vai in un qualsiasi ristorante , chiedi lavoro il tizio ti chiede cosa sai fare? Tu rispondi “qualsiasi cosa, mi adatto a tutto, sono disposto a qualsiasi cosa”.
Il tizio ti dice, ok grazie ti faro’ sapere. Perché? Perché gli hai appena detto che non sai fare niente, che sei solo un disperato e che cerca un lavoro qualsiasi, uno che non porterà mai un minimo di qualità neanche come lavapiatti.
Quando dici sei disposto a tutto a qualsiasi cosa, stai mentendo te stesso. Hai fatto il barman nel bar del paese o lavorato al supermarket nello scarico magazzini? Allora magari prova a cercare lavoro in quel settore, se sai parlare la lingua e usare google, potresti trovare il lavoro giusto per te prima di quello che pensi.

Mi basta un lavoro per essere felice.

No, non e’ cosi .. credimi .. te lo dico con il cuore in mano.
Non credere a questa storia, ci sono tanti altri fattori in gioco quando vivi all’estero che i soldi sono solo una minima parte.
Io vengo dalla Calabria non sono un figlio di papa’ e il motivo per cui sono partito e’ stato il lavoro come per te, ma dopo un po di tempo ho capito che non era in realtà il lavoro quello che mi avrebbe dato la felicita’ e che stavo cercando, e ho anche capito che in realta’ i motivi per cui sono partito alla fine, sono tutto tranne che il lavoro. Si i soldi contano, ma non sono tutto e all’estero valgono anche meno, per me e’ cosi.

Se vuoi partire e vivere all’estero io sarò il primo a sostenere la tua scelta, indipendentemente dal motivo che ti spinge a farlo e comunque vada sappi che e’ un esperienza importante che ti cambierà la vita.
Ma se decidi di farlo per favore smettila di piangerti addosso sui social e nei gruppi e di darti del fallito o dare la colpa al governo o agli italiani o al mondo, vuoi partire e cambiare la tua vita? Allora fallo e basta.

Concludo con il mio “ aha moment che mi convinse che era giunto il mio momento.

Discutevo a voce alta di politica con alcuni amici, dicendo esattamente quello che oggi dicono tutti contro il governo, il lavoro etc.etc. (allora Grillo non c’era)
E un signore anziano seduto al tavolo del bar che giocava a carte mi disse:
“E inutile che ti lamenti, le cose non cambiano, devi cambiarle tu. Vuoi andartene? Bene allora fatti sta valigia e parti!”
In quel momento ho capito quanto tempo avevo perso a lamentarmi e “attendere” quel cambiamento che solo io potevo mettere in atto.

Era l’estate del 2007, a dicembre ho fatto il biglietto e l’8 gennaio del 2008 sono partito per Barcellona e non mi sono mai pentito della mia scelta.

foto credit.

Email me when Antonio Fullone publishes or recommends stories