Cosa ci ricorda l’#InternetDay? Che la condivisione non conosce barriere (ma intanto sul Brennero…)

In Italia si celebra l’Internet Day. La rete delle reti diventa sempre più grande ed entra ufficialmente negli “enta”. Era il 1986 e il massimo della tecnologia concepibile per l’italiano medio era rappresentata dal Commodor 64 o dal walkman.

Così, il 30 aprile di quell’anno, l’Italia si collegò per la prima volta a Internet, ma nessuno si accorse di nulla. Nessuno celebrò l’evento che, all’inizio lentamente, poi con una forza dirompente, avrebbe stravolto la nostra quotidianità.

Probabilmente, anche voi ricorderete con un sorriso le prime lente connessioni, il terribile suono dei modem, per non parlare di quelle bollette salatissime a cui i genitori cercavano di sfuggire nascondendo la password della connessione ai propri figli - abbonamenti flat, wifi, connessioni 3G erano inimmaginabili.

Nonostante ciò, già tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio, avevamo capito che quella straordinaria rivoluzione avrebbe contribuito alla crescita delle nostre opportunità di comunicazione, di confronto, di istruzione, di accesso alle informazioni. Alla nostra libertà, insomma.

Leggendo qua e là in vari contributi che celebrano l’Internet Day, mi viene in mente una parola: Brennero. Cosa c’entra in tutto ciò? Assolutamente nulla, all’apparenza. È solo che l’assurdo caso, o un calendario bizzarro, ha voluto dar spazio a questi due argomenti sulle pagine dei nostri quotidiani, negli stessi giorni di fine aprile 2016.

Fa un certo effetto pensare che, proprio mentre celebriamo uno strumento che ci permette di parlare con una persona dall’altra parte del mondo, di essere informati in tempo reale o semplicemente di prenotare un volo per l’Australia con qualche click, a pochi km da noi qualcuno abbia potuto pensare di erigere una barriera sul Brennero, tra Italia e Austria. Un varco dall’alto valore simbolico, perché costituisce la principale via di transito tra il Bel Paese e il Centro Europa.

Ok, il pericolo, secondo quanto annunciato dal Ministro Alfano, è scampato, grazie a un accordo per cui Vienna effettuerà più controlli sulle strade e sui treni, con la collaborazione delle forze dell’ordine italiane. Ma il tentativo c’è stato e non è detto che non si presenti di nuovo in futuro, mettendo in discussione quella grande conquista che era stata il Trattato di Schengen.

La preoccupazione più grande? È che, mentre internet continua a proiettarci in mondi virtuali impensabili e ci regala possibilità di condivisione infinitamente grandi, il mondo reale si stia chiudendo nel suo egoismo — o nella sua paura — costruendo barriere del tutto invalicabili.


(Redatto per Canale 100 il 29 aprile 2016)