Ester Viola: «Da Twitter ecco il mio romanzo 2.0»
Ester Viola, da 140 caratteri a L’amore è eterno finché non risponde. Come la sciagura sentimentale si adatta al 2.0 (nella mente di un avvocato)

Cosa pensereste di un ex che vi chiama ogni sera? Che probabilmente non è finita e vi rivuole indietro con sé: è ciò che pensa — e spera — anche Olivia Marni, protagonista di L’amore è eterno finché non risponde (Einaudi, 17 euro), avvocato divorzista, abituata a dividere i clienti in due categorie: lasciati e lascianti. In una Napoli di super professionisti dal doppio cognome, di divorzi milionari e “lasciati” con borse Birkin, Olivia cerca di non pensare al suo ex Dario e all’irrefrenabile voglia di controllare il suo profilo Facebook facendo l’unica cosa che conviene in questi casi: lavorare tantissimo. Perché, come ricorda nel romanzo, «per i progressi di carriera, il cuore spezzato lo consiglio vivamente». Certo, Olivia avrebbe dalla sua parte l’amica Viola, se non fosse così cinica da avere sempre ragione…
DISSEZIONATRICE • Chi bazzica gli account “giusti” di Twitter, ha imparato a conoscere e ad amare Ester Viola: si inizia imbattendosi in un suo sapido tweet ricondiviso da qualcuno, si finisce per frequentare il suo profilo tutte le mattine, come stalker, tra un mezzo pubblico e l’altro. L’autrice mantiene intatta quell’affilata ironia da dissezionatrice di atteggiamenti che i suoi follower apprezzano, mutuando quindi lo stile della sua prima prova letteraria proprio dai social network: frasi brillanti e incisive, da sottolineare mentre le si legge, a volte lunghe quel tanto che serve da poterle ricondividere subito sui social. Un esordio divertente, quello di Ester, che dai social network nasce per poi in fondo tornarci, ritwittato, condiviso su WhatsApp, come didascalia di accompagnamento a una foto. Una cosa è certa: la scrittura femminile arricchisce le sue fila di una penna arguta e irriverente.
TRE DOMANDE ALL’AUTORE
Come nasce il tuo libro?
«È la storia più strana che sentirete. Lavoro come avvocato di diritto del lavoro e nel 2013 stavo pubblicando qualcosa su Twitter, di mattina, in metropolitana. Tipo piccoli aforismi. Peraltro lo faccio ancora. Mi arriva una mail in cui mi dicono “siamo certi che saprai scrivere qualcosa di più lungo di 140 caratteri”. Il mittente della mail era Einaudi. Due anni dopo L’amore è eterno finché non risponde era in libreria»
Un avvocato che si fa romanziere…
«Sì, diciamo che i ricorsi di lavoro erano l’unica mia produzione oltre le 10 pagine che avessi visto stampata. Un ricorso di lavoro è un insieme di fatti in colonna senza opinioni personali: esattamente il contrario di un romanzo. Più che da Twitter, dovevo uscire da uno studio professionale. Ma alla fine ho deciso in una settimana che la protagonista del romanzo, Olivia, sarebbe stata un’avvocato che si occupava di divorzi: quindi sono andata a studiare un paio di volte a settimana da un esperto di diritto di famiglia»
Che cos’altro hai imparato da questa prima esperienza?
«Scrivere un romanzo è una specie di commedia in tre atti. Inizi e ti dici: scriverò di una ragazza, ma sarà un’estranea, non mi somiglierà per niente. L’estranea comincia a somigliarti. Perché in effetti: quante persone conosci veramente bene nella vita e così a fondo da poterne parlare? Verso la fine ricominci a inventare perché nella trama ci vogliono svolte fantasiose. E diciamoci la verità: la vita non è che offra così tanti colpi di scena. Quello succede solo nei film e, appunto, nei romanzi»
Originally published on Mi-Tomorrow on September 16, 2016.
