Della Chiesa e dell’ICI 2006–2011

La Corte Europea ha emesso una sentenza secondo la quale l’esenzione dall’ICI che lo Stato italiano ha concesso agli immobili ad uso commerciale degli istituti religiosi cattolici tra il 2006 e il 2011 era illecita. Lo Stato dovrà quindi recuperare quei soldi, o pagare una multa.

Tra giornalisti e commentatori si è scatenato il delirio. “La Chiesa è stata condannata a pagare gli arretrati dell’ICI”, “La Chiesa deve pagare finalmente l’IMU”.

Ebbene, no.

Prima di tutto la Chiesa non è stata condannata. È stato condannato lo Stato italiano, che ha concesso un’esenzione fiscale (palesemente) illecita, in quanto favoriva alcune attività private rispetto ad altre. La Chiesa, molto semplicemente, non ha pagato una tassa non dovuta, che non poteva dunque pagare.

Poi, era appunto una tassa non dovuta, non sono arretrati di nulla. Ai fatti sono soldi che lo Stato ha dato agli istituti religiosi in forma di esenzione fiscale e che si dovrebbe riprendere. Un po’ come se i famosi ottanta euro di Renzi venissero dichiarati illeciti e lo Stato se li dovesse riprendere dai cittadini.

Infine, c’è da dire qualcosa sull’ICI (e l’IMU). Prima del 2006, e dopo il 2011 con l’abolizione dell’ICI in favore dell’IMU, gli enti ecclesiastici pagavano e pagano le tasse sugli immobili. Non sono dovute solo per gli edifici adibiti al culto (completamente), cosa che vale per ogni religione riconosciuta, e quelli adibiti a finalità assistenziali e no profit, cosa che vale per ogni ogni organizzazione no profit o che ha finalità assistenziali. Inoltre, non pagano l’IMU e non pagavano l’ICI gli edifici di proprietà diretta dello Stato della Città del Vaticano (le chiese di solito non lo sono, come non lo sono il grosso degli edifici percepiti come “della Chiesa”).

Quindi no, non è vero che “la Chiesa finalmente deve pagare l’IMU”. La Chiesa doveva già pagare l’IMU, e lo paga, tranne per alcune eccezioni non esclusivamente sue (e quindi perfettamente lecite). Non lo ha dovuto per alcuni anni per un aiuto di Stato irregolare.

Detto questo, la sentenza è senz’altro sensata. Lo Stato ha effettivamente erogato aiuti che hanno favorito alcuni privati rispetto ad altri. Lo ha però fatto lo Stato, e non si capisce perché le spese di una simile palese irregolarità le debba pagare la Chiesa. Mi sembra anche un precedente pericolosissimo: se lo Stato mi dice di non pagare una tassa devo aspettarmi che poi me la chieda tra un decennio?