Caro Insopportabile le cose che dici sono condivisibili e alcune sono di fatto le stesse che stiamo portando avanti come #socialprociv. E anche altre realtà ci lavorano. In rete sono disponibili molte riflessioni e consigli, e in sintesi non c’è molto da inventare mentre resta molto da fare. Oggi la sensibilità circa la necessità di dedicare risorse per la comunicazione del rischio e dell’emergenza è aumentata e da più parti sono in corso attività di strutturazione team dedicati, anche sul tema social. Naturalmente il tema risorse resta un duro scoglio. Questo processo non è rapido come vorremmo ma l’importante è che via via diventi realtà. Le tematiche di protezione civile sono entrate anche nella formazione dei giornalisti sfruttando l’opportunità dei corsi di formazione obbligatoria. Sarebbe bello, ma ho gia avuto modo di scriverlo e affermarlo che so potesse trovare un momento di scambio e formazione con chi è molto attivo sui social. Sono certo che ricordi che ti scrissi una lettera nella quale ti invitavo a partecipate e dare il tuo contributo al lavoro del gruppo #socialprociv (alcune delle persone che citi fanno parte di #socialprociv) http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/attualita/lettera-insopportabile-e-non-solo-vieni-anche-tu-in-socialprociv. Leggerti è sempre stimolante, come lo è leggere Luca Zanelli, trovo molto utile la capacità di mettere in fila le cose. Mi viene però da dire che su come fare comunicazione d’emergenza se ne parla sempre molto quando succedono eventi tragici. Come dire non si sfugge alla logica della notiziabilità. Servirebbe invece parlarne anche quando non ci sono emergenze.
A presto