Potrebbe vincere persino Adinolfi

E non parlo delle unioni civili, della gravidanza conto terzi né della stepchild adoption.

Si dice che gli USA sono anni avanti a noi, un tempo tanti, ultimamente pochi. Mi pare abbastanza evidente che sono un interessante osservatorio: fenomeni che accadono al di là dell’oceano poi li importiamo con frequenza e pervicacia.

Seguo, anche grazie alle lucide cronache di Roberto Festa da RadioPopolare Milano, le primarie americane e, con timore, noto l’inarrestabile ascesa del (ex) buffo Donald Trump. 
Dico ex buffo perché a un certo punto faceva ridere davvero. Voleva chiudere internet per dirne una. 
Beh, nonostante l’aperto sostegno al KKK, il fatto che voglia rifare il muro di Berlino e piazzarlo alla frontiera con il Messico, citi Mussolini (che come statista è un tantino in disgrazia); miete voti a tutto spiano e asfalta il decisamente più presentabile Marco Rubio. Trump vince nonostante i Repubblicani, ormai, lo vedano come fumo negli occhi.

E vince proprio, convince, risulta credibile. L’impressione è che non siano solo le lobby, siano proprio le persone a credere che il suo messaggio sia vincente.

Volendo quindi fare uno più uno, che non si fa né in politica né in sociologia, temo che i movimenti cristiani integralisti, le istanze ultra conservatrici e gli oscurantismi, non solo hanno diritto di tribuna ma addirittura trovano una credibilità sufficiente da avere uno spazio importante nello scacchiere politico; e temo che siano destinati a crescere anche da noi, ben oltre i numerini che fanno adesso.

Non so se sono preoccupato per la vittoria di Trump negli USA: il ruolo degli Stati Uniti nello scacchiere internazionale mi pare troppo rilevante per affidarlo a una persona così estrema e poco gestibile. E’ certo che in questa ascesa si nota una richiesta di assoluti (violenti e antichi) va ascoltata e capita.
Come se, in assenza di ideologie solide e data la patente sconfitta del cosiddetto liberismo, religione, divinità e certe certezze siano la soluzione per un popolo di disattenti consumatori che insegue un fatturato che si sta riducendo.