Open data e innovazione sociale. Abilitare nuove partnership a partire delle idee già in circolazione.

Qualche tempo fa per prepararmi ad un workshop ho fatto una piccola ricerca sulle iniziative che in Italia mettono a disposizione dati disaggregati sui progetti di innovazione sociale presentati su bandi pubblici e privati o frutto di mappature. Condivido qui le motivazioni e una primissima lista di ciò che ho trovato.

fonte foto: http://design-milk.com/newton-apple-holder-one-studios/newton-apple-holder-1/

La storia della folgorazione di Newton al cadere della mela mi ha sempre insospettito, come tutti gli aneddoti sui geni solitari che, colti da improvvisa ispirazione, inventano in un giorno architetture di pensiero capaci di traghettare l’umanità in una nuova era.

È così che idealizziamo la creatività, pensandola come il frutto di visioni solitarie, invece che il prodotto di sintesi brillanti di contributi diversi, accumulati in diversi momenti storici, come ha invece evidenziato Steven Johnson, studiando a ritroso il modo in cui sono nate le idee che hanno cambiato il mondo. Avere evidenza del fatto che le grandi e piccole invenzioni siano, anche inconsapevolmente, il risultato di percorsi convergenti di più attori, e (quasi) mai il frutto di un’avventura solitaria, non è importante solo per ampliare la percezione dei requisiti che servono per innovare, ma anche per disegnare intenzionalmente i contesti più adatti al fiorire dell’innovazione.

Questo vale a maggior ragione se si vuole produrre innovazione sociale, in quanto risolvere le sfide sociali contemporanee richiede lo sforzo congiunto di una pluralità di attori e la capacità di abbracciare una visione sistemica nella ricerca delle migliori soluzioni. Pare che Bill Clinton qualche tempo fa abbia affermato che “quasi tutti i problemi sono stati risolti da qualcuno, da qualche parte. La sfida del XXI secolo è scoprire cosa funziona e scalarlo”. In tal senso, la sfida non è tanto finanziare un’idea o un set di incentivi, ma piuttosto creare il contesto più adeguato affinché le idee già esistenti possano circolare e collidere in maniera inedita, grazie ai superpoteri abilitati dalla tecnologia.

Riflettevo su questo qualche giorno fa in occasione di un confronto con un gruppo variegato di imprenditori sociali, per i quali il tema non è tanto la scalabilità — molte delle soluzioni adottate sono context dependent— ma piuttosto la difficoltà ad intercettare e costruire alleanze autentiche con attori anche molto diversi tra loro, ma accomunati dalla stessa sfida.

Dove trovo potenziali alleati?

Attualmente esistono numerose opportunità in Italia di finanziare l’avvio o il consolidamento di un progetto di innovazione sociale. Solo nel 2016 sono usciti 34 bandi per progetti di innovazione sociale per quasi 1 miliardo di euro di erogazioni pubbliche e private, su tematiche che riguardano l’assistenza sociale, il sostegno alla persona, il welfare e l’housing sociale; la cultura, il turismo e l’ambiente; la mobilità sostenibile; l’assistenza sanitaria (Fonte: Riccardo Maiolini, terzo rapporto CERIIS sull’innovazione sociale, cap. 9, 2016).

Ovviamente non tutte le idee presentate sono arrivate in fondo alla selezione, ma nella loro totalità rappresentano un investimento in competenze, esperienza (anche in termini di fallimento e conseguenti lezioni apprese), ingegno e creatività che potrebbero trovare in organizzazioni già consolidate (con reti, esperienza, mercato alle spalle) degli interlocutori interessati ad accompagnare la crescita di progetti innovativi, ma ancora molto fragili dal punto di vista della sostenibilità. Sarebbe un modo per far si che l’impegno progettuale immesso nel circuito della bandistica e delle call for ideas possa essere rimesso in circolo all’interno di un “ecosistema” più ampio, che ha valore in maniera proporzionale alla fluidità e facilità delle connessioni, più che al numero di startup sopravvissute e alle exit di successo.

Gli open data per l’innovazione sociale

In quest’ottica, ho provato a fare una veloce ricognizione per capire se esitono iniziative che aggregano i dati sulla partecipazione a bandi pubblici e privati relativi a progetti di innovazione sociale e li restituiscano in maniera aperta a una platea potenzialmente interessata a consultarli. Non mi sembra esista nulla di così strutturato da includere tutto, ma ce ne sono diverse in nuce, alcune su base territoriale (es. Comune di Milano ci sta lavorando, Italia che Cambia ha una mappatura permanente di iniziative non necessariamente collegate a bandi), altre su base tematica (es. il bando di Che Fare per gli Open Data sulla cultura).

Riporto di seguito una primissima lista di iniziative che, con modalità diverse e a vario titolo, restituiscono dati su iniziative di innovazione sociale. Le ho scelte in base a ciò che conosco o che mi è stato gentilmente segnalato in risposta ad un estemporaneo post su Facebook di qualche settimana fa. Non è assolutamente una lista esaustiva né una ricerca rigorosa e non per tutti è possibile parlare di veri e propri “open data”. L’intenzione è solo quella di stilare una lista, utile forse come punto di partenza per chi è alla ricerca di potenziali partner per costruire progetti di innovazione sociale e desidera orientarsi a partire dalle idee già in circolazione, disponibili per la consultazione.

PS: un esempio del tipo di lavoro che può essere fatto aggregando con senso i dati sull’innovazione viene da NESTA con il progetto Arloesiadur, una piattaforma che sfrutta la memoria vasta e interattiva del web per misurare e comprendenre l’innovazione, per informare meglio le politiche.


Open Data per la Cultura

cheFare, Fondazione Cariplo e Compagnia di San Paolo hanno pubblicato in formato Open Data anonimo i dataset i dati, raccolti in 9 dataset, realizzati sulla base delle circa 3300 proposte che hanno partecipato alle tre edizioni del bando cheFare, alle tre edizioni di iC-innovazioneCulturale di Fondazione Cariplo e ai bandi Open e ORA! Linguaggi contemporanei, produzioni innovative di Compagnia di San Paolo. E’ forse l’esperienza più evoluta ad oggi di restituzione di dati prodotti dalla partecipazione a bandi di soggetti privati al fine di un loro riutilizzo pubblico, con una modalità che li renda intelligibili e fruibili da chiunque (ricercatori, innovatori, progettisti culturali, giornalisti, policy makers, soggetti della società civile e imprenditori), per valorizzare il patrimonio di conoscenza raccolto. La fruibilità dei dati secondo varie modalità è oggetto di un bando che si è chiuso in questi giorni. I dati messi a disposizione si possono scaricare dalle tre pagine linkate di seguito: Qui il dataset di cheFare (oltre 1800 progetti culturali innovativi); Qui il dataset di iC-innovazioneCulturale (pratiche innovative per ripensare il modo di fare cultura); Qui il dataset dei bandi Open e Ora! (Iniziative per sperimentare nuove forme di coinvolgimento attivo del pubblico (Open) e progetti nelle arti visive, performative e negli altri linguaggi espressivi della cultura contemporanea (ORA).

Concorso Nati Per

Concorso di Axa Italia rivolto a singoli cittadini, start up, imprese, associazioni e fondazioni per progetti in grado di migliorare la vita delle persone in quattro ambiti: salute e benessere; ambiente; cultura ed educazione; professioni e futuro. Non in tutte le schede è possibile risalire al soggetto proponente, ma viene riportata una sintesi dell’idea proposta e non ci sono riferimenti a dataset specifici, ma tutti i progetti presentati in tutte le edizioni sono comunque consultabili a questo link.

Aviva Community Fund

Iniziativa nata come azione di responsabilità sociale di AVIVA per sensibilizzare sulle tematiche sociali, offrendo una piattaforma per sostenere progetti utili alla comunità presentati da realtà non profit nell’ambito di tre diverse categorie: in campo per l’infanzia e per i giovani, sostegno alla salute, insieme per il territorio. E’ possibile consultare l’elenco completo dei progetti che hanno partecipato alla prima e seconda edizione.

Culturability

Piattaforma aperta a progetti di innovazione culturale e sociale che promuovono benessere e sviluppo all’insegna della sostenibilità, ideata e promossa dalla Fondazione Unipolis. Giunto alla quarta edizione, ha una sezione dove consultare le schede di tutti i progetti vincitori e in alcuni casi anche dei finalisti, consultabile qui.

Welfare Che impresa

Concorso per idee progettuali promosso da Fondazione Italiana Accenture, UBI Banca, Fondazione Golinelli e Fondazione Bracco con il contributo scientifico di AICCON e Politecnico di Milano — TIRESIA e la partnership tecnica degli incubatori PoliHub, SocialFare e Campania NewSteel, sulla piattaforma digitale ideaTRE60. Premia e supporta progetti di welfare di comunità in grado di produrre benefici in termini di sviluppo locale, nei settori: agricoltura sociale; valorizzazione del patrimonio culturale e conservazione del paesaggio; welfare culturale e inclusivo; servizi alla persona e welfare comunitario. A questo link sono riportate informazioni e riferimenti sui progetti vincitori e finalisti dell’edizione 2016.

Fabriq

Gestito operativamente da Fondazione Giacomo Brodolini e Impact Hub Milano, dal 2014 FabriQ supporta nuovi e futuri imprenditori e imprenditrici per realizzare progetti a valore sociale, ambientale e culturale. I dati sui progetti passati dall’incubatore sono in fase di analisi e saranno a breve resi disponibili.

Segnali di Futuro

Progetto di ricerca e mappatura di buone pratiche di innovazione sociale che nascono e si sviluppano grazie a realtà come cooperative sociali, imprese, associazioni, gruppi informali della società civile, ideato da Stefano Pareglio per La Triennale di Milano e realizzato con il supporto di Avanzi-Sostenibilità per azioni. Le realtà individuate sono state raccolte in 5 macro categorie: #MAKE (lavoro, manifattura, artigianato, agricoltura, cibo); #LIVE (abitare, cura, spazio pubblico, coesione sociale, rigenerazione); #KNOW (cultura, creatività, istruzione, formazione); #EXCHANGE (mercati, scambio, economie e valore, recupero); #MOVE (energia, mobilità, benessere, sport, ambiente). Qui il link alla consultazione della mappa con la descrizione di tutti i progetti inseriti.

Italia Che Cambia

La mappa dell’Italia che cambia raccoglie le centinaia di realtà: imprese, associazioni, comitati, persone che stanno contribuendo a cambiare in meglio l’Italia. Alcune di queste esperienze fanno parti di reti, altre sono singole iniziative. Navigando all’interno del sito si possono approfondire le singole esperienze mappate, per categoria, per regione e per reti. E’ possibile approfondire a questo link.

Rapporti CERIIS sull’innovazione sociale in Italia

Studi che analizzano il fenomeno dell’innovazione sociale nel nostro Paese, attraverso la rilevazione di numerosi progetti ed esperienze e l’approfondimento dei casi di maggior rilevanza. Contiene dati aggregati su bandi attivi, settori di intervento, progetti finanziati. Qui il link al secondo e al terzo rapporto.