L’agire umano secondo Pareto

Brano tratto dal Trattato di sociologia generale di Vilfredo Pareto (1916) pubblicato a Firenze da G. Barbera nel 1923

People Looking in Man’s Head di Tim Teebken

Chi è Vilfredo Pareto

Mauro Canali (docente Storia Contemporanea all’Univ. di Camerino) presenta un ritratto di Vilfredo Pareto in 100 secondi:


Capoversi § 149–151 (pagine 64–65) ricavati dalla scansione del volume originale di proprietà della Harvard University effettuata da Google

Ogni fenomeno sociale può essere considerato sotto due aspetti, cioè quale esso è in realtà, e quale si presenta allo spirito di certi uomini. Il primo aspetto si dirà oggettivo, il secondo soggettivo. Questa divisione è necessaria, perché non possiamo comprendere in una medesima classe, ad esempio, le operazioni che un chimico fa nel suo laboratorio, e le operazioni di colui che si dedica alla magia; le azioni che facevano i marinai greci, i quali remavano per spingere innanzi la nave sull’acqua, e i sacrifici che offrivano a Poseidone per ottenere una navigazione propizia.

A Roma la legge delle XII Tavole puniva chi faceva sortilegi sulle mèssi; noi vogliamo distinguere tale azione da quella d’incendiare le mèssi.

I nomi dati a queste due classi non ci devono trarre in inganno. In realtà sono tutt’e due soggettive, perché ogni conoscenza umana è soggettiva, ed esse si distinguono non per una differenza di natura, ma per una somma più o meno grande di conoscenze di fatti. Noi sappiamo — o crediamo sapere — che i sacrifici a Poseidone non operano minimamente sulla navigazione; li separiamo quindi da altre azioni che, almeno secondo le nostre cognizioni, possono su questa operare.

Se un giorno si venisse a scoprire che noi c’inganniamo e che i sacrifici a Poseidone sono utilissimi per ottenere una navigazione favorevole, bisognerebbe collocare di nuovo questi sacrifici con le altre azioni che hanno tale carattere. Tutto ciò, per dire il vero, non è che un pleonasmo, e si riduce ad affermare che ciascun individuo che fa una classificazione, la fa secondo le cognizioni che possiede. Non si capisce come potrebbe essere altrimenti.

Vi sono azioni che consistono in mezzi appropriati al fine e che uniscono logicamente i mezzi al fine; ve ne sono altre in cui tale carattere manca.

Queste due classi di azioni sono molto differenti secondo che si considerano sotto l’aspetto oggettivo o sotto quello soggettivo.

Sotto quest’ultimo aspetto, quasi tutte le azioni umane fanno parte della prima classe. Per i marinai greci, i sacrifici a Poseidone e l’azione di remare erano mezzi ugualmente logici per navigare.

[…] daremo il nome di “azioni logiche” alle azioni che uniscono logicamente le azioni al fine, non solo rispetto al soggetto che compie le azioni, ma anche rispetto a coloro che hanno cognizioni più estese, cioè alle azioni logiche aventi soggettivamente e oggettivamente il senso spiegato or ora. Le altre azioni saranno dette “non-logiche”, il che non vuol punto significare illogiche. Questa classe si dividerà in vari generi.

Giova dare un quadro sinottico di tale classificazione:

Schema di classificazione delle azioni logiche e non-logiche

Eureka!

Il contributo di Pareto al dibattito sociologico e filosofico va molto oltre questa sua analisi dell’agire umano. La sua stessa interdisciplinarità è un esempio importante di apertura mentale che non si è mai disgiunto da un serio approccio scientifico alle questioni. In un mondo sempre più interconnesso e affamato di innovazioni tecnologiche è quanto mai importante coltivare menti aperte che sappiano inquadrare un problema da più punti di vista e che siano pronte a cogliere possibili avventure sulle quali val la pena di investire tempo e risorse.

“Nel campo dell’osservazione la casualità favorisce solo le menti preparate” (Louis Pasteur)
http://www.tiki-toki.com/timeline/entry/681286/10-invenzioni-famose
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