Eusebeia, i giochi in onore dell’imperatore Adriano

L’istituzione degli Eusebeia da parte di Antonino Pio e la sua modifica del calendario dei Giochi approvato precedentemente da Adriano

«Agli atleti che combattono gare violente [Il sognare di diventare cieco] predice sconfitta, mentre ai corridori predice vittoria. Conosco un corridore che, in procinto di combattere nei giochi Eusebei, celebrati in Italia per la prima volta dall'imperatore Antonino in onore del padre Adriano, sognò di essere diventato cieco e vinse, poiché chi conduce la corsa non può vedere gli avversari, come un cieco» (Artemidoro di Daldi, Onirocritica, I, 26. Traduzione di Angela Giardino per Rizzoli)

In questo passo degli Onirocritica di Artemidoro di Daldi sul sognare di essere sono citati i Giochi eusebei che si tenevano a Pozzuoli dalla prima metà del II secolo d.C..

I Giochi eusebei furono istituiti dall'imperatore Antonino Pio alla morte del suo predecessore Adriano nel 138 d.C.. Questi giochi erano chiamati anche Eusebeia, parola greca (εὐσέβεια) che indicava riverenza — pietà sia verso gli dei che verso i genitori; non a caso secondo i successivi autori della Storia Augusta l’imperatore Antonino fu soprannominato Pio anche per la sua volontà di istituire gli Eusebeia e di far divinizzare il suo predecessore dimostrando una forte pietà filiale e opponendosi al Senato che non voleva tutto ciò. Può sembrare strano a noi, abituati a un giudizio positivo su Adriano, che il Senato e lo stesso popolo romano giudicassero l’imperatore come un sanguinario, giudizio a cui si opponevano gli storici delle generazioni successive come Cassio Dione, Aurelio Vittore ed Elio Sparziano.

Questi Giochi erano anche chiamati Iselastici, perché il vincitore non solo entrava in trionfo nella sua città di origine, ma addirittura riceveva determinati privilegi dallo stesso imperatore. Gli Eusebeia si svolgevano ogni quattro anni a Pozzuoli in prossimità della villa ciceroniana in cui fu sepolto temporaneamente Adriano, morto nella vicina Baia. L’istituzione degli Eusebeia portò anche alla costruzione di uno stadio sul modello greco (στάδιον). Gli stadi erano piuttosto rari nella parte occidentale — romana dell’Impero, così come gli agoni o “giochi greci” e in particolare quelli atletici, dove gli atleti gareggiavano nudi o seminudi scandalizzando gli austeri Romani, che ritenevano le palestre, i ginnassi e gli stessi stadi luoghi di corruzione per la gioventù romana. Non a caso una ventina di anni prima, durante il principato di Traiano, Plinio il Giovane scriveva orgoglioso di come il duoviro di Vienne Trebonio Rufino impedì con tutte le forze di far svolgere degli agoni disposti nel testamento di un anonimo aristocratico locale. La lettera di Plinio (IV, 22) è addirittura la prima testimonianza letteraria dell’utilizzo in latino della parola “agon — agones” per indicare i “giochi greci”. I Romani preferivano i loro ludi circensi e la loro versione del pugilato, benché ancora oggi si discute sulle vere differenze tra pugilato greco e quello latino; soprattutto impazzivano per le loro cacce e i loro gladiatori. Non a caso nella parte occidentale dell’Impero furono costruiti solo tre stadi, forse quattro: oltre a quello di Pozzuoli c’erano lo stadio di Napoli, costruito ai tempi di Augusto; quello di Roma costruito da Domiziano quando istituì i Giochi Capitolini; e forse c’era uno stadio anche a Marsiglia. Similmente a Napoli e Marsiglia Pozzuoli fu fondata da coloni greci precisamente da degli esuli da Samo e da dei Cumani locali nella metà del VI secolo d.C., fu occupata dai Sanniti due secoli dopo e successivamente dai Romani diventando non solo colonia romana, ma anche il primo scalo portuale romano fino alla costruzione del porto di Ostia durante il principato di Claudio. Il declino di Pozzuoli, oramai sostituita da Ostia come porto principale dell’Impero, fu lento e si acuì solo verso il V secolo d.C. a causa del bradisismo, che portò lo spopolamento della costa. Destino diverso dalla vicina Napoli, definita la città greca per eccellenza in Italia, città turistica frequentata da annoiati ricchi Romani che volevano vivere alla greca nelle tantissime ville costruite lungo la costa, città che rivendicava con forza la sua identità greca tanto che le prime iscrizioni onorarie solo in latino e non bilingue ritrovate sono addirittura del IV secolo d.C.. Volgarmente Napoli era diventata una Disneyland del mondo romano, non era la sola, simile destino lo ebbe nientepopodimeno che Sparta.

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ILS 340 / CIL X 515. Iscrizione ritrovata ad Amalfi datata tra il 141–142 d.C. I banditori e i littori dei Giochi eusebei ringraziano l’imperatore Antonino Pio.

Non sappiamo quando ci fu la prima edizione dei Giochi eusebei. Un’epigrafe mostra solo che Publio Elio Antigenide di Nicomedia, demarco di Napoli, vinse l’agone teatrale, forse come flautista, durante la prima e la seconda edizione dei Giochi. Oggi dalla lettura combinata delle epigrafi e delle fonti letterarie gli studiosi propongono due date per questa prima edizione l’anno della morte di Adriano (138 d.C.) o il 142, anno della probabile costruzione dello stadio.

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Ritratto di Adriano del Museo delle Terme a Roma (da wikipedia)

Il Circuito imperiale dei Giochi

L’istituzionalizzazione del Principato da parte di Ottaviano Augusto e il conseguente periodo di pace, la Pax Augustea, non passarono solo attraverso le riforme costituzionali o per un’accorta politica estera, ma passarono anche attraverso una nuova politica sociale e religiosa. Ben conosciuta è la legislazione morale con le famose leggi Giulie, meno è il progetto di Augusto di creare un “circuito” di giochi sacri o precisamente in onore della sua persona da contrapporre a quello classico greco formato dai Giochi panellenici.

Circuito, perché noi lo possiamo paragonare al circuito di ciclismo organizzato dall’UCI formato da tante gare di importanza diversa disposte in un determinato periodo di tempo. Come oggi c’è il famosissimo Tour de France, la meno famosa Vuelta e il locale Tour di California; venti secoli prima c’erano le famosissime Olimpiadi, i famosi Giochi panatenaici e i semisconosciuti Giochi sacri di Gerusalemme istituiti da Erode il Grande. Gli atleti di allora gestivano la preparazione e la partecipazione alle diverse gare in base alla loro importanza, alla difficoltà nel raggiungere i diversi luoghi e alla consistenza dei premi: le corone di alloro, gli oli sparsi e gli applausi mica permettevano di pagare i lungi e pericolosi viaggi per il Mediterraneo. Pausania, autore del II secolo d.C., nel quinto libro della sua Periegesi della Grecia dedicata a Olimpia narra della squalifica del pugile egiziano Apollonio di Alessandria, soprannominato Rante, durante la duecentodiciottesima Olimpiade. Apollonio arrivò a Olimpia oltre il giorno prefissato dai giudici Elei e quindi era destinato alla squalifica, ma si giustificò affermando che i venti contrari lo avevano bloccato nelle isole Cicladi impedendogli di arrivare in tempo a Olimpia. Gli ellanodici, questo era il nome dei giudici Elei, credettero alla storia di Apollonio e stavano per riammetterlo, quando un altro pugile alessandrino di nome Eraclide rivelò che la storia di Apollonio era falsa: Rante si era fermato in Ionia partecipando a diversi agoni minori per raccogliere del denaro. La storia finì piuttosto male, Eraclide vinse, Apollonio indossato i guantoni tentò di scagliarsi su di lui e a stento fu trattenuto dai diversi ellanodici. (Pausania, Periegesi della Grecia, V, 21, 12–14)

I primi giochi istituiti da Augusto furono nel 27 a.C. i Giochi aziaci a Nicopoli in Epiro per commemorare la sua vittoria su Marco Antonio e Cleopatra ad Azio; successivamente nel 2 a.C. (o 2 d.C.) autorizzò l’istituzione dei Giochi Isolimpici a Napoli, ringraziamento da parte dei Napoletani per gli aiuti economici dopo un terremoto. Questi ultimi giochi, conosciuti anche come Sebasta (il nome completo era Italikà Romaia Sebastà Isolympia), si chiamavano Isolimpici perché erano identici alle Olimpiadi per le gare svolte. Questi due giochi si svolgevano nel secondo anno Olimpico tra agosto e settembre. Nerone istituì i Neronia nel 60 d.C. arrivando a costruire ben due ginnasi a Roma, ma non uno stadio. I Neronia durarono solo per due edizioni, la caduta di Nerone e la damnatio memoriae portarono alla loro fine. Domiziano nel 86 d.C. recuperò i vecchi Ludi Capitolini trasformandoli nel Agon Capitolinus e costruì il primo stadio a Roma.

Prima dell’istituzione dei Giochi eusebei da parte di Antonino Pio, il suo predecessore, l’imperatore Adriano, riorganizzò il circuito dei Giochi. Questa riorganizzazione è giunta a noi attraverso un’epigrafe ritrovata ad Alessandria Troade contenente tre lettere dell’imperatore a un’associazione di artisti itineranti collegati al culto di Dionisio. In queste tre lettere Adriano presenta la sua riforma dei diversi aspetti legati ai giochi sacri: non solo il calendario, ma furono riformati anche la consistenza dei premi, le regole finanziarie, la modalità di punizione per gli scorretti e la gestione dei banchetti.

La riforma del circuito è presente nella seconda lettera. Adriano descrive di come questa riforma sia stata elaborata a Napoli durante i Sebasta del 134 d.C. dopo numerose richieste delle associazioni di atleti, di quelle degli artisti e dagli stessi organizzatori dei diversi giochi. Il calendario dei giochi di Adriano dura quattro anni, delimitati dall'edizione delle Olimpaidi e può essere considerato una fusione tra il circuito panellenico classico, quello romano e quello asiatico.

È possibile consultare gratuitamente un articolo recente pubblicato su Gerion. Revista de Historia Antigua. Articolo di Rocio Gordillo Hervás dove è analizzata la riforma di Adriano, ma soprattutto dove alla fine è presente una tabella con le diverse interpretazioni di questa riforma da parte degli storici successivi. Io seguirò personalmente quella di Patrick Gouw (quarta colonna) perché ho potuto leggere il suo articolo nel quale descriveva una nuova interpretazione dei giochi del terzo anno.

Il primo anno inizia con le Olimpiadi svolte tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, seguite a settembre dalle Istmiche di Corinto e dai Giochi adrianei ad Atene, quest’ultimi si svolgono subito dopo la conclusione dei Misteri eleusini. Nel secondo anno si svolgono a gennaio i Giochi di Taranto, forse collegati ai Misteri eleusini locali; seguiti a giugno dal circuito romano vero e proprio con i Giochi capitolini, i Sebasta e i Giochi aziaci. A ottobre si svolgevano i Giochi di Patrasso, giochi di cui sappiamo poco, molto probabilmente istituiti quando Patrasso fu rifondata come Colonia Augusta Achaica Patrensis e diventò una delle principali città del Peloponesso. Il secondo anno si conclude ad Argo con i Giochi erei e i Giochi nemei, i primi acquistarono molto importanza tra il I secolo a.C. e quello d.C. tanto da essere considerati pari ai quattro Giochi panellenici e ai Capitolini. Il terzo anno si apre con i Giochi panatenaici che si tenevano il giorno successivo alla fine dei Misteri Eleusini, seguiti da tre giochi della lega asiatica (Koinon Asias): i Giochi di Smirne, gli Augustei a Pergamo e gli Adrianei ad Efeso. L’anno si conclude con i Pitici di Delfi e la seconda edizione degli Istmici. Il quarto anno inizia con i recenti Giochi di Mantinea, istituiti in onore di Antinoo, il preferito di Adriano, morto annegato durante il viaggio dell’imperatore in Egitto e divinizzato; questi giochi si svolgevano a Mantinea in Arcadia, perché Claudiopoli — Bithynium, città natia di Antinoo fu fondata dagli Arcadi. Successivamente si svolgono a Smirne i Giochi adrianei e l’anno si conclude ad Efeso con dei Giochi olimpi, da non confondere con le Olimpadi; seguiti dai Giochi balbilliani istituiti da Vespasiano in onore di Tiberio Claudio Balbillo, amico e astronomo famoso conosciuto come il Saggio; e i Giochi della Lega Panhellenion, lega di città greche (Sinedrio Panellenico) istituita dallo stesso Adriano per gestire le diverse feste panelleniche e il culto dell’imperatore. Molto probabilmente l’istituzione dei Giochi eusebei fu la prima modifica al circuito creato da Adriano, i giochi istituiti da Antonino Pio si tenevano tra quelli Capitolini e i Sebasta.

Concludiamo questa piccolo excursus sui Giochi ritornando al nostro Artemidoro:

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Statua di Antonino Pio al Glyptothek di Monaco di Baviera (da wikipedia)

Links

  • La dottoressa Laura de Marco e la professoressa della Federico II Elena Miranda De Martino hanno curato un sito dove è presente il testo, la traduzione e l’analisi delle principali epigrafi greche presenti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). [Sito]
  • Testo, foto, traduzione e analisi dell’epigrafe contenente la dedica a Publio Elio Antigenide. [IGI Napoli 1, 47]
  • Sul profilo academia.edu della professoressa Elena Miranda sono disponibili suoi diversi articoli sui Sebasta. [Sito]
  • Sul sito della Assocciations in the Greco-Roman World è disponibile il testo e la traduzione in inglese dell’epigrafe contenente le tre lettere di Adriano. [Sito]
  • Sul profilo academia.edu del professore dell’Orientale di Napoli Giuseppe Camodeca è disponibile un suo articolo sulla questione del sepolcro di Adriano nella villa ciceroniana di Pozzuoli. [Sito]
  • Su Perseus Digital Library la traduzione in inglese della Periegesi di Pausania [Sito]
  • Sul sito archeoFlegrei una pagina sullo Stadio di Antonino Pio a Pozzuoli [Sito]
  • Il sito della Sovraintendenza Capitolina ai Beni Culturali dedicato allo Stadio di Domiziano a Roma [Sito]

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