Best UX design e la pappa pronta

Cos’è l’UX design? Vediamo che dice Wikipedia.

Lo User experience design (UXD o UED), in italiano: progettazione dell’esperienza utente è il processo di aumentare la soddisfazione e la fedeltà del cliente migliorando l’usabilità, la facilità d’uso e il piacere fornito nell’interazione tra il cliente e il prodotto.

Dividiamo questa frase in parti e analizziamole.

Processo per aumentare la soddisfazione e la fedeltà del cliente…” Già qui c’è qualcosa che mi fa storcere un po’ il naso, ma solo un po’. La parola fedeltà mi fa pensare più a un cagnolino che a una persona in grado di ragionare e prendere decisioni ponderate. Però è anche vero che si vuole catturare la fedeltà del cliente aumentando la sua soddisfazione, ci sono modi peggiori, per cui accettiamo questa parte.

…migliorando l’usabilità, la facilità d’uso e il piacere fornito nell’interazione tra il cliente e il prodotto.” Niente in contrario nel migliorare l’interazione fra cliente e prodotto se questo viene fatto per aumentare il piacere che questi ne ricava, il cliente intendo, non il prodotto. E cosa ci sarebbe di male nel migliorare l’usabilità e la facilità d’uso?

La facilità d’uso.

Questo è il vero nocciolo della questione. Fino a che punto bisogna spingersi per rendere un prodotto facile da usare? Verrebbe da pensare, al massimo livello possibile. Perché costringere gli utenti a scervellarsi su qualcosa di complicato se posso nascondere tutta la complessità sotto uno strato facile e piacevole? Eppure…

Temo la spirale della facilità d’uso.

Vi sono sicuramente situazioni in cui è giustissimo cercare la massima facilità d’uso possibile, ma quando le cose sono già facili è davvero una buona idea volerle rendere ancora più facili?

Gli utenti non vogliono fare fatica, vogliono tutto a portata di clic, senza cercare, senza pensare, quasi senza guardare. Spesso è proprio l’estrema facilità d’uso a fare la differenza e a trasformare un sito, o più spesso un’app, in un successo globale, a decretare il vincitore e i perdenti in un mercato in cui è sempre più difficile farsi notare. E la facilità d’uso batte qualsiasi caratteristica tecnica. Vincerà sempre il più facile da usare, non importa se per ottenere questa semplicità si sarà scelto non più di nascondere la complessità, ma di eliminarla del tutto, rimuovendo opzioni e funzionalità.

Il risultato è ancora una volta un’omologazione verso il basso, una cosa già vista in altri contesti e che in tempi recenti ha riguardato la televisione. Ogni volta che alla televisione appare un prodotto pessimo, uno sceneggiato inguardabile, un nuovo show orribile di quelli che fan pensare di aver toccato il fondo, la replica a qualsiasi critica è che il pubblico lo guarda e lo vuole.

Ora siamo presi nella spirale discendente della facilità d’uso, per essere comprensibili a un pubblico di utenti sempre più lobotomizzati, incapaci perfino di scrollare una pagina web. Se lo facessero potrebbero scoprire con grande meraviglia che il mondo non è limitato a ciò che è immediatamente visibile, con ripercussioni psicologiche imprevedibili. Ma stiamo chiedendo troppo: “gli utenti non capisco che bisogna scrollare”. E stiamo parlando di un target fra i diciotto e i venticinque anni, con alto livello di scolarizzazione. Non capiscono che bisogna scrollare? E quella barra a lato cosa potrebbe mai significare?

A furia di semplificare abbiamo contribuito a creare un’utenza completamente incapace di porsi in modo attivo davanti a un monitor. E non intendo dire che tutti dovrebbero avere qualche nozione di programmazione o comprendere come funziona un computer, mi accontenterei di qualcuno capace di scrollare una pagina web o in grado di porsi qualche domanda e non subire semplicemente ciò che appare sullo schermo.

E allora mi pongo la domanda, la semplicità d’uso deve essere sempre il traguardo da porsi, perché gli utenti la vogliono, oppure si può ragionare in modo diverso, essere magari un po’ in controtendenza? Il rischio è certamente quello di doversi accontentare di un numero di utenti ridotto, ma in questa ennesima corsa al ribasso non rischiamo di arrivare ad un punto in cui nessuno avrà più utenti? Tutto sarà considerato troppo complesso e nessuno sarà più in grado di fare nulla e solo le applicazioni intelligenti in grado di decidere autonomamente cosa fare avranno un mercato.


Originally published at stories.citizenstalk.it.

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