La politica degli algoritmi
Angelo Paura
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Ottimo articolo, molto interessante. I pericoli insiti in questo “potere degli algoritmi” sono molti. In diversi casi è possibile rendersene conto facilmente facendo delle ricerche su Google e confrontando i propri risultati con quelli di altre persone. Ora che Google personalizza i risultati delle ricerche orienta le scelte ancora con maggior forza di quando l’unico criterio era il posizionamento di un risultato ai primi posti. Anche senza voler cercare motivazioni “malvagie” dietro le scelte di Google, il semplice fatto di mostrare agli utenti le cose e le notizie che si accordano alla loro visione del mondo ha l’effetto di falsare la loro percezione della realtà. La stessa polarizzazione avviene anche in Facebook, supponendo che una persona abbia amici con opinioni abbastanza simili alle proprie nel flusso di news e commenti ognuno vedrà solamente cose che si accordano alla sua visione delle cose. Anche i giornali hanno un orientamento politico, ma un giornale serio è (dovrebbe essere) in grado di ospitare anche opinioni contrastanti con il proprio orientamento, dovrebbe dare spazio a dibattiti e confronti. Tutto ciò non avviene su Facebook e in Google se mi proporranno solo quello voglio vedere.

Ancora più rischiosi sono gli scenari evidenziati da Kevin Slavin in cui gli algoritmi sono diventati incomprensibili ai loro stessi creatori. L’idea poi che gli algoritmi stiano influenzando la realtà fisica e che stiamo entrando in un mondo in cui prima di tutto si pensa agli spazi per le server farm e poi per le persone porta a previsioni davvero pessimistiche sul futuro.