To protect and to serve

da Il Fatto Quotidiano

Non ho intenzione di entrare nei meriti del referendum per l’indipendenza della Catalogna, ma voglio prendere a esempio ciò che è accaduto per parlare di qualcosa di più ampio, che riguarda tutto il mondo e il rapporto fra potere e cittadini.

Personalmente ho sempre considerato le forze dell’ordine uno strumento di aiuto ai cittadini, qualcuno a cui rivolgersi con fiducia per avere protezione, aiuto, consiglio, perfino conforto. E sono assolutamente convinto che almeno in parte le forze dell’ordine siano, ancora, anche questo.

Ma c’è qualcosa di molto stonato. Ed è la visione che il potere ha delle forze dell’ordine e la visione che esse stesse hanno della loro funzione.

Una visione fascista (ma potrebbe anche essere comunista se guardiamo al comunismo sovietico o cinese) secondo cui le forze dell’ordine e i cittadini sono due fronti contrapposti. Visione che deriva dal considerare lo Stato e i cittadini su due fronti contrapposti.

Proteggere e servire, questo dovrebbe essere il compito di qualsiasi corpo di polizia, ma proteggere e servire chi? I cittadini o il potere?

Cosa scatta nella mente di poliziotti per agire in questo modo?

Questo è l’opposto assoluto del motto “To protect and to serve”, proteggere e servire che dal 1955 è diventato il motto, prima della polizia di Losa Angeles o successivamente di molte altre città e paesi.

Proteggere e servire.

Proteggere e servire, questo dovrebbe essere il compito di qualsiasi corpo di polizia, ma proteggere e servire chi? I cittadini o il potere?

Non c’era proprio altro modo per invalidare il referendum catalano? Una risata sarebbe stata infinitamente più efficace. Invece il potere ha scelto la strada della repressione, contro cittadini inermi, giovani e anziani, tutti picchiati senza distinzione. Non c’erano terroristi, non c’erano persone armate, non c’era alcun pericolo, se non quello di permettere alle persone di esprimere la loro volontà, in modo civile e democratico.

Capisco che un potere centrale debole, inetto e antidemocratico voglia servirsi di modi brutali per reprimere il dissenso, ciò che non comprendo è perché le forze dell’ordine si prestino con entusiasmo al triste rito della repressione.

fonte: Metro.co.uk

C’è qualcosa di tremendamente sbagliato e di terribilmente preoccupante in tutto ciò.

La Catalogna è un esempio, ma fatti analoghi sono accaduti e accadono ovunque, anche da noi in Italia. Negli Stati Uniti la situazione è ancora peggiore, come si vede dalle tristi notizie di cittadini inermi uccisi senza motivo e senza scopo dai poliziotti.

Chi alleva ed addestra generazioni di fascisti violenti al posto di addestrare persone capaci e in grado di discernere e adattarsi alle situazioni?

È possibile che basti un ordine dall’alto, insensato e controproducente per far scattare tutta questa violenza? Evidentemente c’era una voglia di violenza preesistente, tenuta a freno fino al momento giusto, preparata con cura da una apparato folle.

È necessaria una riflessione profonda, le forze dell’ordine di tutti i paesi democratici devono interrogarsi profondamente, cercare di portare alla luce il vero scopo della loro esistenza, scegliere cosa vogliono essere: braccio armato e violento di un potere inetto o rifugio, aiuto e protezione per chi ne ha davvero bisogno?