Questi contributi sollecitano molte riflessioni. Con discrezione, riferisco alcuni pensieri circa la formazione e l’ introduzione dell’ innovazione.
1 La formazione ha sempre rappresentato un anello debole all’ interno della scuola. Chi desidera formarsi, generalmente, è una persona curiosa, appassionata per lo studio, per la ricerca. E’ desideroso di dedicare il proprio tempo anche per apprendere dagli altri (alunni) e non solo per insegnare. Quanti sono i docenti convinti che si impara sempre per tutta la vita?
Prima non esistevano internet e connessione ma non ricordo di scuole ben attrezzate con biblioteche e frequentate con costanza.
Fino ad alcuni anni fa, le ore di formazione/aggiornamento erano considerate un diritto e non un dovere.
2 L’ innovazione nella scuola e nell’ università probabilmente non è ben accolta forse perché implica confronto, collaborazione, talvolta rinuncia del proprio punto di vista. Inoltre, l’ innovazione rompe schemi consolidati e situazioni stagnanti nelle quali è più facile non valorizzare il merito. Per un giovane futuro docente la laurea è il primo titolo di studio utile ai fini del suo inserimento nella scuola. Come mai molti docenti ( anche universitari) vengono selezionati senza possedere una laurea e tramite bando pubblico? Saranno sicuramente molto competenti ma con quali criteri vengono valutati?