Articolo pubblicato su Sali e Tabacchi - Issue 00

Collage by Zeno Peduzzi

Recipe books and cookbooks filled the shelves to the brim. They were crammed on the top shelves of the kitchen, always inevitably inaccessible to the hands of a child. The volumes occupied an entire category of a family library and were large and thick as ring binders, or either, thin as spiral notebooks.

The Talisman of Happiness by Ada Boni, whose cover features a portrait of Il Mangiafagioli, “The Beaneater” by Annibale Carracci, was written at the beginning of the ‘900 and reprinted multiple times, and is a staple of Italian…


Questa è la storia del signor Kenneth Wilbur Anglemeyer — meglio noto come Kenneth Anger (sì proprio “anger”, come “rabbia”) — di Jonathan Halper, misterioso musicista pressoché sconosciuto e degli A Raincoat (in italiano “Un Impermeabile”), band dal nome piuttosto bizzaro tanto in lingua madre quanto in traduzione…Nel corso degli anni Sessanta e Settanta, il destino di questi tre elementi si incrocia grazie a due cortometraggi opera del signor Rabbia (d’ora in avanti lo chiameremo così). …


C’è una cosa che ti dicono sempre, forse una di quelle leggi sacre, inviolabili e universali, e cioè che non si scherza con la morte…Per quello che mi riguarda, invece, ho sempre provato una certa forma di interesse verso chi riusciva ad affrontare questo tema con leggerezza e, perché no, con ironia. Non credo di essere certo l’unica a pensarla così (ricordate la cara vecchia funzione apotropaica?). Anche il signor André Breton — per citarne uno fra tanti — nel 1940 (e nel ’66 poi in edizione definitiva) dedicò un’intera raccolta all’argomento, la bellissima Antologia dello humor nero. Scherzare con…


Ho sempre avuto una predilezione particolare per le storie che sembrano raccogliere in sé casualmente — o forse no — elementi di altre storie, che dialogano fra loro come se si conoscessero da sempre…

L’altra sera mentre guardavo il film Il Villaggio dei Dannati il mio pensiero è stato come magicamente traghettato verso la figura mitica di Joe Meek. Non so bene come il mio cervello avesse deciso di unire queste due storie eppure, a pensarci bene, l’associazione non era del tutto casuale come poteva sembrare.

Siamo nell’Inghilterra degli anni Sessanta, rurale nel primo caso, inizialmente rurale e poi cittadina…


“Canzoni che (mi) mettono i brividi”, volume 5. “Uno di noi non può aver torto”, dice così Leonard Cohen…

L’altro giorno riflettevo sul fatto che per i temi del liceo sceglievo sempre la traccia di analisi del testo, un po’ per piacere un po’ per sfuggire la traccia libera o quella di attualità. A ben pensarci, ho fatto cinque anni di sola analisi del testo. Una scelta cocciuta e un po’ radicale, adesso forse sarei sicuramente più morbida sulla questione. Questo pensiero però mi ha portato a ragionare sulla mia passione per i testi: in fondo adesso quando parlo delle…


“Canzoni che (mi) mettono i brividi”, volume 4. Vi è mai capitato di provare nostalgia per qualcosa che non è mai accaduto? Cose che si sarebbero potute dire e fare, situazioni in cui ci si sarebbe potuti imbattere…

Finisce poi che le canzoni che mi mettono i brividi sono quasi sempre tutte italiane. Sarà che forse ne comprendo più intimamente il testo, sarà che ho ascoltato per una vita musica anglofona e la musica italiana è stata per me una scoperta arrivata solo relativamente di recente. …


“Canzoni che (mi) mettono i brividi”, volume 3: devo ammettere che ascoltare Battiato che sussurra “ho avuto molte donne in vita mia” mi ha sempre fatto un certo effetto…

Si fosse trattato di chiunque altro non avrei battuto ciglio ma, accidenti, “lui no, non può essere davvero” è la prima cosa che ho pensato quando ho ascoltato per la prima volta “Energia”. Il paladino della castità e delle sublimazioni, l’intellettuale che dall’altro della sua torre eburnea prende le distanze da ogni mondanità si lancia qui in una simile, intima confessione. Può essere mai possibile? …


Canzoni che (mi) mettono i brividi, volume 2: Giorgio Gaber che, accompagnandosi con una chitarra, intona “Le nostre serate” all’interno della trasmissione tv “Questo e quello”. Seduti accanto a lui, ad ascoltare in silenzio, ci sono Ugo Gregoretti, la cantante Margot e Luigi Tenco…

“Io penso alle nostre serate stupide e vuote / ti passo a prendere, cosa facciamo? Che film vediamo? / No, l’ho già visto / Tutto previsto.”

Ho sempre trovato questa canzone incredibilmente bella ed emozionante, tanto più nella semplicità di questa interpretazione ‘da divano’. …


La musica classica spesso viene percepita dai giovani come una gran rottura di balle. Come dargli torto d’altronde. Concentriamoci un attimo sul mondo connesso alla musica classica, quali sono le prime immagini che ci verranno in mente? Signore imbellettate che applaudono all’Opera, un anziano suonatore d’organo in chiesa alle prese con Bach, volti di musicisti defunti da almeno cent’anni. C’è del sarcasmo, ovvio, non prendetemi troppo sul serio. È che la musica classica non ha realmente bisogno di pubblicizzarsi e rendersi particolarmente allettante o al passo coi tempi, perché un pubblico fedele ce l’ha già e ce l’avrà sempre.

Eppure…


Ecco una nuova rubrica immaginaria che vorrei intitolare “Canzoni che (mi) mettono i brividi”. In senso positivo, s’intende…

Il Paoli degli anni Settanta, quello forse meno fortunato, ma che riesce ugualmente a raggiungere picchi di genialità. Che canta Serrat e, nel 1974, ne fa un album: “I semafori rossi non sono Dio”. In copertina un manichino, la protagonista di una delle dieci poesie in musica cantate nel disco.

Ma non è de “Il manichino” che voglio parlarvi, il brano che mi dà i brividi è un altro: “La donna che amo” (orig. …

Livia Satriano

“Curiouser and curiouser!”

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