il Principio del Principe

Niccolò Machiavelli nasce a Firenze il 3 maggio 1469 e ci ha visto lungo sin d’allora. A cavallo tra il XV e XVI secolo con la situazione dell’Italia sempre più drammatica, frantumata in diversi principati e stati regionali, in conflitto tra di loro e al contempo dilaniati da frequenti tensioni interne. Il buon Niccolò, Nick per gli amici, svolge con intelligenza e saggezza le sue missioni, designato pure a trattare numerosi affari e questioni presso varie città italiane, Pisa in primo luogo, arricchendo giorno dopo giorno in Machiavelli l’esperienza politica e la conoscenza di uomini e situazioni. Purtroppo per lui ad un certo punto, viene esiliato ed è proprio l’esilio ch spinge Machiavelli a riversare tutto il suo interesse e la sua passione politica nell’attività teoretica, elaborando un’innovativa visione della politica, che pone le salde fondamenta per quella moderna, dove la storia è il modello perenne a cui il politico può attingere, una fonte di ispirazione per presente e futuro, la base dei Principi del Principe.

Il Principe di N. Macchiavelli

Da qui il seme per la concezione machiavellica, una Dedica e ventisei capitoli di varia lunghezza, che ci racconta il punto di vista dello scrittore, fungendo da catalizzatore della realtà per la mente del lettore. Un buon binomio direi…Il Principe rappresenta il culmine raggiunto dal processo di “fondazione” della scienza politica, in cui Machiavelli si propone di voler considerare la politica e lo Stato esclusivamente come realtà di fatto, come verità “effettuali”, per poi esaminare la natura ed affermare decisamente la piena autonomia della politica da ogni altra forma di attività. Machiavelli traccia la figura del perfetto uomo politico ed alla luce di alcuni fatti, che ho potuto sperimentare, alla fine traccia anche il disegno dell’uomo moderno, ovvero colui che sa (o perlomeno ci prova) raggiungere il fine che si propone, che sa adeguare la sua azione alle norme proprie dell’agire “politico”, diverse da quelle della “morale”.

Il buon Nick sa che la pace è fondata sulla guerra esattamente come l’amicizia è fondata sull’uguaglianza, quindi la forza della sopravvivenza di qualsiasi Stato (democratico, repubblicano o aristocratico) è legata alla forza dell’esercizio del suo potere, e quindi deve detenere il monopolio legittimo della violenza. La virtù e la fortuna sono due forze e la politica rappresenta il campo di scontro tra di esse. Per l’instaurazione e la conservazione di uno stato sono indispensabili le virtù di un singolo, del principe appunto. La virtù in senso machiavellico è essenzialmente politica, di contro all’esercizio di tali virtù l’ostacolo principale è rappresentato dalla presenza di una forza oscura, che si frappone sempre fra l’agire umano e politico e che sfugge facilmente alla presa: la fortuna, la quale indica per Machiavelli il mutamento casuale e incontrollabile degli avvenimenti. Le probabilità di successo dipendono dalla virtù di chi agisce, e il politico deve trovare in essa lo stimolo costante ed operare attivamente e coraggiosamente per frenare e limitare l’influenza della fortuna: contro la necessità del caso deve essere opposta la forza umana. La virtù umana si può poi imporre alla fortuna attraverso la capacità di previsione, il calcolo accorto. Nei momenti di calma l’abile politico deve prevedere i futuri rovesci e predisporre i necessari ripari. Ma il pezzo forte è la morale, che non riguarda solo i principi, ma spesso anche i ciarlatani, ovvero vista la differenza abissale tra come si vive e come si dovrebbe vivere, riconosciuta la natura malvagia degli uomini, Nick decide di attenersi alla realtà, e di elaborare una nuova posizione governativa nell’ottica secondo la quale la politica rappresenta un territorio autonomo di studio, dove “il fine giustifica i mezzi”. Per Nick un buon Principe deve essere uomo, ma animale allo stesso tempo, racchiudendo in se le caratteristiche di 2 animali simbolo: la volpe e il leone, nel senso che deve essere forte e autoritario, ma anche astuto e furbo, spesso però volpe e leone è un lusso solo per chi ha dalla sua tempo e risorse, mentre essere pecora e coniglio e lasciato al resto dell’Arca . La verità è che il Principio del Principe è che questi “adattandosi” recita, da buon simulatore, emulatore e dissimulatore, fa credere grandi qualità d’integrità e onestà per poi nascondere la proprio vera natura.

Il Principio del Principe, in sostanza, è la giustificazione di non potersi permettere di essere buono, quando questo sia controproducente.

Poi sia chiaro faccio tanto il saccente, ma tutta questa manfrina è stata scritta per provare Microsoft Flow :D https://emea.flow.microsoft.com/en-us/