Grazie a te Mario.
Alessandro Lanni
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Non le ho chiare nemmeno io :) Diciamo però che “Obama ha fondato l’Isis” è la menzogna che cerca un effetto, la quale però non esiste isolata ma vive in un perenne mare fatto di menzogne, mezze verità (e mezze falsità) e ogni tanto qualche “verità”. Anche le menzogne più turpi si appoggiano sempre a qualcosa: nel caso specifico, gli stessi governi democratici hanno sempre raccontato la “realtà” in modo partigiano, sordi alle richieste di chi faceva presente che le politiche in Siria, quelle sui droni o lo stretto rapporto — anche economico — con l’Arabia Saudita di fatto finiva per non contrastare (qualcuno dice anche per alimentare) il terrorismo del quale ci si dichiara nemici. I complottismi — come il populismo di ogni colore — sono edificati sulla paranoia e la menzogna costante, mentre la realtà è ben più complessa: la “post-truth” è una realtà da sempre, e non viene solo dalla parte di Trump. Se prendiamo articoli come questi — http://bit.ly/1TEiYX2 , http://nyp.st/1pTl4GY , http://wapo.st/2gkJisb— , di fonti giornalistiche che riteniamo “più accurate di altre”, vediamo come ci sia da tempo una denuncia della relazione forte tra governo Saudita — storico alleato USA, e anche di molti paesi europei — e Salafiti, e dunque neanche troppo indirettamente con l’ISIS. Che siano stati gli USA a finanziare i Talebani lo sappiamo e ce lo ha ricordato la stessa Clinton — https://www.youtube.com/watch?v=X2CE0fyz4ys — , ma dell’ambiguo rapporto di molti leader democratici con la monarchia saudita sappiamo da tempo. Ricordiamo tutti la magra figura fatta da Cameron nel tentativo di difendere quel rapporto e le sue conseguenze (uno scambio pattuito per l’elezione di un rappresentante saudita a capo del Consiglio ONU per i diritti umani): https://www.youtube.com/watch?v=khGa49rM6iM . Se vengono forniti argomenti come questi a chi cinicamente crea menzogne ‘memetiche’, è facile che poi quelle menzogne diventino fortemente “sticky”. Nel senso che è difficile riuscire a difendersi, anche e nonostante tutti i media ‘amici’ o comunque vicini per prese di posizione o interessi (anch’essi responsabili in gran parte della circolazione di notizie non sempre vere).

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