Jessica Jones

Io di supereroi non so molto. Ne so abbastanza per essere presa in giro dai bulletti, ma, al tempo stesso, non essendo informatissima, potrei comodamente essere trattata male anche dai nerd del liceo. Insomma non solo non sono né carne e né pesce, ma in questo scenario sarei schifata da tutti in un High School ammér’cano e sicuramente a mensa nessuno si siederebbe accanto a me.

Questa premessa era doverosa perché sto per parlare di una serie tv che ha come protagonista proprio un' eroina Marvel: “Jessica Jones”.

La cosa interessante è che questo personaggio è abbastanza di nicchia e la sua storia non solo non fa innervosire i nazisti del PerchéNonHaiSeguitoLaTramaDelFumettoAl100%?EAlloraDeviBruciare, ma incuriosisce un po' tutti.

La trama è la seguente: Jessica, interpretata da Krysten Sitter (Apartment 23, Breaking Bad, Gilmore Girls) possiede una sorta di superforza, dovuta misteriosamente ad un incidente che ha avuto da bambina (nel quale sono morti i suoi cari) e viene adottata dalla madre di una teen-idol del tempo (la madre più che assolvere i suoi compiti da genitore, preferisce occuparsi del suo lavoro di agente dello spettacolo e sfrutta la figlia fino all' inverosimile. Anche l’ adozione di Jessica è una mera mossa pubblicitaria per farsi ben volere dall’ opinione pubblica).

La migliore amica di Jessica (la teen-idol già citata, ora speaker radiofonico) vorrebbe che Jessica si impegnasse e fosse l’eroina che il mondo merita, ma qui sta il bello: Jessica Jones non ne vuole sapere di essere un eroe. Lei si accontenta di lavorare come investigatrice privata e passa il tempo a lavorare e a bere alcolici che manco alla Lidl. E perché questa possibile eroina non vuole saperne di mostrarsi al mondo e di fare la differenza? Per il trauma infantile? No.

Per paura? Sì.

Paura del governo? Dei super-cattivi? Dei mass media che potrebbero additarla come fosse un orrendo mostro?

No.

Lei ha paura di un uomo, la sua nemesi, Kilgrave; un uomo il cui superpotere è quello di far fare a chiunque quello che vuole. Un uomo che l' ha costretta a stare con lui e le ha imposto di fare qualcosa di orribile, che scopriremo nel corso della serie. Un uomo con un potere che la terrorizza, perché è terribile il solo pensiero di tornare ad essere succube di qualcuno che ti toglie ogni potere e libertà.

E questa sembra una metafora presa da “Donne che amano troppo” della Norwood o da “Donne che corrono coi lupi” della dottoressa Pinkola Estés: una donna rinuncia al suo superpotere per paura di uno stronzo. L’autrice della serie è una rappresentante del gentil sesso e non è un caso, direi.

Lo stronzo in questione, tra l' altro, è interpretato dal mio amato David Tennant (Broadchurch, The Escape Artist, Doctor Who) che riuscirebbe ad essere credibile ed affascinante anche se interpretasse il Dodo dell' Albero Azzurro. La cosa bella del personaggio di Kilgrave sta nel fatto che lui con un superpotere del genere potrebbe conquistare il mondo come se niente fosse, ma non gli importa perché come ogni villain che si rispetti oltre ad avere un bel trauma infantile, ha come unico obiettivo quello di rovinare la vita della nostra eroina, eroina suo malgrado. Per di più uno si aspetta un cattivone con un aspetto tremendo e si ritrova davanti un inglesino secco secco, con l' accento marcato e i vestiti sgargianti.

Gli attori della serie sono bravi, il lavoro che c' è dietro è di altissimo livello. Ogni tanto i dialoghi sono così carichi che è impossibile non sorridere.

Ci sono le botte, ci sono dei grandi interpreti, c' è Netflix.

Se non l’avete vista, mancate solo voi all’appello. Che aspettate?