Per un’architettura in sintonia con l’uomo

Per un’architettura in sintonia con l’uomo

I contenuti di seguito esposti sono stati trattati durante l’evento del 7 settembre 2017 “Il brief che crea valore — Neuroscience applied to architecture”

Appena entri in uno spazio, se ascolti te stesso, riconosci di avere già un giudizio: non hai ancora studiato dove ti trovi, ma hai già un’idea. Quest’idea nasce dalla qualità ‘atmosferica’ che tutti gli elementi dell’architettura insieme determinano. Geometria, topologia, masse, luce, ritmo, materie, suoni, odori, calore, pressione e texture: tutti insieme questi elementi, insieme, determinano un’atmosfera. L’appropriatezza di un’atmosfera è tale, se sostiene le donne e gli uomini che nel concreto del quotidiano, giorno dopo giorno, quell’atmosfera respirano, nell’uso delle ‘istituzioni dell’uomo’.

Il riverbero delle ricerche nel mondo delle neuroscienze sull’architettura diventa sempre più luminoso. Le scoperte realizzate nel mondo delle neuroscienze negli ultimi venti anni hanno prodotto una conoscenza sul rapporto tra il nostro corpo e il cervello e tra questo sistema unitario e lo spazio nel quale siamo immersi, superiore a quanto appreso in più di due millenni di storia dell’uomo. La coscienza di tutto ciò non può non trasformare l’approccio al progetto dei luoghi nei quali passiamo il 90% del tempo della nostra vita.

Negli Stati Uniti si stanno consolidando alcune realtà già da alcuni anni: Perkins+Will, una delle più grandi società di progettazione del mondo, ha fondato lo Human Experience Lab, diretto da Eve Edelstein, con il compito di introdurre, in modo operativo, queste conoscenze scientifiche nella prassi dello sviluppo del progetto. Anche a New York è nato un laboratorio analogo, l’International Arts + Mind Lab, diretto da Susan Magsamen, all’interno del Brain and Science Institute della John Hopkins University. Non ultima, ormai da un decennio, a San Diego, in California, è attiva l’ANFA, ‘Academy of Neuroscience for Architecture’, con lo stesso scopo, cioè quello di creare un ponte tra gli studi scientifici sul funzionamento del sistema corpo&cervello e lo sviluppo della progettazione architettonica.

Anche in Italia si stanno muovendo dei passi in avanti in questa direzione. A Milano è nato TUNED, un nuovo strumento per guidare lo sviluppo del progetto architettonico in sintonia con la realizzazione dei bisogni e delle attese degli utenti degli spazi. Le attese profonde dell’essere umano possono trovare risposta in architettura, non in termini estetici ma ambientali.

COS’È TUNED

Armonia è una parola quasi del tutto scomparsa dal vocabolario degli architetti. Eppure oggi, proprio grazie a un rinnovato dialogo tra scienza e sapere umanistico, è possibile e necessario ricostruire una nuova sintonia tra l’uomo e le sue azioni, le sue esperienze e l’architettura. Riportare l’uomo a centro del progetto architettonico: questo è il fine ultimo di TUNED.

Le caratteristiche dello spazio progettato, nei casi di nuovi edifici come di ristrutturazioni o del design di interni, possono essere definite mettendo al centro del progetto l’essere umano, grazie alle conoscenze maturate nel mondo scientifico. Studiando le emozioni e i sentimenti attesi dalle persone nel corso delle esperienze, vissute dentro gli spazi della città, dei parchi, delle strade, per passare dalla casa fino alla scuola o al posto di lavoro, il progetto si adegua e si trasforma per far avvicinare, o meglio sintonizzare, i segnali che la luce, il disegno, i materiali, i suoni, il colore degli spazi trasmettono in continuo ai nostri occhi e, cosa ancor più importante, al nostro corpo.

TUNED, quindi, in un brief, elabora dei documenti e degli schemi grafici tridimensionali, in grado di guidare lo sviluppo conclusivo del progetto preliminare, facendo in modo che, messe insieme le esigenze quantitative, le normative e il contesto, e utilizzando i programmi di progettazione assistita e il BIM, si possa arrivare a un’architettura sostenibile perfettamente orientata ai bisogni delle persone. L’obiettivo di TUNED è sviluppare opere in grado di far riemergere negli utenti emozioni e sentimenti coerenti con le attese più profonde che si innescano ogni giorno.

Questo equilibrio tutela il valore biologico e le potenzialità dell’uomo insieme al valore economico degli edifici e degli spazi pubblici realizzati secondo questo metodo di progettazione.

In Italia, una delle prime società ad aver creduto in TUNED è Serenissima Sgr Spa, il cui obiettivo è promuovere e gestire fondi immobiliari volti alla massima valorizzazione degli attivi in portafoglio, sviluppando iniziative anche a valenza infrastrutturale collocando quote presso investitori nazionali ed esteri.

Franco Torra, Head of Asset Management della società, ha infatti dichiarato di guardare “con interesse all’utilizzo delle neuroscienze come driver per creare linee guida che portino il progetto di riuso ad allinearsi alle attese ed esigenze degli utilizzatori, che hanno il vero sentiment e la conoscenza dell’attività da svolgere all’interno del contenitore immobile”. L’assunto di base è che “parti consistenti del patrimonio immobiliare esistente in Italia sono oggi spesso prive di utenti o di ipotesi di riutilizzo. Gli investitori, che non possono prescindere dalla relazione fra immobile e la sua capacità di produzione di redditi, sentono la necessità di ridare valore a questi asset, passando attraverso un processo che rimetta l’utente al centro del progetto, ponendolo come attore centrale nel processo di rigenerazione”.

Gli fa eco Simone Panizza, Asset Manager presso Serenissima Sgr Spa, che ha dichiarato che l’interesse verso la neuroscienza è nata dall’esigenza di individuare strumenti innovativi che sappiano arricchire il processo di gestione degli immobili, in particolare nelle situazioni più critiche, in cui la sfida è individuare il miglior approccio per far emergere elementi positivi per poi valorizzarli al meglio.

Benefici reali

Il fine di TUNED è contribuire a realizzare il contesto nel quale ognuno più esprimersi al meglio. Mai come oggi, il progetto ha gli strumenti più adatti a prendersi cura delle esperienze delle persone che usano tutti i giorni gli spazi architettonici. TUNED è articolato per sostenere interventi di nuova costruzione, ristrutturazione, interior e landscape design.

Michela Balconi, docente di Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive, Neuropsicologia della Comunicazione, e Neuroscienze e Benessere nel Lifespan per la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia, a capo della Research Unit in Affective and Social Neuroscience, è ferma nell’affermare che “oggi la neuroscienza, l’architettura, la biologia, l’antropologia, l’arte e le scienze sociali aiutano a ricostruire un legame più ricco e profondo fra noi e il luogo in cui viviamo. Siamo convinti che le neuroscienze possono migliorare la nostra conoscenza dell’ambiente. Di conseguenza, l’ambiente urbano migliora la nostra vita e la qualità del mondo.”

Le attese delle esperienze umane

Ogni giorno, appena torniamo in coscienza, dopo il sonno, iniziamo ad assumere decisioni di diversi tipi e rilevanza. Ogni decisione innesca un’esperienza e produce un’attesa. Nella quotidianità, nel radar della coscienza, ai suoi livelli superiori, non compaiono le attese più profonde. Gli obiettivi immediatamente esigibili sono visibili, mentre è più difficile accedere al livello profondo delle attese: si tratta infatti di attese pre-cognitive. L’attesa è un’incognita e come tale produce uno squilibrio, una vibrazione. Innesca una tensione che modifica l’equilibrio omeostatico del nostro organismo: si configura così un’emozione di fondo connessa, a livello del proto-sé, all’emozione basilare della paura. L’obiettivo della coscienza vigile, che formula le scelte, è riportare in equilibrio il nostro organismo attraverso l’esperienza. Se gli imput che tale esperienza trasmette all’organismo sono in sintonia con le attese, gradualmente si ripristina una condizione di equilibrio: la paura si riassorbe e il quadro omeostatico si bilancia. Che forma hanno le attese? Si presentano alla coscienza nucleare del soggetto come sentimenti di fondo, sono di fatto l’essenza stessa di ogni esperienza. Quando, nello svolgimento dell’esperienza, il sentimento che riaffiora è in sintonia con l’attesa iniziale, viene risvegliata per ‘annidamento’ una delle emozioni basilari positive del nostro profondo: gioia, ricerca, cura o piacere. Maturate nel corso dell’evoluzione, le attese sono perciò universali, anche se vengono declinate sempre in modo diverso, in ogni contesto culturale e geografico. L’ambiente architettonico, nel quale si svolge questo processo, può giocare contro o a favore del riequilibrio. I suoi effetti, registrati dai recettori del complesso organismo corpo-cervello, possono appesantire o facilitare il percorso di riequilibrio costantemente attivo in ogni individuo. “Il passaggio ulteriore sarà quello di capire come le sensazioni custodite e prodotte dalla sinfonia dei sensori del corpo, poi mappate nei circuiti cerebrali, possano essere tradotte in segni e forme, materie e luci nello spazio dell’architettura. Solo se questo passaggio, infatti, ha un buon esito, si può creare la condizione fondamentale per l’innesco della simulazione incarnata che permetta al soggetto che fa esperienza sensoriale diretta del prodotto finale di questo travaso, cioè della forma architettonica, di rivivere inconsciamente il movimento del sollevarsi da terra e quindi l’emozione connessa, fino a fare emergere alla coscienza il sentimento di fondo, come essenza dell’esperienza dell’ascolto e del fare”. Tuned Architecture, Davide Ruzzon e Vittorio Gallese

UN NUOVO LESSICO

È stato necessario creare una nuova terminologia in grado di dare un nome a componenti e fattori in precedenza ignorati nel fare architettonico.

I cluster sono un insieme di unità (nuclei) che nella percezione complessiva devono produrre un riverbero emotivo del sentimento atteso. Ogni singolo cluster è associato a una metafora sensori-motoria. Ogni nucleo è associato a una delle fasi che compongono il movimento corporeo — equilibrio, carico, rilascio energia.

La metafora sensori-motoria agisce a un livello prelinguistico e precognitivo. Solo nell’ultima fase della storia evolutiva della nostra specie l’uomo ha sviluppato le capacità linguistiche e concettuali astratte. Negli stati evolutivi precedenti la comunicazione era prelinguistica e utilizzava metafore sensori-motoria per trasmettere significati ed emozioni. Questi stati evolutivi sono iscritti nel nostro sistema sensori-motorio palesandosi nella nostra vita nello sviluppo embrionale fino alla prima parte dell’infanzia, poiché l’ontogenesi ricapitola la filogenesi. Quando l’uomo diventa adulto si esprime linguisticamente con concetti astratti che tuttavia sottendono le metafore sensori-motoria. La dimensione linguistica del mondo è basata su un approccio corporeo al mondo stesso. Questo significa che il nostro linguaggio e i nostri pensieri astratti inevitabilmente fanno scattare dei meccanismi legati al sistema sensori-motorio il quale è suddiviso in telecettori (olfatto, suono, vista), esterocettori (temperatura, pressione, tocco), interocettori (battito, respiro, apparato digerente), propriocettori (sistema muscolo scheletrico, orecchio interno).

TUNED opera un’analisi fisiologica dei quattro gruppi di recettori del corpo umano per ognuna delle fasi del movimento che ha generato la metafora sensori-motoria.

In ogni nucleo dei cluster si opera una regolazione delle componenti architettoniche per produrre sui quattro gruppi di sistemi recettori (telecettori, esterocettori, interocettori, propriocettori) le stesse risposte rilevate nell’analisi fisiologica.

Dopo aver valutato i condizionamenti che il contesto fisico produce sull’intervento architettonico si procede nell’identificare le caratteristiche che lo spazio che si deve realizzare dovrà assumere, al fine di trasmettere segnali al sistema sensoriale degli utenti, in grado di innescare la simulazione incarnata della metafora sensori-motoria.

Le tre fasi del movimento (equilibrio, carico, rilascio energia) coincidono con i tre nuclei dei cluster. Attraverso la percezione in sequenza degli stimoli architettonici, vengono gradualmente recuperate dalla memoria l’emozione e il sentimento legati alla metafora sensori-motoria.

A ogni layer del sistema motorio corrisponde un aspetto dell’architettura (topologia, geometria, ritmo, prossemica, colore, texture, materiali, geometria, luce).

La simulazione incarnata è una esperienza che si realizza nel momento in cui un utente ha una percezione significativa: in questo caso, si registrano a livello sensoriale dei segnali che, integrati, riescono a far riemergere dalla memoria un’esperienza sedimentata, vissuta o immaginata, con il proprio corredo emozionale.

Il ricordo riattiva anche la carica emotiva del movimento corporeo. Sulla base di queste emozioni, grazie alla coscienza, si coagula rapidamente un sentimento di fondo. Quando questo coincide con il sentimento di fondo atteso dall’esperienza (per esempio: curare, imparare, abitare) si realizza un’armonia, e si prova un piacere intenso. Il luogo appare così adeguato allo scopo. La dimensione fisica e progettuale è fusa.

Le modalità, quindi, per costruire il passaggio della metafora sensori-motoria all’architettura, per permettere di sviluppare una simulazione incarnata, possono essere sintetizzate in quattro fasi:

1_Analisi delle modifiche del sistema recettore del corpo umano.

2_Individuazione dei segnali architettonici (FEG).

3_Realizzazione dello spazio secondo il brief.

4_Riemersione del sentimento attraverso la simulazione.

TRA TERRA E CIELO

Non solo l’Italia non arriva ultima, quindi, nella gara internazionale all’incontro delle scienze e delle arti, ma questo processo operativo appare in grado di indicare in modo chiaro come mettere a terra delle conoscenze che sembravano appartenere all’etere, al mondo della conoscenza pura. Il trait d’union tra terra e cielo, tra l’applicazione e le teorie, è stato proprio il corpo, i suoi movimenti e le emozioni collegate, che nel disegno dello spazio vengono tradotte e poi recuperate nell’esperienza percettiva multisensoriale.