Confessioni di un pirla.

Le spiacevoli disavventure cui è andato incontro il Progetto SOTTOTERRA da un anno a questa parte mi sollecitano, nell’imminente soglia dei settanta, un’amara riflessione e cioè quanto valga concedere fiducia a persone che paiono esprimere segnali di simpatia nei tuoi confronti. Chi, come Giovanni Marinelli e la sua Gang della Bag Gallery di Pesaro, mostrò palese entusiasmo per la scoperta del percorso minerario — da Cabernardi (An) a Formignano (Ce) , passando per Bellisio e Perticara — sconosciuto ai suoi occhi ed alla sua mente, con una incredibile quanto repentina azione di misero plagio, si appropria dell’idea di fare memoria, attraverso un reportage fotografico, del sessantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle (Be). Giusto quando, dopo che gli fu fatta la concreta proposta di un viaggio (12 Gennaio 2016) a Charleroi per un sopralluogo in quella terra nera di carbone e rossa di sangue, la rigettò per poi recarvicisi con il suo staff, esattamente una settimana dopo. Da quel momento costui ordì, con la potenza di fuoco di cui dispone e con la complicità supina dei suoi collaboratori, un sistematico piano di promozione del lavoro fotografico che ebbe a produrre in quel breve periodo — Gennaio-Maggio, presumo — e che sfocerà nella Mostra Fotografica al Museo del Bois du Cazier di Marcinelle prevista a partire dal 7 Ottobre. Pur nell’indignazione verso lo stile idiota rilevato nel comportamento di costui, ho buone ragioni per mettere in evidenza l’abissale differenza tra la mia e la sua Visione, dal momento che il Progetto “SOTTOTERRA. La Ville Noire sessant’anni dopo.” è esibito con lusinghieri apprezzamenti nell’ambito della nota Rassegna Riminese “Rimini Fotografia d’Autunno.”, già dal 23 Settembre scorso, fino al 6 Novembre prossimo. Amen. Il pirla.

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