Continua il trattenimento illegittimo di centinaia di minori stranieri non accompagnati nel Centro di prima accoglienza e soccorso, oggi qualificato come Hotspot, di Pozzallo (Ragusa). Periodicamente la stessa situazione si ripete anche nell’Hotspot di Lampedusa.
Nessuno interviene e lo stato di emergenza sembra giustificare qualunque abuso. Non si è dato neppure seguito alla denuncia sul centro di Pozzallo da parte della Commissione di inchiesta della Camera sui centri per stranieri. Sotto tiro rimangono soltanto gli operatori umanitari e chi denuncia. Mentre ovunque aumentano sfruttamento ed abusi sui minori stranieri non accompagnati. Esemplare il caso di Catania, dove transitano una parte dei msna che si allontana dal centro di Pozzallo.
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Il nuovo provvedimento legislativo che autorizza il trasferimento immediato in altre regioni italiane non ha ancora cambiato nulla. Una sperimentazione in Emilia.
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Questo il testo approvato definitivamente.
Art. 1-ter. — (Misure straordinarie di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati). — 1. All’articolo 19 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, dopo il comma 3 è inserito il seguente:
“3-bis. In presenza di arrivi consistenti e ravvicinati di minori non accompagnati, qualora l’accoglienza non possa essere assicurata dai comuni ai sensi del comma 3, è disposta dal prefetto, ai sensi dell’articolo 11, l’attivazione di strutture ricettive temporanee esclusivamente dedicate ai minori non accompagnati, con una capienza massima di cinquanta posti per ciascuna struttura. Sono assicurati in ogni caso i servizi indicati nel decreto di cui al comma 1 del presente articolo. L’accoglienza nelle strutture ricettive temporanee non può essere disposta nei confronti del minore di età inferiore agli anni quattordici ed è limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento nelle strutture di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo. Dell’accoglienza del minore non accompagnato nelle strutture di cui al presente comma e al comma 1 del presente articolo è data notizia, a cura del gestore della struttura, al comune in cui si trova la struttura stessa, per il coordinamento con i servizi del territorio”.
2. All’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 si provvede nei limiti degli stanziamenti di bilancio allo scopo previsti a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».
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La Sicilia fino ad oggi ha accolto la maggior parte dei Msna soccorsi nelle acque del Mediterraneo centrale. Oggi non basta dirottare qualche nave verso la Sardegna o la Calabria. Occorre un sistema di prima accoglienza che sia veramente dimensionato rispetto alla consistenza delle persone che sbarcano. Le critiche dell’ASGI.
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L’art. 1-ter modifica l’articolo 19 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142 (cd. decreto accoglienza) che disciplina le misure di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati: viene così previsto che, in presenza di arrivi consistenti e ravvicinati di minori non accompagnati, ove temporaneamente non siano disponibili posti nelle strutture governative di prima accoglienza o nell’ambito dello SPRAR e l’accoglienza non possa essere assicurata dal Comune in cui il minore si trova, il prefetto disponga, ai sensi dell’articolo 11 dello stesso decreto legislativo, l’attivazione di strutture ricettive temporanee esclusivamente dedicate ai minori non accompagnati. A parere dell’ASGI tale previsione produrrebbe da un lato un forte disincentivo da parte dei Comuni a partecipare allo Sprar, dall’altro una disparità di trattamento a discapito dei MNSA, sotto diversi profili discriminatoria e contraria al superiore interesse del minore, in violazione della nostra Costituzione e della normativa comunitaria e internazionale. “Le oggettive e rilevanti problematiche derivanti dall’arrivo di un numero molto elevato di minori stranieri non accompagnati in tempi ravvicinati e le gravi difficoltà che le istituzioni italiane stanno incontrando nel garantire adeguata accoglienza a tutti questi minori devono essere affrontate urgentemente, ma non attraverso misure emergenziali che presentano profili di incostituzionalità, bensì nel pieno rispetto della nostra Costituzione e della normativa comunitaria e internazionale in materia.” scrive ASGI nella lettera indirizzata alle istituzioni. Nell’auspicare che l’art. 1-ter venga stralciato dal disegno di legge, l’ASGI chiede che si adottino norme e politiche volte a rafforzare e a rendere più efficiente il sistema di accoglienza ordinario dei minori stranieri non accompagnati.
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Attorno ai centri di accoglienza per minori crescono reazioni negative, se non vere e proprie aggressioni, da parte della popolazione locale, dopo una fase di maggiore apertura. La propaganda dei media produce effetti devastanti, soprattutto in quelle zone più povere e culturalmente arretrate nelle quali vengono confinati i ragazzini più deboli ed esposti. Molto dipende dalla colusione dei gestori, dai ritardi delle procedure di nomina dei tutori, dalle difficoltà di accesso alla procedura di asilo, dalla negazione dei permessi di soggiorno per minore età da parte delle questure, dalla cronica mancanza di interpreti. Un limbo indeterminato avvolge i minori stranieri dopo lo sbarco e se ne scompaiono tanti non è solo colpa delle loro scelte o dei trafficanti. Se non cambia qualcosa presto, le fughe aumenteranno ancora e ci potrebbero essere altre aggressioni.
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