In programma ennesimo vertice straordinario europeo ( “informale”, dunque che non adotta decisioni legislative), ma non ci sono idee nuove sul tavolo, mentre si fa sempre più concreta la prospettiva di una sospensione a tempo indeterminato del Regolamento Schengen, almeno verso alcuni paesi, tra questi potrebbe esserci presto anche l’Italia, se continuerà il braccio di ferro con Bruxelles sui contributi che dovrebbero pagare gli stati membri per finanziare l’infame accordo UE-Turchia.

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Informal Meeting of the Justice
and Home Affairs Ministers,
Amsterdam
25–26 January 2016
Discussion Paper European Border and
Coast Guard

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 Ed il contenzioso non manca, come si discute sulla revisione del Regolamento Dublino III, e sulla applicazione della pratica Hotspot, voluta da Bruxelles in assenza di una qualsiasi base legale, e che dopo mesi di prima applicazione affidata alla discrezionalità dei questori, una recente circolare ministeriale tenta di ricondurre alla legalità costituzionale.

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 Con ripercussioni sicure nei rapporti tra Italia e Commissione Europea, ormai anche le Costituzioni nazionali, come quella italiana, sono un ostacolo per i politici europei e per i governi, come quello francese, che stanno tendendo verso lo stato di emergenza “permanente”.

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 Intanto nel Mediterraneo, mentre tra le coste greche e turche si continua a morire, sotto gli occhi delle motovedette dei due paesi e dei mezzi di Frontex, tra la Libia e la Sicilia la Guardia Costiera italiana, supportata da pochi mezzi di Frontex, continua a salvare migliaia di persone, e le vittime sono sempre meno, in netto calo rispetto allo scorso anno, quando era proprio questa la rotta più pericolosa, ed in Egeo si registravano solo pochi incidenti con perdita di vite umane. Solo che dopo lo sbarco la sorted ei migranti rimane affidata alla discrezionalità di polizia, come si verifica nei centri di primo soccorso ed accoglienza (CSPA), trasformati frettolosamente in Hotspot.

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 Per confondere l’opinione pubblica, sembra che basti l’arresto di un paio di scafisti, dopo ogni sbarco, un copione ormai logoro che non nasconde più lo scandalo della prima accoglienza e dell’accesso negato alle procedure di protezione internazionale.

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 Le scelte politiche, non solo gli scafisti, fanno vittime, e le condizioni meteo non sono l’unica ragione che modifica l’andamento delle partenze e dei naufragi.

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 Ci sono responsabilità umane, a livello istituzionale, enormi, come quelle di chi ha negoziato un accordo con la Turchia sperando di bloccare le partenze di profughi in fuga da quel paese, ed adesso sta ricattando la Grecia, in dissesto economico, per impedire il transito dei migranti, anche a costo di farli annegare a pochi metri dalla riva.

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 969 migranti salvati in un giorno, dalla Guardia costiera italiana e non da altri, saranno sbarcati domani a Trapani, oltre 700, ed oltre quelli arrivati a Pozzallo, altre centinaia rimangono a Lampedusa nel CSPA trasformato in Hotspot. Una scelta da invertire subito. Occorre che Lampedusa sia solo un punto di sbarco e di primo soccorso. Più mediatori culturali, medici, psicologi e consulenti legali, meno forze di polizia. E giornalisti che raccontino quello che vedono, che parlino dei salvataggi e della sorte delle persone che arrivano, spesso in condizioni tragiche dalla Libia in preda alla guerra civile. Un argomento che scotta e che deve essere nascosto all’opinione pubblica italiana, alla vigilia di un ennesimo intervento militare. Per avere notizie sui salvataggi rimangono i tweet della Marina Militare e della Guardia Costiera.

https://twitter.com/guardiacostiera/status/690556761070239745?s=04

 Tra poco sarà il turno dell’Italia, a subire i ricatti europei, per bloccare e respingere i migranti, è bene non illudersi, e la chiusura della frontiera austriaca e di quella slovena potrebbero dare il colpo di grazia al nostro dissestato sistema di accoglienza.

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 OCCORRE:

 Aprire subito canali umanitari con visti di ingresso validi dai paesi terzi verso l’intera Unione Europea, unica possibilità per arginare le stragi e contrastare davvero le organizzazioni criminali che speculano sul proibizionismo degli ingressi.

 Sospendere immediatamente, anche a livello unilaterale, il Regolamento Dublino III ed il Regolamento Eurodac, prelevando le impronte solo ai fini della sicurezza interna ( Sistema AFIS) . Sospendere immediatamente i tentativi di prelievo delle impronte digitale con il ricorso all’uso della forza.

 Ristrutturare il sistema di prima e seconda accoglienza, revocare le convenzioni stipulate con gestori corrotti o inadempienti ed affidare a enti esterni indipendenti il monitoraggio dei centri di accoglienza.

 Inviare una missione internazionale di salvataggio in Egeo, che anteponga allo sbarramento della frontiera ed ai respingimenti la salvaguardia della vita umana in mare.

 Rivedere la distribuzione dei fondi europei per l’immigrazione e l’asilo, trasferendo risorse dalle agenzie di sicurezza e dai rimpatri congiunti alle politiche di salvataggio, accoglienza ed integrazione.

 via Migrano http://ift.tt/1Jt4OrS