Il futuro, prima o poi, torna
Matteo Renzi
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Idee sul mondo del lavoro e la ripartenza economica dell’Italia

Caro Matteo,

ultimamente penso spesso a quanto sarebbe bello per me fare politica anche se so che è un mestiere molto difficile in particolare perché si è alla mercé delle critiche e degli insulti di tutti ma in ogni caso il mio amore per l’Italia mi spinge a voler fare qualcosa.

Inizio con una delle tante proposte che ho in mente.

Per far ripartire l’economia, la maggior parte delle proposte politiche, incluse quelle del Pd, si concentrano sui datori di lavoro, agevolando assunzioni e riducendo loro le tasse. L’idea è ovviamente che se le imprese assumono di più, i lavoratori, che sono anche consumatori, potranno spendere di più e l’economia può ripartire. Sfortunatamente a questo si aggiunge anche la precarizzazione del lavoro e la riduzione dei salari. Queste inducono i consumatori a risparmiare piuttosto che investire o spendere perché c’è la paura e l’incertezza del futuro. Così che l’economia non riparte! Nessuno compra una casa o la rinnova con le moderne tecnologie di isolamento o altre soluzioni ecologiche, nessuno rinnova il proprio palazzo affinché sia antisismico, etc.

Non starete aiutando l’”anello” sbagliato del ciclo economico?

Per anni ci è stato detto che questo neoliberismo, che porta alla precarietà e alla iniqua spartizione della ricchezza, è da attribuire alla globalizzazione ed al fatto che abbiamo la concorrenza di economie straniere (tipo la Cina) in cui il costo del lavoro è molto più basso e non riusciamo a competere con loro. Al di là del fatto che si dovrebbe puntare sull’innovazione tecnologica per competere e non alla precarizzazione, c’è un punto fondamentale che non è affatto chiaro: come mai la riduzione dei salari e la precarizzazione si applica anche a tutti quei lavori che sono e devono essere fatti in Italia? Mi riferisco ad esempio al personale di supermercati, dei ristoranti,degli hotel, degli esercizi commerciali, delle imprese edili etc.

Se dessimo a questi lavoratori una stabilità economica, non credete che sarebbero meglio disposti a spendere ed investire i loro soldi?

Inoltre vi è anche il problema sociale dell’immigrazione. Ben lungi da me è il voler discriminare gli immigrati o volerli respingere a prescindere. Ma la domanda che sorge spontaneamente è: come mai gli immigrati vengono a lavorare in Italia dove il tasso di disoccupazione è sempre stato tra i più alti in Europa? forse perché qualche imprenditore sfruttando il loro stato di debolezza offre loro condizioni lavorative indecenti e salari molto bassi? Da un lato vengono sfruttati ma dall’altro hanno un punto di forza rispetto ai concorrenti italiani poiché loro sono disposti ad accettare mentre gli italiani no. Questo crea un doppio danno: gli immigrati vengono trattati in modo non dignitoso mentre gli italiani, non accettando quelle condizioni, rimangono disoccupati.

In conclusione ci sono molti lavori di cui si dovrebbe regolamentare il salario minimo e la stabilità dell' impiego. Perché non farlo?