Il fallimento del data journalism italiano: quali sono le cause?
Andrea Nelson Mauro
7010

10 progetti italiani su 471 non sono pochissimi? Mi pare che il datajournalism rifletta chiaramente il pessimo stato del giornalismo nel nostro paese (continuo a sostenere che ddj e giornalismo siano la stessa cosa).

Apprezzo il commento ben argomentato di Marco Montanari ma non ne condivido il contenuto. “Dare la colpa” al lettore mi suona fin troppo facile, se la pensano cosí anche filantropi e grandi editori quasi capisco perché non investano un centesimo in innovazione e tecnologie. Prima di “educare” i lettori servono giornalisti formati e non credo - ma posso sbagliare - che in Italia ci siano cosí tanti professionisti all’altezza. Perché? Puó essere, come sottolineato da Andrea, che la formazione abbia fin qui fallito e non esistano percorsi di studio strutturati. Chissá, anche in Italia potrebbe iniziare tutto con l’istituzione di un master?

Per quel (poco) che so e posso immaginarmi, spero che in Italia si verifichi prima o poi qualcosa di simile a quello che si é vissuto e si sta vivendo tuttora in Spagna: un fiorire di team data driven piú o meno integrati nelle redazioni ma con una certa autonomia di lavoro. Qualcuno lo fará per primo e a ruota gli altri lo copieranno.

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