Rider dell’informazione

Tra minatori e giacimenti di notizie e conoscenza

luca corsato
Jan 10 · 3 min read
Mario Soldati, Viaggio nella Valle del Po, episodio 3 del 1957 la lavorazione della sboccatura

Nel 1957 Mario Soldati andava in onda con il suo programma “Alla ricerca dei cibi genuini — Viaggio nella Valle del Po”. Queste inchieste — come le chiama Soldati — sono diventati dei documenti storici, ma allora erano cronaca del presente. Oggi, sia per abbondanza che per fretta, la stratificazione dei documenti informativi è completamente esclusa dal processo di selezione e produzione. Di questo parleremo con Marco Renzi e Marco Dal Pozzo, per LSDI, in una tre giorni tra Bologna, Milano e Torino con i rispettivi Ordini dei Giornalisti, sui temi:

  • Media education (noi siamo media): Imparare a leggere, scrivere e comportarsi deontologicamente dopo essere nati o diventati digitali”
  • I giacimenti dei dati e le nuove miniere del lavoro (come trasformare i database in occasioni di lavoro dentro gli scenari della sharing e gig economy)

I tempi di Mario Soldati

Nel rivedere questi documenti del 1957 si nota un tempo di riprese e di interviste che oggi appare surreale. Soldati introduce l’intervistato e lo ascolta. Soldati osserva ma non si intromette nello spazio delle persone ma le lascia libere di muoversi nella loro dimensione. Che sia il titolare dell’azienda, il professore o l’operaio dà sempre l’impressione di curioso rispetto. Non c’è ansia nell’incalzare e confronta il suo sapere con quello delle persone che incontra.

I giacimenti di informazioni grezze

Capiamoci, talenti come Soldati non sono così frequenti, ma lui tratta ciò che incontra come lo sfoglio di un archivio: ogni scambio di parole, di sguardi e di gesti li tratta al pari di un faldone da cui estrarre il materiale che compone in informazione. Oggi si fa la stessa cosa, a cui si aggiunge la componente digitale, che è già un’attività informativa. La selezione e la trascrizione di documenti, siano essi dalle persone ai documenti, o dai documenti ai dati, sono sempre trascrizioni che sono opera di intelletto, sensibilità ed esperienza.

Quanto vale chi sa estrarre

Oggi il punto non è produrre materiali simili a quelli di Soldati, perché sono accessibili sia tecnologicamente che economicamente, ma quanto vengono valutati. Un eccesso di offerta, secondo la legge di Walras, comporta una discesa del prezzo e ciò fa aumentare la quantità domandata e diminuire quella offerta. Nell’informazione c’è sempre più offerta e per competere gli hanno stimolato l’acquisto fornendo gratuitamente informazione digitale; in questo modo la domanda è aumentata ma con una disponibilità di spesa pari a zero da parte dei fruitori. In questo processo, che valore si può attribuire a chi produce materiale che nessuno è disposto a pagare? Chi ne paga le conseguenze sono stati, nell’ordine, i tipografi, gli archivisti, il personale amministrativo e ora tocca ai giornalisti. La bassa qualità è un effetto della contrazione della disponibilità di spesa e della concentrazione della rendita non sull’informazione, ma sul supporto informativo. Il supporto cartaceo e digitale guadagna nel suo ruolo di vettore pubblicitario.

In parole povere

Il costo di un giornale, l’abbonamento ad una newsletter o a un paywall non coprono i costi del personale e della struttura tecnologica, a meno che non siano le persone a comporre gli elementi della struttura informativa stessa. Uber, Deliveroo, o Airbnb, non possiedono i beni venduti e nemmeno hanno dipendenti bensì collaboratori. Oggi la chiamiamo gig economy ma se si legge un epistolario di Manuzio o di qualsiasi altro intellettuale dal ‘300 in poi si scoprirà che è sempre stato così per i “lavoratori della conoscenza”. Leggete il libro di Muzzarelli sulla scrittrice ed editrice Christine de Pizan (1365–1430) e troverete tutti gli affanni e le negoziazioni che avvengono oggi. Le parole sono povere oggi come lo erano allora, perché la conoscenza richiede un alto prezzo di fiducia, comprensione e ascolto.

Fiducia, comprensione e ascolto

Lo sforzo mio e di Marco Renzi e Marco Dal Pozzo nel preparare questi tre incontri non è stato tanto nel raccogliere tutto il materiale possibile e riversarlo sui professionisti dell’informazione, bensì di selezionare quei circa 10 punti su cui confrontarsi e trovare un modo, anche se solo per quelle sei ore, di uscire dall’ansia e fare ognuno una propria ricerca del cibo genuino. Ci piacerebbe che ognuno trovasse la propria Valle del Po che, come dice Soldati, è un pastorale “fa una curva e poi va via dritto”.

Per maggiori info: http://www.lsdi.it/

Welcome to a place where words matter. On Medium, smart voices and original ideas take center stage - with no ads in sight. Watch
Follow all the topics you care about, and we’ll deliver the best stories for you to your homepage and inbox. Explore
Get unlimited access to the best stories on Medium — and support writers while you’re at it. Just $5/month. Upgrade