Il colloquio di lavoro: ecco come non farti sfuggire il lavoro dei tuoi sogni

“people standing inside office” by rawpixel on Unsplash

Stai cercando lavoro e mandi curriculum in giro. Poi un bel giorno arriva una chiamata: vogliono conoscerti, sei stato scelto/a per un colloquio. E’ la tua occasione!

Gioia, ma anche ansia. Sarò in grado di fare bella figura? Riuscirò a ottenere il lavoro dei miei sogni? Partiamo da una considerazione banale: arrivare a un colloquio con un possibile datore di lavoro è un bel traguardo, quindi gioia e ottimismo ci vogliono. Quando arrivi a un colloquio, significa che il tuo CV ha già superato un’ordalia micidiale: sei rientrato/a in quel 10% di candidati — spesso molto meno del 10% — che sono ritenuti “interessanti”.

L’invito a un incontro di persona è una buona notizia, ma è solo l’inizio di un nuovo percorso incerto e che puoi controllare solo parzialmente.

Il colloquio è la tua occasione, vediamo qualche consiglio pratico per evitare di gettarla al vento.

Abbigliamento

Il colpo d’occhio che offrirai varrà più di tante parole, non c’è scampo. Quindi informati — basta una ricerca online su Google Immagini e magari qualche articolo di giornale — e poi adeguati allo stile e al contesto dell’azienda per cui sosterrai il colloquio. Nel dubbio è meglio rischiare di essere un po’ troppo formali, che essere considerati sciatti. In generale, per gli uomini, la camicia è obbligatoria (un’eccezione potrebbe essere il colloquio per una start-up tecnologica molto giovane, lì potresti azzardare anche una maglietta tipo Polo). Per le donne, invece, il capitolo “abbigliamento” è molto più complesso e non mi sento di dare consigli prescrittivi. Certamente eviterei abiti che distraggano l’attenzione del vostro interlocutore: il selezionatore, spesso un uomo, deve essere concentrato sul tuo viso. Un buon consiglio sempre valido è scegliere un vestito con il quale ti senti a tuo agio. Il colloquio, inevitabilmente, creerà ansia e un po’ di disagio. Indossare qualcosa che ti fa sentire bene, ti aiuterà a gestire lo stress e a fare bella figura.

Puntualità

Arriva alla reception esattamente 5 minuti prima dell’orario fissato. Dimostrerai professionalità e precisione, ma non ansia. Puoi anticipare ulteriormente il tuo arrivo, solo se sai già che le procedure di accesso all’azienda sono piuttosto lunghe.

“two people holding hands” by rawpixel on Unsplash

Attitudine

Cerca di essere sorridente — senza apparire vacuo — e propositivo. Perché banalmente “nessuno vuole avere a che fare con uno sfigato/a”, come una volta disse un mio ex manager con perfetta (e spietata) sintesi. Fai attenzione alle domande che ti pongono e rispondi con ordine e concisione, senza sbrodolarti addosso. Chiedi sempre un bel bicchiere d’acqua (naturale) quando ti siedi, ti servirà sia per mitigare la sete, sia per prendere una pausa strategica in un momento di difficoltà. In generale devi entrare nella stanza per convincere il tuo interlocutore che tu sei la soluzione alle necessità e ai problemi dell’azienda (quelli che ti competono ovviamente, non tutti). Devi capire istantaneamente chi hai di fronte e indirizzare la tua comunicazione nel verso giusto: non puoi parlare alla stesso modo con il selezionatore delle risorse umane, con chi potrebbe diventare il tuo manager, con chi potrebbe essere un tuo collega o magari con chi l’azienda l’ha fondata e rimarrà sempre molto più in alto di te nella gerarchia interna. Non aspettare che sia il tuo interlocutore a decidere cosa sai fare e come potresti essere utile, perché tu sai molto meglio del tuo interlocutore quali sono le tue abilità e cosa faresti se ti scegliessero per il ruolo.

La presentazione di sé

Prepara una presentazione di due-tre minuti di te stesso, spiegando dove e cosa hai fatto finora, cosa hai studiato, etc…. Nove colloqui su dieci inizieranno con un generico “Ci racconti di lei…” e qui bisogna subito dare il massimo. Devono essere pochi minuti memorabili, energetici, perfetti, durante i quali lanci delle esche al tuo interlocutore. Se le coglie, andrà nella tua direzione e avrai il controllo della conversazione. Un vantaggio notevole. Ma non abusarne, altrimenti il selezionatore penserà di essere lì solo come comparsa del tuo show personale. Non piace a nessuno fare la comparsa. Prepara la tua presentazione con cura, ripetendola davanti allo specchio o anche davanti a qualche amico che si presti a fare da spalla. Se un amico, che non lavora nel tuo ambito, capisce tutto quello che gli racconti di te in tre minuti, allora potrai essere sicuro di aver preparato una buona introduzione.

Domande

“Ha delle domande…?” Tanti colloqui finiscono così. E’ opportuno arrivare preparati: fissati in mente due-tre domande da fare al selezionatore. Non avere domande lascia spesso una cattiva impressione sul selezionatore: sembra disinteresse. Quindi, almeno una domanda la dovresti fare. Se niente di “domandabile” è emerso dalla conversazione, utilizza le domande di back-up che ti sei preparato a casa. L’importante è non lasciare che questo punto del colloquio cada nel vuoto: non esistono domande stupide, esistono però domande inopportune. Tipo ti sconsiglio di chiedere subito i dettagli economici e contrattuali, soprattutto se si tratta del primo colloquio di una serie.

Che ne dici di questi consigli? Ci sono altri punti su cui vorresti la mia opinione? Lasciami un commento! E se sei interessato al tema “colloqui di lavoro”, ti segnalo anche questo mio articolo su come affrontare al meglio il colloquio a distanza.

In bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro!