
Stuprami. E stuprami ancora.
Il becero buonismo di sinistra che attanaglia le viscere dell’Europa, e dell’Italia in particolare, ha dato i suoi primi infami frutti dopo i gravissimi fatti di Colonia dello scorso 31 dicembre. Per me è estremamente doloroso constatare come il governo italiano, ed in particolare la sua componente femminile, abbia faticato enormemente per prendere una ferma posizione di condanna e di indignazione verso quanto accaduto. Anzi, ha perfino ignobilmente tentato di sminuirne la gravità, ponendo l’attenzione sulla questione razzismo e preoccupandosi più dell’immagine degli immigrati responsabili delle violenze, che del dolore subito dalle donne tedesche.
L’imbarazzo della sinistra
La cosa più sconcertante è infatti il palese imbarazzo di molte delle donne di sinistra che invitate a commentare gli episodi accaduti a Colonia, hanno fatto di tutto pur di porre l’attenzione sulla necessità di non fare “di tutta un erba un fascio” e di “evitare ogni tipo di strumentalizzazione” per non cadere in rigurgiti razzisti. A partire dalla Presidente della Camera Boldrini, la quale ci ha messo un bel po’ prima di condannare le violenze, avallando di fatto con il suo ritardo, un atteggiamento inopportuno ed incomprensibile, visto inoltre che lei, così come tutte le altre donne del suo schieramento politico, è la prima a sottolineare come uno stupro non ha giustamente colore, né razza o religione.
Se da un lato infatti è sacrosanto affermare ciò, dall’altro è altamente controproducente, se non molto stupido, ignorare del tutto la matrice di queste violenze e le modalità con le quali sono state perpetrate. Capire infatti se sia possibile tracciare un filo conduttore, è la prima delle analisi necessaria in queste situazioni, che può in alcuni casi portare anche ad una consapevolezza maggiore su come affrontarle per prevenire che accadano di nuovo.
Ciò che è invece successo, è stato un chiaro atteggiamento di manipolazione volto ad evitare che quelli dotati di un minimo di buon senso potessero una volta tanto dire le cose come stanno senza essere tacciati di finta demagogia o di insulso populismo: ovvero che la questione islamica è adesso, ed è reale. E che le migrazioni di questo periodo sono l’ennesima riprova di come l’Europa sia minata alle fondamenta non solo nelle sue tradizioni e identità culturali, ma anche da un punto di vista sociale, causando un vero e proprio dissesto dal quale evidentemente qualcuno ne trae immenso profitto.
I fatti parlano chiaro
La notte del 31 Dicembre a Colonia, un migliaio di uomini tra i 15 e i 35 anni, indicati successivamente «dall’aspetto originari di regioni arabe o nordafricane» ha dapprima distratto le forze di polizia presenti sparando petardi e fuochi d’artificio ad altezza uomo, e successivamente, approfittando della confusione generata, assalito, molestato e in molti casi anche violentato le donne presenti nel piazzale antistante la stazione ferroviaria e nelle zone limitrofe.
Una situazione, che come affermerà successivamente la polizia di Colonia, è sfuggita completamente di mano, ed è ben presto diventata un episodio senza precedenti dai contorni quanto meno raccapriccianti.
La stessa notte, a Berlino, si sparava in strada.
A Colonia, nella sola notte di Capodanno, sono state presentate 821 denunce, per un totale di 1.049 vittime, di cui 659 donne. Di queste, le aggressioni a sfondo sessuale sono 359. Nei rapporti delle autorità locali, la parola Vergewaltigung (stupro) è riportata ben 205 volte.
Come scriverà successivamente la stampa tedesca, citando fonti della polizia, le aggressioni sono state compiute da immigrati riuniti in gruppi anche di cinque, dieci o anche più con le seguenti modalità:
- “gli aggressori infilavano le dita attraverso gli indumenti e la biancheria intima delle vittime, che venivano circondate da tutti i lati, palpate e penetrate con le dita”
Non sono mancati casi di donne sottratte dalla folla praticamente mezze nude, con abiti laceri e trascinate per terra, il tutto condito da insulti, minacce e naturalmente furti.
Violenze di questo tipo sono state purtroppo registrate la stessa notte anche ad Amburgo nel quartiere a luci rosse di St.Pauli e a Stoccarda.
Taharrush: il gioco dello stupro
Ad oggi non sono pervenuti video degli episodi di Colonia, ma la dinamica dei fatti è abbastanza chiara: l’abbiamo già vista in passato, a piazza Tahir durante la primavera araba in Egitto, quando decine di donne furono molestate, stuprate e derubate a seguito delle manifestazioni di piazza.
Si tratta di una pratica atroce, che prende il nome di Taharrush, o più comunemente, “il gioco dello stupro”. Una crudeltà che fa male solo a sentirla ma che non può renderci ciechi, né darci il diritto di negarne l’esistenza ed il suo legame con un certo tipo di cultura.
Vi invito dunque a vedere il seguente video, affinché tutti quei maledetti che hanno sottaciuto e depistato la reale gravità dei fatti, possano stamparsi bene in testa le urla di questa donna.
Il caso svedese

La Svezia è da tempo nel pieno di una vera e propria crisi stupri. Il paese scandinavo ha infatti raggiunto negli ultimi 5 anni il terribile primato di primo paese in Europa con il più alto tasso di violenze ed abusi a sfondo sessuale, dove per la maggior parte di queste, le responsabilità sono da attribuirsi a cittadini immigrati, sia regolari che non.
I dati riportati dal 1997 ad oggi confermano infatti queste ipotesi, andando dunque a porre la questione immigrazione al centro delle polemiche anche a livello internazionale.

Nel grafico qui sopra potete notare le impressionanti statistiche sui crimini a sfondo sessuale registrati in Svezia nel 2001. Gli stupri commessi da cittadini svedesi (in blu) si attestano al 22.4%, mentre quelli commessi da cittadini stranieri immigrati, regolari e non (rosa, rosso, arancio), compongono il 77.6% del totale. Da notare come nel calcolo dei dati in blu, siano stati inclusi anche i nati all’estero divenuti successivamente cittadini svedesi.
Qui sotto invece, la ripartizione del totale degli stupri in Svezia in un rapporto del 1996. Il 39% dei crimini è stato commesso da cittadini con nazionalità svedese, il 38% da migranti, il 13% da minori immigrati e il 10% da immigrati irregolari.
Sostanzialmente, i reati sopra citati sono al 62% commessi da cittadini immigrati senza cittadinanza.

Purtroppo si riportano anche episodi tra i più efferati mai registrati prima. Uno su tutti, quello di Mariannelundguide, nel 2011, dove una madre di due bambini è stata stuprata per 7 ore da almeno una dozzina di immigrati in un campo di prima accoglienza. La ragazza è ora confinata su di una sedia a rotelle e soffre di diversi disturbi psicologici.
A seguito di questa ondata di violenze, e soprattutto dopo gli ultimi episodi avvenuti ai danni di donne impegnate addirittura nei centri di prima accoglienza, il governo di Stoccolma ha deciso di dare il via ad un massiccio piano di espulsione dai propri territori.
Una decisione presa evidentemente a seguito delle numerose proteste da parte della popolazione, ma anche in un’ottica sociale, che implicitamente annuncia il totale fallimento delle politiche democratiche di sinistra e la loro follia suicida di integrazione culturale e razziale.
A fronte di ciò, è bene che nessuno dimentichi mai le parole che la nostra Presidente della Camera Laura Boldrini disse alla presentazione del Rapporto 2014 di Italiadecide, durante un incontro dedicato al turismo italiano.
La mia denuncia
Di fronte a quella che è sicuramente la violenza più infame che un uomo possa compiere nei confronti di un suo simile, non ci può essere resa, né attenuanti. Bisogna reagire immediatamente con sdegno, denuncia e punizione.
Io credo fermamente che il dolore e la paura che una donna possa provare quando rimane vittima di una violenza di tipo sessuale sia non solo insostenibile, ma anche difficile da comunicare. Oltre che impossibile da redimere. Tentare quindi di porre un velo davanti l’evidenza per trarne profitto politico, rinunciando a denunciarne la gravità, è un atto infame e codardo.
Con queste mie parole diffido dunque quei cuori marci che dinnanzi alle atrocità commesse hanno avuto il terribile coraggio di mettere in discussione gli eventi, anteponendo interessi politici e paventando inutili e ridicole ripercussioni razziste, screditando chi invece ha colto la gravità dei fatti e scandito perfettamente le colpe e le responsabilità.
Non si può rimanere ciechi di fronte a questi eventi, che indicano chiaramente la rotta impostata per il progetto Europa: un sogno di integrazione culturale e di apertura geografica che sta progressivamente scardinando le strutture e gli equilibri regnanti per innescare una nuova era di mistificazione e denigrazione dei popoli.
Chi tace e non vuole vedere, non è meno responsabile di quei stupratori.
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